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Yoga e Aparigraha, pratiche per imparare a lasciare andare

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Portare aparigraha sul tappetino

Aparigraha è l’ultimo dei cinque Yama e si riferisce al concetto di non attaccamento, questo principio invita le persone ad abbandonare la possessività e l'attaccamento verso gli oggetti materiali e immateriali del nostro desiderio. Nella filosofia Yoga aparigraha è considerato un percorso verso l'appagamento e la liberazione da mettere in atto quotidianamente, come una sorta di allenamento per i momenti critici che tutti prima o poi ci troviamo ad affrontare e in cui sarà necessario  lasciare andare  qualcosa o qualcuno. 

La pratica di aparigraha incoraggia a liberarsi dal costante desiderio di avere di più e a coltivare il momento presente e la gratitudine per ciò che ci circonda, ci ricorda che attraverso il distacco dai beni materiali, dalle idee, dai sentimenti e dalle relazioni che ci appesantiscono possiamo creare spazio per lo sviluppo personale e la crescita interiore. Anche sul tappetino è possibile seguire delle routine che aiutino ad assimilare questo concetto nella vita di tutti i giorni in modo da poterne apprezzare i benefici e vivere in maniera più leggera e armonica.

Aparigraha nella pratica degli asana

Sviluppare il concetto di aparigraha sul tappetino aiuta a moderare l'atteggiamento di eccessivo attaccamento e a trovare soddisfazione nella semplicità del qui e ora, invita ad abbracciare il viaggio piuttosto che fissarsi sull'esecuzione ineccepibile della posa, sul raggiungimento di un livello per forza avanzato o su un elevato grado di flessibilità, incoraggiandoci, piuttosto, ad essere presenti e ad accettarci così come siamo, senza inutili orpelli, senza la pesantezza del confronto, del giudizio e del perfezionismo a tutti i costi.

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In termini di pratica degli asana puoi approfondire aparigraha eseguendo le sequenze con grazia e fluidità, dosando bene le energie ed evitando di forzare inutilmente il corpo. Per cominciare sdraiati a terra, piega le ginocchia avvicinando i talloni ai glutei, con i piedi uniti dischiudi le gambe, lasciando ricadere le ginocchia ai lati in Baddha Konasana, resta un paio di minuti in questa posizione, chiudendo gli occhi, qui inspira profondamente dal naso e lascia fluire via l’aria dalla bocca, fallo per almeno tre volte, ad ogni espirazione lascia andare i pensieri che attraversano la mente, e ad ogni inspiro accogli nuova energia per la tua pratica, poi inizia a sciogliere dolcemente in corpo con movimenti morbidi e gentili.
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Dopo aver riscaldato il corpo, in particolare le anche con affondi e rotazioni, procedi con la tua sequenza in piedi inserendo degli asana che inizino a creare spazio come Virabhadrasana II, Utthita Parsvakonasana, Prasarita Padottasana, continua la pratica scegliendo posizioni in piedi di apertura del bacino come Kali asana, Malasana, Skandasana, Utthan Pristhasana, che regalano apertura, infondono coraggio, autostima e forza. Può essere un’ottima idea inserire anche delle posizioni di equilibrio come Vrshikasana, Natarajasana, Utthita Hasta Padangusthasana b, Ardha Chandrasana che aiutano a creare spazio e a concentrarsi sul momento presente, mostrandoci come la bellezza e l'armonia risiedano in fragili piccoli stati di equilibrio in perenne mutamento.
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Non possono mancare anche per la sequenza a terra posizioni di apertura delle anche come Mandukasana, Upavistha Konasana, Supta Padangusthasana b, Ananda Balasana, che sono perfette per rilasciare le emozioni, creare spazio per la scoperta di sé e per accogliere il nuovo. Termina la tua sessione con posizioni di leggera chiusura per bilanciare le aperture come Gomuksana nella variante con le braccia intrecciate di Garudasana e Supta Matsyendrasana, infine, goditi un lungo  abbandono in  Shavasana, la posizione del morto, metafora per antonomasia del distacco e della rinascita che rappresenta il momento più importante sul tappetino, la fase per elaborare internamente tutti i benefici e gli insegnamenti della pratica appena svolta.
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... nel Pranayama

La respirazione è un ciclo fisiologico continuo che immette nel nostro organismo l’aria e poi la rilascia, creando uno scambio tra interno ed esterno, ​attraverso di essa espelliamo parte delle tossine e otteniamo nuova energia, purificandoci, su un piano più sottile, le pratiche di Pranayama replicano questo stesso schema e perciò possono essere utili nella pratica di aparigraha, in quanto aiutano a coltivare il distacco dai pensieri e a liberarci dalle emozioni negative che ci trasciniamo dietro.
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Una respirazione yoga indicata a tal fine è Sarpa pranayama, nota anche come respiro del serpente, questo esercizio ti aiuterà a disperdere la pesantezza e il calore in eccesso, creando nuovo spazio per il cambiamento e donandoti una piacevole sensazione di leggerezza. Un altra tecnica utile è Vayu Pranayama, il respiro del vento, inserisci questo esercizio nella tua pratica quando vuoi sgomberare la mente dai pensieri che l’assillano e ritrovare tranquillità, ti regalerà un gradevole senso di liberazione e un profondo stato di benessere. 
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... E nella meditazione

​A volte lasciare andare è la soluzione migliore, anche se farlo può essere davvero difficile in alcuni casi doloroso, alla fine, però, ci ritroveremo più leggeri, felici e liberi. La meditazione può essere utile in questo processo, poiché rappresenta un valido strumento per imparare a prendere le distanze e vivere nel momento presente, aiutando a maturare interiormente l'esperienza della separazione in modo da riuscire a mollare la presa con più facilità e a voltare pagina quando è necessario; meditare, infatti, favorisce la chiarezza mentale e la consapevolezza, migliorando la percezione delle proprie reali esigenze e facilitando il distacco dai legami materiali ed emotivi che appesantiscono l’esistenza.

Se hai bisogno di staccare la presa dalle preoccupazioni quotidiane e liberarti dagli eccessi fisici e mentali la 
meditazione Zuowang è perfetta: aiuta a lasciare andare, dimenticando l’ambiente circostante, il corpo fisico e la psiche, per sostare nel vuoto, in questo modo sarà possibile creare nuovo spazio interiore, sperimentare un grande senso di leggerezza e liberazione e svincolarti, così, da ogni identità e pensiero. Un altro esercizio molto indicato è la meditazione sull’impermanenza, che ci insegna a lasciare andare e a prepararci anche ai distacchi più impegnativi, farla con regolarità aiuta a maturare la consapevolezza sulla natura effimera degli oggetti e dei fenomeni che sperimentiamo ogni giorno, in questo modo imparerai a vedere le cose per come sono e a lasciarle fluire via con serenità, una lezione che tornerà sicuramente utile per fronteggiare i piccoli e grandi cambiamenti della vita. 
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Quando i limiti del corpo e della mente ti appesantiscono e senti il bisogno di immergerti in un atmosfera rarefatta e illuminante prova la meditazione sulla coscienza universale, concentrarti sulla vastità dell'universo, ti farà apparire ridimensionati i problemi quotidiani e parte di un processo spontneo quelli più grandi, incrementerà il senso di appartenenza alla natura, di unione con gli altri esseri viventi e con il cosmo, donandoti un meraviglioso senso di espansione, di libertà e pace. Anche la meditazione Yoga Nidra può essere utile quando il distacco genera ansia e preoccupazione, in quanto allena all’abbandono e favorisce il rilassamento totale di corpo e psiche, in particolare se associata alla visualizzazione del giardino con i suoi cicli naturali o dell’oceano con la sua vastità e il suo perpetuo movimento: entrambi, infatti, sono simboli attivi in grado di lavorare a livello subconscio, splendide metafore della mutevolezza della vita, che donano quiete e consapevolezza.

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    ​Rosa Beltrami

    Founder di Wonderflow Yoga, ha una laurea in comunicazione visiva, ama follemente il suo pianeta e, ovviamente, lo Yoga!

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