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Buone abitudini per ridurre le allergie respiratorie

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Prevenire per stare meglio

Le allergie respiratorie sono principalmente causate dall'esposizione ai pollini rilasciati da alberi, erbe e piante, ma anche da altri allergeni ambientali, come polvere, muffe, acari e pelo di animale, che possono scatenare reazioni nell’organismo di chi è sensibile. Uno studio pubblicato su Environmental Research (Lindgren A et al., 2021) ha dimostrato che attuare misure preventive può alleviare i sintomi della rinite allergica fino al 40%. Osservare queste strategie in associazione ad un'efficace terapia naturale può aiutare a ridurre l’uso dei farmaci per il controllo dei sintomi, ed essere un valido supporto nel contrastare le allergie respiratorie, in special modo quelle stagionali. 

Strategie utili contro le allergie

Adottare strategie quotidiane per ridurre l'esposizione agli allergeni può limitare la gravità dei sintomi, dormire meglio e migliorare la qualità della vita delle persone allergiche. A seguire alcuni suggerimenti che rappresentano un aiuto valido, privo di effetti collaterali, per chi soffre di allergie respiratorie.
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1. Limita l’esposizione agli allergeni

Il primo passo per alleviare i sintomi allergici è quello di ridurre al minimo il tempo di esposizione e la quantità di allergeni con cui potenzialmente entriamo in contatto.
✔ Monitora le previsioni sui pollini: i livelli di polline variano in base alla stagione, al clima e alla regione geografica, consulta il bollettino pollinico su app e siti meteo per controllare i livelli di polline e individuare i giorni a maggiore concentrazione
​✔ Evita il contatto diretto con gli allergeni, non recarti in luoghi polverosi o densi di allergeni, non andare in campagna nei periodi di fioritura dei pollini a cui sei sensibile e se puoi resta dentro nei giorni ad alta concentrazione
✔ Evita di uscire negli orari critici in cui le piante rilasciano i pollini, di solito la mattina presto tra le 5:00 e le 10:00 e all’imbrunire, se possibile limita le attività all’aperto nei giorni ventosi e secchi, in cui il polline si diffonde più facilmente
✔ Utilizza protezioni contro gli allergeni, come i filtri nasali specifici per le allergie, mascherine, occhiali da sole e berretto per ridurre il contatto di polvere, pollini e allergeni con naso, occhi e capelli
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2. Pulisci gli ambienti

Le particelle che provocano allergie entrano facilmente nelle case e negli uffici, depositandosi su tessuti, mobili e superfici, aumentando il rischio di esposizione anche in ambienti chiusi.
✔ Chiudi gli infissi e assicurati che siano privi di spifferi, cambia l’aria a mezzogiorno, quando la concentrazione di pollini nell’aria è più bassa
✔ Pulisci giornalmente le superfici di casa per eliminare la presenza di polvere, acari e pollini, se possibile passare l’aspirapolvere con filtro HEPA almeno due volte a settimana 
✔ Utilizza condizionatori e purificatori d’aria con filtri HEPA per ridurre la presenza di allergeni nell’aria domestica
✔ Lava regolarmente i tessuti d'arredo, come tende, tappeti e biancheria da letto per eliminare eventuali tracce di allergeni
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3. Cura l'igiene personale

Quando sei fuori gli allergeni si accumulano sulla pelle, nei capelli e sugli indumenti, facendo perdurare la sintomatologia allergica anche dopo essere rientrati in casa.
✔ Fai la doccia e lava i capelli non appena rientri a casa per eliminare pollini, inquinanti e altri allergeni accumulati durante il giorno
✔ Cambia i vestiti dopo aver trascorso del tempo all’aperto o in luoghi sporchi e polverosi e lavali frequentemente
✔ Evita di stendere i panni all’aperto nei periodi di alta concentrazione di polline, preferisci uno stendino dentro casa o l'asciugatrice
✔ Spazzola gli animali regolarmente per rimuovere pollini e allergeni che si incastrano nel pelo durante le passeggiate all’aperto, evita che dormano sul letto durante la stagione delle allergie
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4. Supporta l'organismo con il cibo

Un’alimentazione equilibrata con cibi ricchi di antinfiammatori migliora la tolleranza agli allergeni: è dimostrato che una dieta ricca di antiossidanti e probiotici, può ridurre i sintomi della rinite allergica del 25%.
✔ Integra con rimedi naturali, come la quercetina, una sostanza con alto potere antinfiammatorio presente in frutta e verdura, ad esempio in capperi, peperoni, mele e cipolle
✔ Consuma alimenti ricchi di Omega-3, che riducono la risposta infiammatoria dell'organismo: semi di lino, di chia e olio di alghe sono le fonti vegetali più ricche di questi acidi grassi
✔ Mangia cibi fermentati  naturali  per migliorare la salute intestinale e ridurre la permeabilità dell'organismo agli allergeni
✔ Controlla la vitamina D, mantenere un apporto adeguato di questa vitamina supporta il sistema immunitario e contrasta la comparsa delle allergie
Il contenuto di questo articolo non sostituisce in alcun modo la consulenza, la diagnosi o la terapia medica professionale. ​
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Allergie stagionali, i rimedi naturali più efficaci

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Che cos'è l'allergia 

Le allergie sono una reazione immunitaria eccessiva nei confronti degli allergeni ambientali presenti nell'aria, in special modo ai pollini rilasciati da alberi, erbe e piante, durante determinati periodi dell’anno, ma anche nei confronti di polveri, acari, alimenti. farmaci e sostanze chimiche inalabili o con le quali l'organismo entra in contatto. 
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I meccanismi dietro le reazioni allergiche

Le allergie stagionali si verificano quando il sistema immunitario per errore identifica come una minaccia sostanze solitamente innocue. Questo processo è mediato da una serie di reazioni biochimiche in cui le cellule immunitarie rilasciano mediatori infiammatori, che causano i principali sintomi allergici. Nel momento in cui l'organismo entra in contatto con l'allergene si scatena una vera e propria cascata infiammatoria.
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  • Attivazione delle IgE e dei mastociti. Quando un allergene entra nel corpo, le cellule B (linfociti B) producono immunoglobuline E (IgE) specifiche, che si legano ai mastociti, cellule presenti nei tessuti che rilasciano mediatori infiammatori
  • Rilascio di istamina e citochine. I mastociti rilasciano istamina, una molecola responsabile di sintomi come prurito e gonfiore, inoltre, vengono attivate citochine pro-infiammatorie come IL-4, IL-5 e IL-13 che producono infiammazione
  • Infiammazione delle vie respiratorie. L’infiammazione causa edema della mucosa nasale, aumento della produzione di muco e iperreattività bronchiale, portando a lungo andare a sintomi persistenti.
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I sintomi delle allergie respirartorie

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), milioni di persone nel mondo patiscono questa condizione che può compromettere significativamente la qualità della vita, provocando rinite allergica, nota anche come febbre da fieno, e sintomi più o meno invalidanti, come starnuti, congestione nasale, difficoltà respiratorie, affaticamento, gonfiore e prurito agli occhi, alle mucose e alla pelle. Sebbene gli antistaminici e altri farmaci siano comunemente usati per trattare queste spiacevoli manifestazioni, sempre più ricerche stanno dimostrando l'efficacia di rimedi naturali per alleviare i sintomi delle allergie stagionali.
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Rimedi naturali contro le allergie

Il trattamento dell’infiammazione è un aspetto cruciale nella gestione delle allergie stagionali, i farmaci convenzionali come gli antistaminici e i corticosteroidi sono le terapie più utilizzate, tuttavia, negli ultimi anni c'è stato un crescente interesse per l'uso di estratti di piante, radici, erbe officinali e funghi medicinali come soluzioni naturali complementari o alternative, poiché generalmente presentano minori effetti collaterali e controindicazioni rispetto ai farmaci tradizionali. I principali campi d’impiego sono la prevenzione, attraverso il rafforzamento del sistema immunitario, e la riduzione dei sintomi, per portare sollievo nei periodi a forte esposizione. A seguire, esploreremo i principali rimedi naturali e fitoterapici che possono migliorare significativamente la qualità della vita, avendo dimostrato un discreto potenziale nel trattamento delle allergie stagionali.
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1. Ribes Nero

Il Ribes nero (Ribes nigrum) è una pianta utilizzata da secoli per le sue proprietà antinfiammatorie e antiallergiche. Le bacche e le foglie contengono antociani, flavonoidi e omega-6, che hanno dimostrato di  migliorare i sintomi della rinite allergica e dell’asma. Gli estratti di Ribes nero possono regolare la risposta immunitaria, inibire il rilascio di istamina e la produzione citochine, riducendo l’infiammazione delle vie respiratorie, attenuando prurito, congestione nasale e lacrimazione.
Gli antociani e gli acidi grassi omega-6 presenti nel Ribes nero rinforzano la barriera epiteliale, riducendo la permeabilità agli allergeni e il danno infiammatorio, mentre le proantocianidine favoriscono la crescita di batteri benefici, migliorando la diversità del microbiota intestinale e la tolleranza agli allergeni.

​Le fonti naturali di questi preziosi principi si trovano prevalentemente nelle bacche e nelle gemme del
Ribes nero, che può essere consumato fresco o in tisana. Per una terapia antiallergica più fruibile ed efficace bastano circa 600 mg al giorno di estratto secco o olio di Ribes nero all’arrivo della stagione delle allergie per almeno 8-12 settimane, ricordando che va usato con cautela nei pazienti con epilessia e in quelli in terapia anticoagulante, per via delle proprietà fluidificanti.
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2. Ortica ​

L’ortica (Urtica dioica) è una pianta perenne nota per le sue proprietà medicinali e utilizzata tradizionalmente per il trattamento di diverse condizioni infiammatorie, tra cui le allergie stagionali. Studi scientifici hanno dimostrato che l’ortica possiede effetti antistaminici, antinfiammatori e immunomodulanti, rendendola un rimedio naturale efficace contro la rinite allergica, in special modo nell’alleviare la congestione nasale e i sintomi oculari. 
L’uso di questa pianta aiuta a bloccare i recettori dell’istamina (H1) e a ridurre la degranulazione dei mastociti, limitandone il rilascio nell’organismo. La risposta allergica è caratterizzata dalla produzione di citochine, l’ortica riduce la produzione di queste molecole, attenuando l’infiammazione delle vie respiratorie. L’ortica ha dimostrato di modulare la risposta immunitaria, aumentando la produzione di cellule T regolatorie (Treg), che svolgono un ruolo chiave nel controllo delle allergie, dimostrando di influenzare la risposta immunitaria e di migliorare la tolleranza agli allergeni.

È possibile beneficiare degli effetti direttamente dalla fonte naturale, consumando cioè le foglie fresche o essiccate della pianta in risotti e contorni o bevendo un 1-2 tazze di infuso al giorno. Nella
terapia antiallergica si assumono quotidianamente  300-600 mg di estratto secco di ortica per almeno 3 mesi. Ricordiamo che può interagire con terapie a base di anticoagulanti, quindi, meglio non assumerla in concomitanza.
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3. Quercetina ​

La quercetina è un flavonoide che si trova in natura in alcune piante e possiede proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antiallergiche. Negli ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato la sua efficacia nella gestione dell'infiammazione allergica, suggerendo il suo utilizzo come alternativa naturale agli antistaminici convenzionali per ridurre sintomi come starnuti, prurito, congestione nasale e asma.
Questa sostanza, infatti, riduce lo stress ossidativo nelle cellule epiteliali delle vie respiratorie, i livelli di IgE e gli eosinofili nel sangue,  inoltre, è stata dimostrata la sua capacità di stabilizzare i mastociti, riducendo il rilascio di istamina e citochine infiammatorie. 

​​Le principali fonti naturali di quercetina sono i capperi, le cipolle rosse, il radicchio, il peperone giallo, il peperoncino e  il tè verde, ma anche frutti come ribes, mirtilli e mele rosse ne sono ricchi, quindi un buon modo per introdurre questa preziosa sostanza nell’organismo è quello di preparare delle pietanze che contengano i vegetali che ne sono ricchi, ad esempio, delle insalate miste da consumare quotidianamente, magari accompagnate da una tazza di tè verde. Nella terapia antiallergica si può scegliere di assumere la quercetina in maniera concentrata attraverso integrartori naturali con una dose di 300 mg sino a un massimo di 800 mg/die per 8-12 settimane, preferendo formulazioni con bromelina, che ne migliora l’assorbimento. 
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4. Probiotici ​

I probiotici sono microrganismi vivi che, quando somministrati in quantità adeguate, conferiscono effetti benefici alla salute dell’organismo che li ospita. Numerose ricerche hanno dimostrato che alcuni ceppi batterici, in particolare quelli appartenenti ai generi Lactobacillus e Bifidobacterium, possono regolare il sistema immunitario e ridurre i sintomi della rinite allergica, come congestione e lacrimazione oculare. 
Le allergie stagionali derivano da una risposta iperattiva del sistema immunitario agli allergeni ambientali, i probiotici possono riequilibrare questa risposta migliorando la funzione delle cellule regolatorie del sistema immunitario. L’intestino infatti ospita il 70% delle cellule immunitarie del nostro corpo, e un microbiota sano è essenziale per una risposta immunitaria equilibrata: assumere probiotici rinforza la barriera intestinale, impedendo il passaggio di antigeni allergenici nel flusso sanguigno e riducendo la produzione di istamina e  citochine infiammatorie.

È possibile assumere i probiotici da fonti naturali e ottenere numerosi benefici, si trovano nello yogurt e nel kefir (anche nelle loro versioni vegan), in bevande come la kombucha e nelle verdure fermentate, ad esempio nei crauti e kimchi. Tra i ceppi più efficaci per la terapia antiallergica troviamo: Lactobacillus rhamnosus GG, Bifidobacterium lactis, Lactobacillus casei, di cui se ne consiglia un dosaggio di 1-2 miliardi al giorno in miscela per almeno 8 settimane, mentre per ridurre il prurito al naso si suggerisce lo spray nasale a base di Lactobacillus casei per 6 settimane. 
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5. Funghi medicinali

I funghi medicinali sono utilizzati da secoli in Asia per le loro proprietà immunomodulanti, antinfiammatorie e antiallergiche e stanno suscitando sempre più l'interesse della comunità scientifica occidentale. I principi del fungo Shiitake, aiutano a regolare il sistema immunitario e ridurre l'infiammazione, i polifenoli e il lentinano, agiscono come potenti antiossidanti, proteggendo le mucose dai danni infiammatori. ​
Il fungo Chaga contiene inotodiol, un composto capace di stabilizzare i mastociti, prevenendo il rilascio di istamina, inoltre, è in grado di indurre una maturazione atipica nelle cellule dendritiche, migliorando la selettività del sistema immunitario nel distinguere tra sostanze innocue e allergeni. Anche il Reishi possiede proprietà stabilizzanti sui mastociti, ricco di polisaccaridi e i triterpeni, è in grado di ridurre il rilascio di istamina, le citochine e la gravità dei sintomi allergici.

La fonte naturale è costituita dai funghi freschi o essiccati, che possono essere consumati includendoli nella preparazione di noodles, antipasti, polpette, zuppe e risotti. La dose per la terapia antiallergica è di 500-600 mg di estratto secco di funghi al giorno per 8-10 settimane, assumendo le singole varietà o mixandole senza, però, sforare il dosaggio. Questi funghi non sono indicati per i soggetti fortemente immunodepressi o con ipotensione severa, inoltre,  possono interagire con le terapie anticoagulante e insulinica. Il Chaga è sconsigliato a chi soffre di calcoli renali, poiché ricco di ossalati.
Il contenuto di questo articolo non sostituisce in alcun modo la consulenza, la diagnosi o la terapia medica professionale. ​
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Golden Milk, la ricetta e i benefici del Latte d'Oro

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Che cos'è il Golden Milk ​

Il Golden Milk, noto anche come Latte D'oro o Haldi Doodh, per via del suo colore giallo oro, è una bevanda tradizionale indiana che ha guadagnato fama in tutto il mondo grazie ai suoi numerosi effetti benefici sull’organismo. Si tratta di latte speziato a base di curcuma tradizionalmente servito mescolando latte animale o vegetale con curcuma, pepe nero e altre spezie.

​L
a sua origine risale all'antica medicina ayurvedica, un sistema di cura che ha un approccio olistico alla salute e al benessere, adoperato da migliaia di anni nell'India meridionale e in altre regioni asiatiche. L'Haldi Doodh è da sempre una bevanda cara allo yoga, usata dai praticanti come rimedio per migliorare l’elasticità e mantenere in salute le articolazioni.
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Benefici del Latte d'Oro​

Nel corso degli anni, la popolarità del Golden Milk è cresciuta a livello globale, anche grazie al riconoscimento da parte della scienza dei suoi benefici, che vanno dalla riduzione dell'infiammazione a un pregevole effetto protettivo sull'organismo. Questa bevanda è indicata non solo per i praticanti yoga, ma anche per gli sportivi e per chiunque soffra di problematiche articolari e malattie infiammatorie. La curcuma, infatti, è uno degli elementi cardine della medicina ayurvedica per il trattamento di alcuni disturbi, tra cui dolori articolari, infiammazioni, problemi digestivi e malattie della pelle.

I suoi effetti prodigiosi sono principalmente attribuiti alla curcumina, il più importante principio attivo della curcuma, noto per le sue proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e rinvigorenti. Anche altre spezie possono contribuire a rendere il Latte d’oro una bevanda terapeutica, ad esempio, la combinazione di curcuma e pepe nero ne ottimizza le qualità, permettendo al corpo di assorbire meglio i preziosi principi attivi contenuti nel decotto.

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Un antinfiammatorio naturale

Una delle proprietà più note del Golden Milk è la sua capacità di ridurre l'infiammazione dell’organismo. La curcumina agisce su diversi meccanismi biochimici che regolano la risposta infiammatoria nel corpo a livello sistemico e locale, inibendo numerosi mediatori dell'infiammazione, tra cui le citochine infiammatorie come TNF-alfa (Fattore di Necrosi Tumorale), IL-1 (Interleuchina-1), IL-6 (Interleuchina-6) e COX-2 (Cicloossigenasi-2), contribuendo così a ridurre i sintomi legati a malattie infiammatorie croniche, come l'artrite reumatoide, le malattie cardiovascolari e altre patologie correlate.

Lo studio pubblicato sulla rivista The Journal of Nutritional Biochemistry nel 2015 di Zeng et al., ha evidenziato come la curcumina sia in grado di ridurre significativamente i livelli di marcatori infiammatori, come la proteina C-reattiva (CRP) e altre citochine pro-infiammatorie. Un'altra pubblicazione del 2017 sulla rivista Alternative Medicine Review condotto da Hewlings & Kalman ha esaminato approfonditamente gli effetti della curcumina, confermando le spiccate proprietà antinfiammatorie e approvandola come trattamento complementare nelle malattie infiammatorie croniche. Lo studio ha inoltre evidenziato come la curcumina sia in grado di ridurre l'attività delle cellule T e l'attivazione delle vie di segnalazione infiammatorie.

L’aggiunta di pepe nero nella bevanda gioca un ruolo importante nell'incrementare la biodisponibilità della curcumina. Infatti, la piperina contenuta nel pepe inibisce gli enzimi che metabolizzano la curcumina, permettendo una maggiore concentrazione di curcumina nel flusso sanguigno. Questo meccanismo è stato documentato da Shoba et al. (1998) su Planta Medica, che ha provato come questo espediente aumenti l'assorbimento della curcumina fino al 2000%, migliorando significativamente gli effetti terapeutici della curcuma.

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Elisir di giovinezza

Il Golden Milk possiede anche un proprietà antiossidanti, grazie alla curcumina che neutralizza i radicali liberi, molecole instabili che possono danneggiare le cellule e contribuire all'invecchiamento precoce, alla formazione di malattie croniche e all'insorgere del cancro. Studi come Free Radical Scavenging Activity of Curcumin di Priyadarsini et al. (2003) pubblicato su Free Radical Biology and Medicine hanno mostrato che la curcumina ha un effetto protettivo, difendendo il corpo dal danno ossidativo.

Questa preziosa sostanza ha mostrato attività anti-cancerogena, secondo Curcumin as an anticancer agent: A review di Kumar et al., pubblicato nel 2012 su Cancer Letters, la curcumina può prevenire lo sviluppo di tumori e bloccare la progressione di quelli esistenti. Essa inibisce la crescita delle cellule tumorali, promuovendo l'apoptosi, ovvero la morte cellulare programmata, e inibendo l'angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni che nutrono i tumori. 

La combinazione di curcuma con il pepe nero, inoltre, contribuisce alla salute cardiovascolare. La curcumina ha un effetto positivo sulla riduzione dei livelli di colesterolo LDL e trigliceridi, mentre aumenta i livelli di colesterolo HDL, aiutando a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. In Effects of curcumin on blood lipid concentrations: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. di Zeng et al. (2015) pubblicato in The Journal of Nutritional Biochemistry si conclude che la curcumina ha effetti benefici sul metabolismo lipidico e sulla salute cardiovascolare.
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Ricetta del Golden Milk

​La preparazione del Golden Milk è abbastanza semplice e richiede pochi ingredienti fondamentali, qui sotto la ricetta tradizionale a base vegetale.
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Ingredienti per 1 tazza di Golden Milk
  • 200 ml di latte vegetale
  • 1 cucchiaino di curcuma in polvere (2 cucchiaini  in caso di pasta di curcuma o di curcuma fresca grattugiata)
  • 1/4 di cucchiaino di pepe nero
  • 1 cucchiaino di olio di sesamo (facoltativo)
  • 1 cucchiaino di dolcificante a piacere (facoltativo)​

Preparazione:
  1. Riscalda il latte in un pentolino a fuoco medio.
  2. Aggiungi la curcuma, il pepe nero, e gli altri ingredienti opzionali nel latte caldo.
  3. Mescola bene fino a quando la curcuma si dissolve completamente.
  4. Porta a ebollizione, quindi abbassa il fuoco e lascia cuocere per circa 5 minuti.
  5. Filtra la bevanda per eliminare eventuali residui solidi e dolcifica a piacere
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Varianti più famose del Golden Milk

Le moderne varianti di questa bevanda si preparano addizionando alla versione base del Golden Milk altre spezie benefiche, che non solo ne migliorano il sapore, ma aumentano anche le proprietà terapeutiche. Oltre alla ricetta tradizionale, la più famosa è quella che prevede l’aggiunta di 1/4 di cucchiaino per tazza di zenzero, che favorisce la digestione, dona energia e aiuta a contrastare batteri e virus. Esistono molte versioni del latte d'oro preparate aggiungendo altre spezie benefiche, come la cannella, che riscalda, stimolala circolazione e possiede un naturale potere battericida, il cardamomo, che ha effetti digestivi e antinfiammatori, o la vaniglia, che aggiunge un sapore più dolce e una leggera proprietà antiossidante.
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In base alle preferenze si può sostituire il latte di soia con altre bevande vegetali, come il latte di mandorla, di riso o di avena per un gusto naturalmente dolce, e tra le più apprezzate la versione con latte di cocco, che non solo conferisce un gusto esotico, ma migliora anche la consistenza della bevanda. Se si desidera un sapore più dolce, basta aggiungere dei dolcificanti naturali come stevia, mascobado, sciroppo d'acero, di agave o stevia, tuttavia, si sconsiglia di addizionare troppi zuccheri e di evitare gli quelli raffinati, che possono ridurre i benefici complessivi della bevanda.
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La pasta di curcuma

Per maggiore comodità è possibile realizzare una base per creare il Golden Milk al momento creando una pasta da conservare in frigorifero e usare al bisogno

Ingredienti:
  • 100 ml di acqua
  • 40 gr di curcuma
  • 5 gr di pepe nero

Preparazione:
  1. Mescola le polveri con l’acqua sino ad ottenere una pasta densa dal colore dorato
  2. È possibile aggiungere 5 gr di altre spezie come zenzero e cannella, aggiustando di conseguenza le dosi della parte liquida
  3. Inserisci la pasta in un barattolino ermetico e conservala in frigorifero per un massimo di 20 giorni
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Come conservare il Golden Milk

Il metodo per preparare il Latte d'Oro è semplice e veloce, senza dubbio, quello che offre il pieno potenziale terapeutico è la preparazione al momento usando radice di curcuma grattugiata, tuttavia, se non disponi dell’ingrediente fresco puoi usare la curcuma in polvere, acquistandola nel reparto delle spezie. Non sempre si ha il tempo di fare il Golden Milk ogni giorno, per ovviare a questo problema si può preparare la pasta di curcuma da tenere in frigo per un massimo di 20 giorni e usare al bisogno, prelevandola sempre con un cucchiaio pulito per evitare contaminazioni.

​Un altro modo per averla subito pronta è quello di creare una piccola scorta preparando una quantità maggiore di Golden Milk e conservandolo in frigorifero per un massimo di 3 giorni dentro un contenitore ermetico. Durante il periodo di conservazione la bevanda potrebbe separarsi, quindi è importante mescolarla bene prima di consumarla, inoltre, è possibile riscaldarla di nuovo, ma occorre fare attenzione a non portarla mai a ebollizione, poiché potrebbe compromettere l’efficacia dei suoi nutrienti.
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Quando bere il Golden Milk

Il Golden Milk può essere consumato durante tutto l'anno, ma è nei mesi freddi che dona il massimo del suo contributo all’organismo, poiché aiuta a riscaldare il corpo, stimolare la circolazione e rinforzare il sistema immunitario, pertanto, consumato caldo in autunno e in inverno, risulta particolarmente utile per affontare il freddo e proteggere dai malanni tipici del clima rigido. Le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti lo rendono ideale anche nel periodo primaverile, quando le allergie stagionali e disturbi legati alla congestione nasale sono comuni, in questo caso è preferibile sorseggiare la bevanda a temperatura ambiente.

Il consumo del Golden Milk può essere occasionale o prolungato, tuttavia, per ottenere un effetto potenziato e duraturo se ne consiglia l’assunzione quotidiana. La tradizione yoga ne raccomanda l’uso per 40 giorni consecutivi, basta una tazza al giorno al mattino, nel pomeriggio o alla sera, a seconda delle necessità. Si può usare anche al bisogno in caso di raffreddore, influenza o altri disturbi passeggeri, il consiglio è di bere una tazza al giorno per alleviare il disagio sino alla risoluzione della malattia.

Il momento della giornata ideale per bere il Golden Milk dipende in gran parte dalle esigenze e dall’obiettivo terapeutico: di mattina può fungere come tonico per cominciare la giornata con energia e vitalità, contribuendo a lenire gli eventuali dolori muscolari e articolari che si manifestano al risveglio; alla sera può essere un'abitudine utile a favorire il rilassamento e ridurre lo stress accumulatosi durante il giorno e, se consumato prima di andare a dormire, aiuta il corpo a rigenerarsi durante il sonno; assumere questa bevanda post allenamento è un’ottima idea, in quanto le sue benefiche proprietà aiutano a ridurre l'infiammazione muscolare e favorire il recupero dopo l'esercizio fisico.

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​Controindicazioni del Golden Milk

Il Golden Milk è una bevanda sicura, l’unico inconveniente è la colorazione gialla che lascia sui denti, facilmente eliminabile con una buona igiene orale. Tuttavia, potrebbe presentare delle controindicazioni nelle persone con sensibilità ad uno dei componenti e in rari casi dare luogo ad alcuni effetti collaterali come nausea, bruciore di stomaco, diarrea, crampi e fastidi intestinali. Se si presentasse uno qualunque di questi sintomi interrompere immediatamente il consumo. In particolare l’assunzione di curcuma potrebbe essere sconsigliata in presenza di calcoli biliari, colecisti, ulcere, in gravidanza e nei bambini al di sotto dei 3 anni di età, inoltre, potrebbe interagire con l’uso di anticoagulanti e la terapia insulinica.


Il contenuto di questo articolo non sostituisce in alcun modo la consulenza, la diagnosi o la terapia medica professionale. ​
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Benefici del Golden Milk

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  • Riduce l'infiammazione
  • migliora la flessibilità
  • promuove la salute di muscoli e articolazioni
  • allevia i dolori mestruali
  • depura il fegato
  • riduce lo stress ossidativo
  • riduce l’invecchiamento cellulare
  • inibisce la  proliferazione tumorale
  • attiva il metabolismo
  • aiuta a regolare la pressione
  • aiuta a regolare il colesterolo 
  • favorisce la concentrazione
  • Migliorare la memoria.
  • favorisce il riposo
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​Il Rosmarinus Officinalis è una pianta medicinale che rappresenta un prezioso alleato della nostra chioma grazie alle sue numerose proprietà tra cui l'azione stimolante, rinforzante e il potenziamento della perfusione microcapillare. In parole semplici i principi attivi in esso contenuto migliorano la circolazione del cuoio capelluto, favorendo la crescita dei capelli, prevenendone l'indebolimento e rendendo di fatto i capelli più sani, folti e robusti.

​Diversi studi hanno dimostrato l'efficacia
dell’olio essenziale di rosmarino anche nel trattamento dell’alopecia androgenetica, constatando un aumento significativo del conteggio dei capelli dopo alcuni mesi di utilizzo, con il vantaggio di avere meno effetti collaterali dei trattamenti convenzionali a base di farmaci, rivelandosi un’ottima alternativa naturale in caso di diradamento dei capelli. Se vuoi saperne di più leggi anche "Perdita dei capelli: un trattamento naturale efficace".
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Come utilizzare l’olio essenziale di rosmarino

L’olio essenziale di rosmarino viene estratto direttamente dalla pianta ed è un concentrato di principi attivi assai potenti ed efficaci. Con quest'olio è possibile creare una lozione anti caduta naturale facile e sicura da utilizzare. Tuttavia, proprio a causa della sua elevata concentrazione, l'olio essenziale di rosmarino deve essere diluito in un olio vettore, ovvero una sostanza neutra che aiuta a distribuire i principi attivi dell'olio essenziale evitando di irritare la cute. A seguire vedremo come realizzare una lozione anti-caduta efficace, naturale ed economica con ingredienti provenienti esclusivamente dal mondo vegetale.
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​Lozione Anti-Caduta al Rosmarino

Ecco il segreto naturale per frenare la caduta dei capelli: l’olio al rosmarino il prezioso alleato che protegge la tua chioma e aiuta a fermare la perdita dei capelli. Scopri come creare una lozione efficace e naturale con pochi ingredienti estratti direttamente dalle piante.
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​Cosa occorre
Rifornisciti in erboristeria di un olio essenziale di rosmarino puro al 100%, preferibilmente di provenienza biologica, e di un olio vettore puro a scelta tra olio di jojoba, olio di mandorle dolci e olio di cocco (tieni presente che d’inverno quest’ultimo tenderà a solidificare). Infine, procurati un contenitore richiudibile pulito dove miscelare gli ingredienti, che abbia una capienza sufficiente per ospitare la quantità di lozione che desideriamo realizzare.
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Preparazione​
  1. ​​Diluisci al 3% ​l’olio essenziale di rosmarino nell’olio vettore che hai scelto, ad esempio riempi un contenitore pulito con 100 ml di olio vettore e aggiungi 3 ml di olio essenziale di rosmarino (circa 40 - 60 gocce).
  2. Agita bene il flacone, la tua lozione è pronta​
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Modo d’uso
​Applica un cucchiaio raso (circa 15 ml) della lozione al rosmarino sul cuoio capelluto prima di lavare i capelli e massaggia delicatamente per almeno tre minuti in modo da distribuire uniformemente l'unguento e farlo assorbire bene dalla pelle; lascia in posa dai 10 ai 30 minuti, poi procedi facendo lo shampoo abituale.
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​Shampoo anti caduta al rosmarino

​È anche possibile arricchire lo shampoo con l’olio essenziale di rosmarino da utilizzare alternandolo alla lozione o in sua sostituzione. Lo shampoo anti caduta si prepara aggiungendo 1 ml di olio essenziale di rosmarino (circa 20 - 25 gocce) in 250 ml del prodotto con cui lavi capelli abitualmente.

​Usarlo è semplicissimo: si massaggia il cuoio capelluto con l'emulsione, poi si procede con il risciacquo e l'asciugatura, come di consueto. Tuttavia, la lozione al rosmarino dovrebbe rimanere il rimedio d'elezione, dal momento che, sostando in posa direttamente sulla cute per un tempo prolungato, fa in modo che i principi attivi possano essere assorbiti in maniera più efficace dal derma presente sulla testa.
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Consigli e precauzioni

Per vedere dei risultati ripeti il trattamento all’olio essenziale di rosmarino per una durata di almeno 6 mesi con cadenza regolare da una a tre volte alla settimana prima dello shampoo, rispettando i tempi di posa e accompagnandolo sempre con un massaggio delicato del cuoio capelluto di almeno 3 minuti. 

​Usa l'olio vettore a seconda del tipo di capello (analizzato alla base, nella sua porzione più vicina alla cute): se hai i capelli grassi preparala in associazione con l’olio di jojoba che ha un’azione normalizzante sull’eccessiva produzione di sebo; se al contrario hai i capelli secchi preferisci olio di mandorle o di cocco; in caso di capelli normali o misti puoi scegliere uno dei tre oli indistintamente, con un occhio di riguardo per quello di jojoba per le sue proprietà sebo equilibrante.
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L'olio essenziale di rosmarino non va mai usato puro sul cuoio capelluto in quanto può causare prurito, irritazione e rossore, ma deve essere sempre allungato in olio vettore, tuttavia, può capitare che questi inconvenienti si presentino anche usando l'olio diluito, in tal caso sospendere immediatamente il trattamento. Inoltre, è bene ricordare che gli oli a uso cosmetico non vanno assolutamente ingeriti. 

In caso di cute infiammata, chioma fortemente danneggiata o diradata si consiglia sempre la valutazione medica e/o tricologica della condizione di pelle e capelli prima di procedere con eventuali trattamenti. Sebbene si tratti di un rimedio naturale a volte è meglio evitare l'uso dell'olio essenziale di rosmarino, come durante la gravidanza, nei bambini al disotto dei 6 anni di età, nei soggetti ipertesi e in quelli epilettici, inoltre, è sempre bene affidarsi al parere di un medico per dirimere qualsiasi dubbio.

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Conserva la lozione in un luogo fresco e asciutto al riparo dalla luce e dai raggi solari, preferibilmente all'interno di una boccetta farmaceutica con i vetri bruniti o di un flacone che non sia del tutto trasparente.




Il contenuto di questo articolo non sostituisce in alcun modo la consulenza, la diagnosi o la terapia medica professionale. ​
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I 10 migliori oli essenziali per l'inverno

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Alleati preziosi durante la stagione fredda

In inverno il clima più rigido e le giornate corte possono influire sul benessere fisico ed emotivo: geloni, pelle screpolata, raffreddori, stanchezza, dolori articolari, sonnolenza, apatia e umore depresso sono alcuni degli inconvenienti più frequenti. Gli oli essenziali possono rappresentare un aiuto naturale per affrontare al meglio la stagione fredda per supportare il sistema immunitario, ridurre i disturbi respiratori e lenire i dolori articolari, creando un ambiente accogliente e sostenendo l'umore.
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I 10 migliori oli essenziali per l'inverno

Gli oli essenziali sono estratti naturali ottenuti da piante aromatiche e officinali attraverso processi meccanici o chimici, come spremitura, solvatazione e distillazione. Questi concentrati vegetali racchiudono i preziosi principi attivi della pianta, offrendo benefici che spaziano dall' ambito aromaterapico a quello cosmetico, sino all'uso interno per sfruttarne al massimo le strabilianti potenzialità.
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Gli oli essenziali più adatti per affrontare il periodo invernale sono quelli che stimolano il corpo e la mente a reagire al freddo, producendo una piacevole sensazione di calore e infondendo nell'ambiente un'atmosfera calma e rinfrancante. A seguire ti proponiamo una mini guida ai 10 migliori oli essenziali per l'inverno con le principali caratteristiche olfattive, proprietà e usi da sperimentare durante stagione fredda.
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1. Olio Essenziale di Arancia Dolce
  • Caratteristiche olfattive: dolce e solare
  • Proprietà principali: calmante e antispasmodico
  • Usi in inverno: diffondere per creare un'atmosfera accogliente e sollevare l'umore; diluire nell'acqua del bagno o in olio vettore da massaggio per rilassare, tonificare la pelle e alleviare le tensioni muscolari; utile per migliorare la digestione e le funzioni immunitarie
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2. Olio Essenziale di Mandarino
  • Caratteristiche olfattive: aromatico e fruttato 
  • Proprietà principali: rilassante e rigenerante
  • Usi in inverno: diffondere le sue note allegre per dissipare il malumore e prima di dormire per indurre il rilassamento; usare in aggiunta a creme e oli per elasticizzare la pelle secca e screpolata dal freddo; utile per stimolare la secrezione biliare e la digestione
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3. Olio Essenziale di Zenzero
  • Caratteristiche olfattive: pungente e penetrante
  • Proprietà principali: stimolante e antispasmodico
  • Usi in inverno: diffondere per donare una sensazione di benessere ed energia; applicare diluito in olio vettore per una pelle più luminosa o per alleviare i dolori articolari; è utile contro la nausea, la digestione lenta, svolge una naturale azione antinfiammatoria e antivirale
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4. Olio Essenziale di Cannella
  • Caratteristiche olfattive: caldo e speziato
  • Proprietà principali: antibatterico e riscaldante
  • Usi in inverno: diffondere per creare un’atmosfera festosa e accogliente; mescolare a un olio vettore per massaggi riscaldanti e sensuali, per riattivare il microcircolo e drenare i ristagni linfatici; perfetto contro la stanchezza, per migliorare la digestione e disinfettare
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5. Olio Essenziale di Chiodi di Garofano
  • Caratteristiche olfattive: speziato e penetrante
  • Proprietà principali: azione analgesica e antimicrobica
  • Usi in inverno: diffondere per un effetto purificante e tonificante; utilizzare diluito in creme o olio vettore per alleviare dolori muscolari e disinfettare la pelle; ottimo contro il mal di gola, il mal di testa e la cattiva digestione e nel colluttorio per disinfettare il cavo orale 
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6. Olio Essenziale di Eucalipto
  • Caratteristiche olfattive: penetrante e balsamico
  • Proprietà principali: decongestionante e antibatterico
  • Usi in inverno: diffondere per purificare e favorire la concentrazione; unire a oli e ungenti da frizionare sul petto per sedare tosse e liberare il naso o sul corpo contro i dolori reumatici; ottimo contro raffreddori e mal di testa in suffimigi decongestionanti ed espettoranti​
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7. Olio Essenziale di Legno di Cedro
  • Caratteristiche olfattive: legnoso e avvolgente
  • Proprietà principali: tonico ed equilibrante
  • Usi in inverno: diffondere nell'ambiente per rilassarsi dopo una giornata stressante; usare in diluizione per un bagno rigenerante, per normalizzare la pelle grassa e rinforzare i capelli, per frizionare il petto in caso di tosse e naso chiuso; ottimo per suffimigi contro il raffreddore
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8. Olio Essenziale di Abete Bianco
  • Caratteristiche olfattive: resinoso e balsamico 
  • Proprietà principali: decongestionante e rivitalizzante
  • Usi in inverno: diffondere per purificare l’aria e favorire la respirazione; aggiungere a un bagno caldo per rilassare i muscoli, a crema e olio vettore per massaggi contro i dolori reumatici; utile per suffumigi contro il muco e il catarro
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9. Olio Essenziale di Benzoino
  • Caratteristiche olfattive: dolce e resinoso
  • Proprietà principali: calmante ed espettorante
  • Usi in inverno: diffondere per creare un ambiente rilassante e accogliente; applicare diluito per contrastare irritazioni, geloni, invecchiamento, ottimo per bagni e massaggi tonificanti e sensuali; perfetto per decongestionare le vie aeree e per suffumigi espettoranti
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10. Olio Essenziale di Incenso
  • Caratteristiche olfattive: caldo e balsamico.
  • Proprietà principali: rilassante e sedativo
  • Usi in inverno: diffondere nell'ambiente per conciliare calma e chiarezza mentale, ottimo anche per favorire l'ingresso nella meditazione; unire a oli o creme per tonificare la pelle, in acqua per un bagno equilibrante e avvolgente; inalare i vapori in caso di tosse e raffreddore

Consigli e precauzioni

Abbiamo visto come gli oli essenziali non sono solo un piacere per i sensi, ma anche un valido supporto per il benessere fisico ed emotivo durante l'inverno. Per usufruire realmente dei loro benefici è importante acquistare prodotti puri e di buona qualità, leggendo l'etichetta che deve riportare il nome scientifico della materia prima, l'origine, la parte della pianta usata e il metodo d'estrazione. Nel caso in cui se ne preveda l'uso interno occorre acquistare solo prodotti certificati, possibilmente biologici.

L'impiego degli oli essenziali più famoso è quello in aromaterapia, ma è possibile sfruttare le loro magnifiche qualità anche attraverso l'assorbimento diretto dei preziosi principi attivi. Puoi usare gli oli essenziali per diffondere le loro note olfattive negli ambienti attraverso diffusori e creare un'atmosfera di benessere, unirli al tuo olio o alla tua crema viso o corpo per sfruttarne sia il profmo che i principi attivi, per preparare candele, saponi e cosmetici home made, in alcuni casi puoi addizionarli a tisane e preparazioni alimentari.

Naturale non è sinonimo di sicuro, quindi anche questi estratti possono presentare delle controindicazioni, come irritazioni, allergie, prurito, fotosensibilizazione, inoltre, alcuni di essi sono sconsigliati per l'uso interno, per le donne in gravidanza, i bambini o in concomitanza a farmaci e malattie in quanto possono interagire o risultare tossici per l'organismo.

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Ti ricordiamo che gli oli essenziali non vanno mai usati puri sulla pelle puri ma devono essere sempre diluiti. Se hai dei dubbi consulta sempre un esperto o il tuo medico di fiducia. Seguendo questi semplici consigli sarai libero di sperimentare tutte le proprietà di questi magnifici estratti naturali, potrai usarli singolarmente o sbizzarrirti creando il tuo personale mix di oli per affrontare la stagione fredda con energia e serenità.

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Il contenuto di questo articolo non costituisce in alcun modo un prontuario medico né sostituisce in alcun modo la consulenza, la diagnosi o la terapia medica professionale. 
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Differenza tra elasticità muscolare e mobilità articolare

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Definiamo la flessibilità

La flessibilità rappresenta la capacità di compiere un movimento con la massima escursione possibile senza provare dolore. Bisogna però fare un distinguo tra la flessibilità intesa in maniera generica come la qualità e l’ampiezza motoria che un individuo è in grado di raggiungere e quella relativa alle diverse parti anatomiche che entrano in gioco durante il movimento.

Differenza tra elasticità muscolare e mobilità articolare

Spesso si fa confusione tra elasticità muscolare e mobilità articolare, due parametri fondamentali per determinare la flessibilità complessiva di un individuo e che presentano caratteristiche peculiari, importanti da conoscere per poter ottenere risultati migliori ed evitare infortuni. Facciamo dunque un po’ di chiarezza:
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  • Elasticità Muscolare: riguarda l'abilità dei muscoli di estendersi ed è influenzata dalla lunghezza dei muscoli, dalla qualità delle loro fibre e dalla loro capacità di rilassarsi e contrarsi. La flessibilità muscolare è spesso valutata attraverso esercizi di stretching statico, come toccare le dita dei piedi con le gambe dritte, ha una componente genetica ma è anche fortemente influenzata da fattori esterni, come la temperatura ambientale, il tipo di allenamento, la salute e l’età del soggetto.
 
  • Mobilità Articolare: si riferisce all'ampiezza del movimento di un'articolazione, essa coinvolge principalmente le strutture articolari, come cartilagini, legamenti, tendini, le ossa e la capsula articolare, composti da tessuto connettivo e osseo, decisamente più rigido di quello muscolare. La mobilità del corpo dipende soprattutto dalla forma delle articolazioni e dalla loro capacità di spaziare attraverso la gamma completa di movimento senza restrizioni, ha una componente essenzialmente genetica e costituzionale.
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Aumentare la flessibilità: rischi e benefici

È facile comprendere che mentre è possibile intervenire in maniera fattiva e sicura per incrementare l’elasticità muscolare farlo sulla mobilità articolare risulta assai più difficile e controverso, in quanto quest'ultima subisce i limiti dell’anatomia e della storia clinica del soggetto. Nell’arco della vita di un individuo possono certamente avvenire cambiamenti della flessibilità: l'elasticità muta in base al momento e all'esercizio, mentre la mobilità in genere si evolve a causa di una malattia o di infortuni, ma anche per via di allenamenti intensivi e mirati che provocano micro traumi ripetuti, tuttavia questo tipo di modificazioni, soprattutto in età adulta quando il corpo diviene meno plastico, possono danneggiare irrimediabilmente l’organismo e accelerare in maniera significativa la degenerazione delle strutture articolari e dei tessuti che le compongono. ​
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Un eccesso di flessibilità, infatti, è da considerare dannoso al pari se non più di una sua carenza: quando andiamo ad agire sui legamenti e sui tendini in maniera intensiva e sconsiderata rischiamo di generare una lassità dei tessuti, che può cagionare una pericolosa instabilità articolare, aumentando il rischio di lesioni, infortuni e condizioni dolorose acute e croniche.
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Una buona flessibilità, invece, aiuta a mantenere una postura corretta, migliora l’equilibrio e le capacità motorie, favorisce la circolazione sanguigna e linfatica mentre riduce la tensione delle fibre, prevedendo l'insorgere di crampi e dolori. Essere flessibili, inoltre, migliora le prestazioni atletiche e previene gli infortuni, aiutando ad assorbire gli urti e a resistere ai movimenti più ampi e improvvisi. Allungarsi correttamente contribuisce a migliorare la propriocezione e la concentrazione, aiuta anche rilasciare endorfine, migliorando l’umore, riducendo i livelli d’ansia e regalandoci una piacevole sensazione di benessere e distensione mentale, che concilia la calma e il riposo notturno.
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Su cosa agire per migliorare la flessibilità?

Per migliorare la flessibilità complessiva, dunque, occorre agire essenzialmente sui muscoli e solo in maniera più blanda sul tessuto connettivo tramite pratiche che prevedano strategie multiple di allungamento, contestualmente ad un allenamento mirato a incrementare e preservare la forza; in questo modo sarà possibile ampliare il proprio range di movimento e raggiungere ottimi risultati in maniera sicura. Lo yoga è una disciplina adatta a tale scopo, in quanto trova il giusto compromesso tra forza e flessibilità.

​Se aumentare la mobilità di base di cui madre natura ci ha dotato alla nascita è un lavoro complesso e rischioso, al contrario cercare di mantenere una flessibilità simile a quella che avevamo in giovane età è possibile, prendendoci cura delle nostre articolazioni attraverso una dieta sana e un adeguato esercizio fisico. Conservare a lungo un corpo sano e flessibile o anche solo recuperare parzialmente un range di movimento perduto a causa del tempo che passa o di una malattia rappresentano dei grandi risultati che miglioreranno sensibilmente la mobilità e la qualità della nostra vita.
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5 strategie per ritrovare il benessere durante l'inverno

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Affrontare la stagione fredda 

L'inverno con le sue giornate brevi, le temperature più rigide e i malanni tipici del freddo può risultare impegnativo da affrontare. Nel mondo naturale, infatti, questa stagione rappresenta un ​periodo critico e di riposo per animali e piante, quando anche gli esseri umani possono accusare qualche malessere in più e sentirsi stanchi e spossati più del solito. Tuttavia, questo è il momento giusto per concedersi qualche coccola in più, prendersi cura della propria persona e rifugiarsi in luoghi caldi e confortevoli per ritrovare il benessere nell'attesa che arrivi la primavera con le sue belle giornate tiepide. 
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Cinque strategie per stare bene in inverno

La scienza ci offre preziose informazioni per migliorare il nostro stato di salute e mantenere attiva l'energia vitale, in questo articolo, esploreremo diverse strategie per ritrovare il benessere anche durante l’inverno.
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1. Esponiti alla luce
Uno dei fattori chiave che influenzano il nostro benessere è l'esposizione alla luce naturale, durante l’inverno prendiamo molto meno sole e questo può influire negativamente sul nostro ritmo circadiano, disturbando il sonno e il benessere generale. I nostri orologi biologici interni regolano una serie di processi fisiologici, tra cui il sonno, il metabolismo e la produzione di ormoni, questi ritmi sono essenziali per mantenere la salute generale e prevenire disturbi cronici.

Lo studio "Effects of Light on Human Circadian Physiology," pubblicato su Sleep Medicine Reviews evidenzia che l'esposizione alla luce è in grado di influenzare la fisiologia circadiana umana e possa migliorare il sonno e l'equilibrio emotivo, inoltre, secondo uno studio condotto presso la Divisione di Psichiatria dell'Ospedale Universitario di Basilea, "Daylight exposure affects circadian physiology and cognitive performance independently of sleep," l'esposizione alla luce naturale durante il giorno è essenziale per migliorare la funzione cognitiva, la vigilanza e l'umore.

Quando il sole fa capolino in una giornata invernale dovremmo subito cogliere l'occasione per uscire fuori casa e sfruttare al massimo le condizioni metereologiche favorevoli, esponendoci alla luce. Possiamo fare delle passeggiate all'aperto durante le prime ore del giorno, aprire le tende per far entrare la luce naturale all'interno degli ambienti, spostare la postazione di lavoro vicino alle finestre, concederci una pausa all'aperto per pranzare o fare due chiacchiere con gli amici, anche fare attività fisica outdoor come la corsa, lo yoga il trekking è sempre un’ottima idea in una giornata di sole. La fine dell'inverno, in particolare, con il numero crescente di ore luce e il miglioramento delle condizioni climatiche offre l’occasione per regolare i nostri ritmi circadiani e concedere al nostro organismo un'adeguata esposizione ai raggi solari. Se poi le temperature lo concedono non dimentichiamo di esporre anche gambe e braccia al sole per un migliore assorbimento della vitamina D.
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2. Mangia in armonia
L’inverno è una stagione che richiede scelte alimentari equilibrate per mantenere il benessere psicofisico ed diminuire il rischio di malanni stagionali, selezionando cibi che supportino il sistema immunitario, forniscano energia e favoriscano il comfort psicologico. ​Quelli più adatti all’inverno sono sicuramente gli alimenti riscaldanti e densi di nutrienti, in grado di fornire le calorie e le sostanze necessarie per affrontare il periodo freddo.
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In questa stagione, infatti, possiamo farci qualche coccola in più per compensare il deficit calorico e l'abbassamento del tono dell'umore, che spesso accompagnano la diminuzione delle temperature e della luce solare. Ricordiamoci, però, che oggi trascorriamo la maggior parte del tempo in ambienti riscaldati e che non sempre facciamo l'attività fisica dovuta, per cui è bene non eccedere con le dosi né con cibi ipercalorici. La dieta invernale dovrebbe privilegiare alimenti sostanziosi ma poco processati, meglio, quindi, favorire i carboidrati complessi, come cereali integrali, patate dolci e zucche, utili a mantenere livelli di energia costanti, e i legumi, che sono anche ottime fonti di proteine e ferro, perfetti per preparare delle zuppe calde e corroboranti. La Harvard T.H. Chan School of Public Health suggerisce di includere grassi sani, come quelli di frutta secca, semi oleosi e avocado, calorici e ricchi di magnesio, ideali per affrontare il calo di energia dovuto al freddo, a supportare la salute del cuore e a migliorare l’assorbimento di nutrienti liposolubili come le vitamine A ed E.

L'inverno è la stagione delle feste natalizie, in cui il cibo ha un ruolo centrale, per questo è facile ritrovarsi all'inizio del nuovo anno un po' appesantiti. Niente paura, a Gennaio arriva il 
Veguanary, il mese dedicato all'alimentazione vegana, utile per compensare gli eccessi delle festività, quale momento migliore per provare a sperimentare una dieta plant-based? Oggi sappiamo che le diete a base vegetale equilibrate hanno un impatto positivo sulla salute fisica e mentale. Studi scientifici dimostrano che sono i grado di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, migliorano i livelli di colesterolo e promuovono una migliore salute metabolica. Le verdure di stagione, come cavoli, spinaci e broccoli, ricche di vitamina C e antiossidanti, aiutano a rinforzare il sistema immunitario, mentre alimenti proteici, come tofu, tempeh, seitan e legumi, forniscono proteine di qualità e nutrienti essenziali come ferro e calcio.

L'inverno è anche il momento giusto per concentrarsi sui 
cibi fermentati, come kefir, miso, crauti e kimchi, che promuovono la salute intestinale e rafforzano le difese immunitarie. Secondo "The gut-brain axis: interactions between enteric microbiota, central and enteric nervous systems," pubblicato su Critical Reviews in Food Science and Nutrition nel 2018, l'equilibrio del microbiota intestinale è in grado di influenzare la salute mentale e persino il nostro comportamento, ulteriori studi suggeriscono che la dieta plant based è quella più efficiente nel migliorare la qualità del nostro microbiota. Inoltre, provare il Veganuary può essere un modo creativo per iniziare l’anno con un approccio più sostenibile, migliorando non solo la propria salute, ma anche l’impatto ambientale attraverso le proprie scelte alimentari.
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3. Non ti fermare
Sebbene in inverno tendiamo a diventare più pigri e a muoverci meno, è importante non fermarsi. L'esercizio fisico è noto per i suoi effetti positivi sul corpo e sulla psiche, uno dei principali benefici riguarda il sistema cardiovascolare, studi come "Exercise and Cardiovascular Health" (Thompson et al., 2003) hanno dimostrato che l'esercizio regolare riduce il rischio di malattie cardiovascolari, migliorando la funzione cardiaca e riducendo la pressione sanguigna.
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L'attività fisica svolge un ruolo fondamentale anche nel controllo del peso corporeo, nel regolare il metabolismo e contribuisce alla salute della nostra struttura, prevenendo la perdita di densità ossea e massa muscolare legata all’invecchiamento. Un altro effetto sorprendente del fare movimento è la riduzione del rischio di sviluppare malattie croniche, lo studio "Physical Activity and Chronic Diseases" (Warburton et al., 2006) sottolinea come l'attività fisica regolare possa contribuire alla prevenzione di patologie come il diabete di tipo 2 e persino di alcune forme di cancro.
 
Non sono solo gli aspetti fisici a beneficiare del movimento, ma anche quelli psicologici, le ricerche hanno evidenziato la stretta connessione tra l'esercizio regolare e la riduzione dello stress, miglioramento dell’umore, prevenzione dei disturbi mentali, il miglioramento della memoria e delle capacità cognitive. Uno studio pubblicato su Nature Reviews Neuroscience, "Exercise, Brain, and Cognition Across the Lifespan" afferma che il nostro cervello beneficia in modo tangibile dall'esercizio nelle diverse età, poiché l'attività fisica regolare può portare a cambiamenti strutturali e funzionali positivi, sottolineando gli impatti positivi sulla funzione cognitiva.

L’
ansia, lo stress e la depressione possono acuirsi nei periodi di transizione, ma l'attività fisica si rivela un efficace alleato nella gestione di queste sfide: "Exercise for the Treatment of Depression and Anxiety" pubblicato su International Journal of Psychiatry in Medicine analizza gli effetti del movimento sulla depressione e sull’ansia, concludendo che fare esercizio può essere considerato un trattamento complementare efficace per la depressione e l'ansia. L'attività fisica, inoltre, può giocare un ruolo rilevante nella regolazione del sonno, migliorandone la qualità del sonno e riducendo i sintomi dell’insonnia.

​Perciò abbandoniamo la pigrizia invernale e dedichiamoci al benessere del nostro organismo, riprendendo a muoverci con più regolarità. Per riattivare il corpo durante l'inverno, è consigliabile iniziare con attività leggere, come delle lunghe passeggiate , e se il meteo non lo consente iscriviamoci a Yoga o in una palestra o seguiamo delle lezioni on line della nostra attività preferita, è importante comprendere che il movimento deve essere integrato nella nostra vita quotidiana in maniera metodica per poterne vedere i benefici. Gli esperti raccomandano almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica da moderata a intensa per migliorare davvero la qualità della vita e promuovere la salute psicofisica, ovviamente se siamo fuori forma iniziamo in maniera graduale, aumentando progressivamente il carico di allenamento con un piano adatto alla nostra forma fisica e alla nostra età.
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4. Curati con il calore
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Il calore è un alleato potente per contrastare il freddo invernale e depurare l'organismo, numerose ricerche suggeriscono che l'esposizione al calore, come in saune o bagni caldi, possa avere effetti positivi sulla salute cardiovascolare e sul benessere psicologico, integrare pratiche di questo tipo nella routine settimanale può essere un modo piacevole per rilassarsi, favorire il benessere e la rigenerazione fisica e mentale durante il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile.
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Il rituale delle terme è radicato nella tradizione di molte culture, dal nord al sud del mondo, l'acqua termale, infatti, grazie alla sua composizione ricca di minerali e sostanze benefiche può migliorare la circolazione sanguigna, ridurre il dolore muscolare e i sintomi delle malattie reumatologiche, favorire il rinnovo dei tessuti e migliorare l’aspetto della pelle, me tre a livello psicologico l'esperienza termale promuove il rilassamento e contribuisce alla riduzione dello stress, migliorando l’umore. Inoltre, è possibile associare alle pratiche termali trattamenti più specifici, come impacchi, oleazioni, massaggi, aromaterapia e cromoterapia, che insieme al rilassantissimo suono dell’acqua rendono l’esperienza termale ancora più piacevole, aiutando l’organismo a depurarsi in maniera semplice e naturale. 


La sauna è un'altro tipo di trattamento termico ampiamente adottato, noto per gli effetti benefici e detox sull'organismo, se effettuata nei tempi e nelle modalità più adatte alla persona può migliorare la salute cardiovascolare, rinforzare del sistema immunitario e facilitare l'escrezione di tossine. Uno studio pubblicato su Frontiers in Physiology nel 2018, "Potential of Heat Therapy for Reducing Insulin Resistance and Type 2 Diabetes–Related Aspects," indaga il potenziale della terapia termica nel migliorare la resistenza insulinica e gli aspetti correlati al diabete di tipo 2, concludendo che l'esposizione al calore può influenzare positivamente la sensibilità agli zuccheri e contribuire a un migliore controllo glicemico.

Bere tisane tiepide in inverno non è solo un piacere, ma una vera e propria terapia del calore, che sostiene l'organismo e ci regala una pausa rilassante e riscaldante facile da inserire durante l'arco della giornata. Studi della Harvard Medical School sottolineano che le tisane, ricche di polifenoli e altri composti bioattivi, possono ridurre l'infiammazione e promuovere la salute cardiovascolare. Inoltre, sorseggiare bevande calde  aiuta a mantenere un'idratazione adeguata, essenziale per affrontare l'aria secca invernale, in un periodo in cui si tende a bere meno per via del clima freddo. Gli infusi di erbe e spezie, forniscono calore al corpo e supporto al sistema immunitario, ad esempio un mix di camomilla, zenzero, cannella e scorze d'arancia è perfetto per l'inverno: la camomilla, è nota per le sue proprietà rilassanti e antinfiammatorie; lo zenzero contribuisce a migliorare la digestione e a contrastare il raffreddore grazie ai suoi effetti antiossidanti e anti-nausea, la cannella con il suo effetto riscaldante, aiuta la microcircolazione e stimola le funzioni digestive, mentre le bucce d'arancia sono ​ricche di flavonoidi, che aiutano a regolare il sistema immunitario e il colesterolo.

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5. Riposa
Il riposo e in particolare il sonno è una necessità biologica che definisce il periodo durante il quale il corpo si rigenera e si prepara per il giorno successivo, per questo è fondamentale per mantenere la salute e il benessere complessivo dell'organismo. L'inverno con la diminuzione delle ore di luce naturale e l’impiego massiccio di luce artificiale può comportare modifiche nei nostri schemi di sonno-veglia con delle ripercussioni spiacevoli come l'insonnia o un riposo poco ristoratore. 
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D'inverno e con l’arrivo della primavera spesso si sente l’esigenza di dormire di più quindi approfittiamone per regolare il nostro orologio circadiano e assecondiamo i cilcli stagionali, esponendoci al sole e concedendoci dei sonni lunghi e ristoratori. "Sleep hygiene: A comprehensive review of the literature" pubblicato su Sleep Medicine Reviews nel 2019, sottolinea che seguire una corretta igiene del sonno è il segreto per dormire bene: instaurare una routine serale rilassante, creare un ambiente confortevole, andare a letto presto e sempre allo stesso orario, spegnere e allontanare i devices, mantenere la stanza buia e silenziosa sono gesti che contribuiscono a regalarci un sonno più profondo e rigenerante.

La 
luce ambientale infatti svolge un ruolo cruciale nella regolazione del ritmo circadiano e, di conseguenza, sulla qualità del sonno, lo studio pubblicato su Sleep Medicine Reviews nel 2009 "Effect of light on human circadian physiology” evidenzia come l'esposizione alla luce naturale durante il giorno e una riduzione della luce artificiale durante la notte possano contribuire a un migliore allineamento del ritmo circadiano e migliorare la qualità del sonno.

​Un'ottima routine serale che aiuterà a regalarci dei sonni sereni è la 
meditazione, "Mindfulness meditation and improved sleep quality: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials" pubblicato su Sleep Medicine Reviews, esamina gli effetti della meditazione sulla qualità del sonno, evidenziando che la pratica regolare della mindfulness può portare a miglioramenti significativi nella durata e nella qualità del sonno. Anche la pratica di Savasana è un'ottimo esercizio per il rilassamento: imparare ad abbandonarsi completamente nella posizione allena al riposo, predisponendo l'organismo a un sonno stabile e profondo, e aiuta connettersi al mood della stagione, caratterizzato dal sopore e dalla quiete della natura.

"The impact of mobile phone usage on sleep: A systematic review and meta-analysis" di Y. Luo, L. Wang, e M. E. Luo, pubblicato su Frontiers in Neurology nel 2021, offre un'analisi sistematica sull'impatto dell'uso del telefono cellulare sul sonno, evidenziando come l'uso improprio di dispositivi elettronici possa influire negativamente sulla qualità del sonno. La luce blu emessa daquesti apparecchi, infatti, può inibire la produzione di melatonina, l'ormone responsabile del sonno, compromettendo il nostro ritmo circadiano, per questo è importante limitare l'uso di dispositivi elettronici prima di coricarsi. Anche "The impact of digital device use before bedtime on sleep: A systematic review and meta-analysis of observational studies"  pubblicato su Sleep Medicine Reviews nel 2022, evidenza come l'uso serale di dispositivi digitali sia associato a un aumento del tempo necessario per addormentarsi e a una riduzione complessiva della qualità del sonno.
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Ritrovare il benessere nella stagione fredda, dunque, richiede un approccio olistico che coinvolga i diversi aspetti del nostro stile di vita, tra cui emergono l'esposizione alla luce naturale, una dieta equilibrata, l'attività fisica, la terapia del calore e il riposo notturno. Abbracciare queste cinque strategie nella vita quotidiana può costituire la chiave di volta per ottenere un benessere completo ed efficace anche d'inverno, per andare incontro alla bella stagione con un pieno di vitalità e ottimismo.
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Perdita dei capelli: un trattamento naturale efficace

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Perché si perdono i capelli?

​I capelli sono un filamento proteico che cresce dai follicoli che si trovano nel derma della testa e servono a proteggerla dagli agenti atmosferici e alla sua termoregolazione. A volte le condizioni della chioma possono riflettere lo stato di salute della persona, infatti, diverse sono le cause del deterioramento più o meno marcato della capigliatura, come cambiamenti ormonali, carenze nutrizionali, malattie autoimmuni, fattori genetici, il semplice avanzare dell’età, ma anche periodi acuti o prolungati di stress psicofisico a cui può essere sottoposto l'organismo. 

L’alopecia androgenetica (o calvizie) rappresenta una causa molto comune di perdita dei capelli, colpisce maggiormente gli uomini e si verifica a causa di uno squilibrio ormonale, quando cioè un eccesso di diidrotestosterone (DHT), uno steroide sessuale naturalmente presente del nostro organismo, provoca la miniaturizzazione dei capelli, riducendo la fase anagen e aumentando la fase telogen, con conseguente diradamento dei capelli. A differenza di quella androgenetica, l'alopecia areata ha invece origini immunologiche e colpisce indistintamente entrambi i sessi, in questo caso sono le difese immunitarie dello stesso individuo che ne viene colpito che attaccano per errore i follicoli pilo-sebacei, impedendo la corretta produzione dei capelli.
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Lo stile di vita errato, come una dieta sbilanciata, la sedentarietà, il fumo, l'abuso di alcol, la deprivazione di sonno e in genere un forte stato di stress fisico o mentale, possono causare il diradamento dei capelli. Un inadeguato afflusso sanguigno a​l derma renderà la chioma spenta e diradata per via della minore quantità di ossigeno e sostanze nutritive in grado di raggiungere il cuoio capelluto, pertanto, mantenere una buona circolazione della cute si rivela il primo passo per ottenere una capigliatura folta, per farlo è importante seguire una dieta sana, fare un esercizio fisico regolare, massaggi rivitalizzanti e attività in grado di ridurre lo stress, come lo yoga e la meditazione.
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Trapianto di capelli, farmaci, intrugli e integratori

Abbiamo visto  che sia uomini che donne nell’arco della propria vita possono trovarsi a fare i conti con il diradamento della capigliatura o con l'insorgere della vera e propria alopecia, un fenomeno non proprio piacevole dal momento che i capelli sono considerati da sempre uno strumento di fascino e seduzione, tanto che nelle tradizioni spirituali tagliarli a zero è spesso il simbolo della rinuncia alla vita mondana da parte di monaci e asceti.

​Oggi esistono diversi strumenti per porre rimedio alla perdita dei capelli: dalle fialette, alle spazzole laser, dagli intrugli, agli integratori alimentari, dai farmaci sino al vero e proprio trapianto di capelli, il
business per ottenere una chioma fluente è davvero fiorente e variegato. Ma qual è il metodo più efficace contro la caduta dei capelli? Sicuramente il primo fattore da analizzare è la causa del diradamento, in secondo luogo la gravità del problema: esistono diversi rimedi efficaci e persino naturali per migliorare la salute dei capelli, se ti trovi ad uno stadio non troppo avanzato vale la pena leggere l'articolo completo.
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Contro la caduta: le proprietà strabilianti del rosmarino

Il rosmarino è un arbusto sempreverde molto conosciuto e apprezzato in cucina, oltre a regalare un caratteristico aroma balsamico alle pietanze, favorisce la digestione, la diuresi, protegge il fegato, contrasta l'ipercolesterolemia e la fatica. I benefici del rosmarino, infatti, vanno al di là del semplice impiego alimentrare, in particolare l’olio essenziale che se ne ricava è ricco di diversi principi attivi, tra cui canfora, borneolo, bornile acetato, eucaliptolo, pinene, con proprietà  digestive, carminative, antimicrobiche, purificanti, antireumatiche, astringenti, stimolanti, cicatrizzanti, un tonico naturale che aiuta il microcircolo per questo trova largo impiego in cosmesi e nei rimedi erboristici. Qui sotto in particolare vediamo la sua azione benefica sui capelli:
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  • rinforzante, con la sue proprietà antiossidanti rende i capelli più belli, sani e robusti 
  • anticaduta, migliorando il microcircolo stimola i bulbi piliferi e favorisce la ricrescita di capelli
  • purificante, grazie alle sue proprietà astringenti e lenitive riduce la forfora e il sebo in eccesso

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Rosmarino vs Mixocidil

Il Rosmarinus officinalis è una pianta medicinale con diverse attività tra cui il potenziamento della perfusione microcapillare, in uno studio nato dalla collaborazione tra Mason Business Center, Royal Botanic Gardens, e The University of York, si è visto che la fitochimica chiave del rosmarino ha un'attività antiossidante e contribuisce alla protezione dai raggi UV dei capelli, principalmente grazie ai polifenoli (es. acido rosmarinico, glicosidi di selgin) e i diterpeni abietanici (es. acido carnosico). 

Uno studio del 2015 pubblicato sulla rivista Skinmed ha esaminato l’efficacia dell’olio di rosmarino nel trattamento dell’alopecia androgenetica e ha confrontato i suoi effetti con il minoxidil 2%, testando i due rimedi su due campioni di persone trattate rispettivamente con olio di rosmarino e minoxidil per sei mesi, è emerso che in entrambi i casi si è verificato un aumento significativo del conteggio dei capelli all’endpoint a 6 mesi, tuttavia l’uso dell’olio di rosmarino ha causato meno episodi di prurito al cuoio capelluto rispetto al minoxidil. 

Da una ricerca più recente a cura della Nanavati College of Pharmacy pubblicata sul Journal of Cosmetic Dermatology è emerso che l’uso del minoxidil può causare più inconvenienti rispetto agli estratti botanici, come dermatite allergica da contatto, bruciore, disturbi dell'eiaculazione e diminuzione della libido, ipotensione, al contrario l'uso di farmaci erboristici, come gli estratti di rosmarino, possono aiutare a contrastare la caduta dei capelli, mostrando effetti collaterali minori. Possiamo dunque affermare che l’olio di rosmarino si rivela un’ottima alternativa naturale ai farmaci in caso di diradamento dei capelli, mostrando anche di essere sicuro e di avere meno effetti collaterali.
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​Rimedio anti caduta, come utilizzare l’olio di rosmarino

L’olio essenziale di rosmarino è facile e sicuro da utilizzare, tuttavia a causa della sua elevata concentrazione richiede la diluizione in una una sostanza neutra che aiuti a distribuire meglio il principio attivo evitando che risulti aggressivo sulla pelle, per questo va sempre allungato aggiungendolo all'interno di un olio vettore o di uno shampoo delicato. Se vuoi scoprire come realizzare la lozione anti caduta al rosmarino con poche semplici mosse clicca su "Capelli più forti e folti con l’Olio di Rosmarino", imparerai come preparare in casa un trattamento anti-caduta efficace, naturale ed economico con ingredienti provenienti esclusivamente dal mondo vegetale.
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I 3 super poteri delle piante, tre motivi per circondarsi di verde

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Circondati di verde

Lo stile di vita moderno ci porta a trascorrere molto tempo al chiuso, purtroppo in questo modo perdiamo tutti gli effetti positivi dello stare all’aria aperta in mezzo alla natura, per questo arricchire di verde gli spazi in cui soggiorniamo può essere una soluzione per migliorare la qualità della nostra vita. Le piante, infatti, oltre a decorare splendidamente abitazioni e luoghi pubblici, posseggono delle vere e proprie virtù nascoste, che risiedono nelle loro naturali capacità di sostentamento e di adattamento all’ambiente, in grado di apportare diversi benefici per l’essere umano sia sul piano fisico che psicologico. A seguire scoprirai i tre super poteri delle tue amiche verdi che incrementeranno il tuo benessere e quello del luogo in cui vivi.

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​I tre super poteri delle piante

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1 # ​Climatizzante
Tutti abbiamo sperimentato quanto possa essere ristoratore ripararsi sotto la chioma di un albero in un'assolata giornata estiva, in realtà guardando oltre al semplice beneficio locale, scopriremo che i vegetali lavorano molto più in grande. Le piante, infatti, oltre a produrre ombra, regolano le quantità di ossigeno e di anidride carbonica del nostro pianeta attraverso la fotosintesi e la traspirazione, aiutando a contrastare il cambiamento climatico. Poste all’esterno e all’interno delle nostre case svolgono in piccolo le stesse funzioni, immettendo nuovo ossigeno nell’aria, ricreando un microclima con condizioni favorevoli e aiutandoci a mantenere gli ambienti con il giusto grado di umidità, più freschi d’estate e protetti d'inverno. Già nei quartieri più moderni di alcune grandi città come Milano e Singapore si migliora l’efficienza termica degli edifici dotando gli spazi esterni (privati e comuni) di splendidi giardini verticali, che, oltre ad abbellire le facciate, riparano dagli agenti atmosferici e prevengono l’effetto "isola di calore".
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2 # Filtrante
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L’anidride carbonica e il particolato sono sostanze che provocano danni all’apparato cardio respiratorio, asma e insorgenza di tumori. Le piante, oltre a produrre ossigeno, riducono l’inquinamento atmosferico e purificano l’ambiente in cui si trovano, diminuendo l’incidenza di tali patologie con grande beneficio per i nostri polmoni e per la nostra salute generale. Le nostre amiche verdi, infatti, sono in grado di ridurre gli inquinanti intrappolandoli nella peluria delle foglie e assorbendoli attraverso dei forellini, detti gli stomi, presenti nel fogliame, e di rigenerare l'aria, immettendo nuovo ossigeno nell'atmosfera, tali incredibili capacità le rendono dei veri e propri filtri naturali. In parte è possibile godere di questi benefici anche a casa propria, arredando le stanze e il terrazzo con le piante che presentano più spiccatamente queste virtù, alcune di loro in particolare sono in grado di depurare gli ambienti interni filtrando polveri sottili, sostanze tossiche e muffe, restituendo così una qualità dell’aria migliorata all’interno dei locali in cui sono posizionate. 
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3 # ​Psicoterapico
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Ebbene sì, le nostre amiche verdi si prendono cura anche della nostra mente, è noto che il loro colore, dovuto alla clorofilla e necessario per assorbire e trasformare la luce del sole nel nutrimento utile al proprio sostentamento, favorisce il rilassamento negli esseri umani: è provato come la presenza di piante sia in grado di migliorare sensibilmente l’umore e la concentrazione, dal momento che rende l'ambiente più familiare e confortevole, richiamando alla mente i ricordi ancestrali del nostro habitat naturale. Grazie a queste loro magnifiche qualità sono in grado ottimizzare le nostre prestazioni intellettive e di distendere i nervi, rendendoci più calmi e produttivi, perciò, se non lo abbiamo ancora fatto, riempiamo di verde la nostra abitazione, ma anche la nostra postazione di lavoro, gli uffici e i luoghi pubblici. Dedicarsi ad attività in mezzo al verde, inoltre, come il giardinaggio, ha un grande effetto equilibrante e stabilizzante per la psiche, ci aiuta a comprendere i cicli della vita, ci insegna la virtù della costanza e l’arte dell’attesa.
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Giardinaggio, perché fa bene secondo la scienza

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Giardinaggio, il benessere è verde

Il giardinaggio è una pratica salutare e adatta a tutti, in quanto incrementa sensibilmente benessere delle persone che la svolgono con regolarità, apportando diversi benefici sia a livello fisico che mentale. Trascorrere del tempo all'aria aperta è proprio un toccasana a cui troppo spesso rinunciamo, il contatto con la natura aiuta a riconnetterci con i ritmi delle stagioni e stimola riflessioni utili per la crescita personale: stare in mezzo al verde, infatti, ci fa sentire più calmi e rilassati e secondo il parere della scienza contribuisce a mantenerci in forma e in salute.
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La cura delle piante 
è un'attività che migliora la qualità della vita e che può dare grandi soddisfazioni. Al contrario di come si pensa, non occorrono grandi spazi né una campagna, possiamo coltivare le nostre piante anche in un contesto molto più piccolo e meno bucolico, come quello urbano; così, il nostro personale giardino potrà essere una semplice aiuola sotto casa, il terrazzo, il balcone, un davanzale, persino una cassetta riempita di terra può bastare, e se non disponessimo di uno spazio tutto nostro o avessimo voglia di compagnia, un orto condiviso farà al caso nostro.
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I benefici per il corpo

​Ai nostri giorni molte persone tra lavoro, famiglia, studio e attività indoor trascorrono la maggior parte della loro giornata al chiuso, con una serie di spiacevoli conseguenze a volte anche di grave entità. Dedicarsi al gardening spinge a stare più tempo all’aperto, si è visto che chi lo pratica abitualmente detiene livelli di benessere superiori del 6% rispetto a chi non lo fa.

Grazie all’esposizione al sole riusciamo a sintetizzare una quantità maggiore di vitamina D, ciò si ripercuote positivamente anche sull'assorbimento del calcio, con grande beneficio per le ossa, l’apparato cardiocircolatorio e il sistema immunitario; infatti, con giusti livelli di questi micronutrienti si riduce il rischio di osteoporosi e di malattie cardiache, inoltre, è stato dimostrato che la pratica regolare del giardinaggio si rivela benefica anche nel contrastare l'insorgenza di demenza e ictus.
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​Prendersi cura di uno spazio verde aumenta l’aspettativa di vita, rendendoci più sani e longevi. Secondo una ricerca pubblicata sul British Journal of Sports Medicine un’attività fisica di modesta entità praticata per 2 ore e mezza a settimana (ad esempio 3 sessioni da 50 minuti) riduce la mortalità del 41%, mentre uno studio della Harvard School of Public Health a riscontrato che le donne che vivono in una area circondata dal verde hanno un tasso di mortalità inferiore del 12% rispetto alle altre. Il giardinaggio, oltre ai benefici dello stare all’aperto, ci tiene attivi e in movimento, in questo modo riduce i rischi legati alla sedentarietà: irrigare, rastrellare, potare, travasare, zappare sono tutte azioni che contribuiscono a farci bruciare calorie, a mantenere la muscolatura in forma, il cuore sano e la pressione sotto controllo. 
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I benefici per la mente

​Si è scoperto che svolgere attività all’aperto abbassa il livello di cortisolo, l'ormone dello stress, inducendo così uno stato di benessere che riduce ansia e tensioni; inoltre, se decidiamo di condividere questa esperienza con familiari e amici, incrementeremo la produzione di ossitocina, il cosiddetto ormone dell'amore, che invece favorisce le interazioni sociali e i sentimenti di empatia mentre riduce lo stress, le sensazioni di paura e il dolore.
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La cura delle piante migliora l’umore, il colore verde e la luce solare donano calma e hanno un effetto rilassante e rigenerante sulla nostra mente, che abbandona i pensieri negativi e intrusivi. Il contatto con la terra ricopre un ruolo altrettanto importante per la nostra salute, da una collaborazione tra University College of London e University of Bristol è emerso che il Mycobacterium vaccae, un batterio che si trova nel suolo, promuove il rilascio di serotonina, l'ormone della felicità, un neurotrasmettitore coinvolto nei processi di regolazione dell’umore che rafforza il sistema immunitario, riduce l’ansia e migliora i sintomi della depressione. Quindi durante le nostre sessioni di gardening sporchiamoci liberamente, dopo saremo più felici!
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​Dedicarsi alle piante sviluppa la concentrazione, allontana le moderne distrazioni e ci insegna ad assaporare le piccole cose con lentezza, mostrandoci che la bellezza si trova anche in quelle più semplici e fragili; questa pratica, infatti, stabilizza la nostra attenzione su ogni singolo gesto che compiamo e sui particolari più piccoli, rivelandoci la loro importanza per una comprensione della natura più profonda e per una migliore gestione della nostra psiche. Per questo l’ortocoltura e il giardinaggio sono particolarmente indicati come terapia occupazionale, in special modo per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), contribuendo alla riduzione della severità dei sintomi.
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​... E per il nostro mondo interiore 

​Il giardino rappresenta un luogo di pace, qui tutto scorre secondo i ritmi della natura e possiamo apprezzare la lentezza e lo scorrere del tempo senza le pressioni della vita frenetica a cui siamo sottoposti quotidianamente. Il giardino non è solo il posto in cui dedicarsi alla cura delle piante ma anche uno dei luoghi migliori dove coltivare la consapevolezza e in cui far germogliare i semi buoni per la nostra crescita interiore, osservandolo possiamo apprendere la compassione, la resilienza, l’arte di saper aspettare.

​Fare giardinaggio è una pratica che incrementa il senso di responsabilità e la capacità di prenderci cura degli altri, ci insegna che attraverso l'impegno, la pazienza e la costanza si possono raggiungere risultati concreti, per questo dedicarsi al gardening accresce l’autostima e può essere un metodo efficace per migliorare il nostro rapporto con la realtà, la tolleranza ai cambiamenti e la capacità di gestire gli eventi avversi.
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​In mezzo al verde siamo circondati da elementi che ci rimettono in contatto con la natura, il giardino rappresenta un importante simbolo di trasformazione in grado di mostrarci la ciclicità dell'esistenza, il lento procedere delle stagioni, l'esplosione della vita e l’ineluttabilità della morte in tutta la loro naturalezza: i gesti lenti e focalizzati legati a questa attività ci consentono di esplorare noi stessi e di farci crescere giorno dopo giorno, trasformando gli aspetti più immaturi della nostra personalità in bellissimi fiori e frutti. Il giardino è una cura per l'anima, una splendida metafora della vita che ci offre una grande lezione e ci arricchisce, un luogo dove impariamo a lasciar andare e ritroviamo noi stessi.
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Come stappare le orecchie, rimedi naturali e cosa non fare

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Quella fastidiosa sensazione

L’orecchio tappato è un inconveniente abbastanza comune, talvolta parecchio fastidioso, in quanto impedisce di percepire in maniera corretta i suoni circostanti e induce quella sgradevole sensazione di ottundimento che destabilizza e che nei casi peggiori può essere accompagnata persino da dolore. Fortunatamente, quasi sempre si tratta di un disturbo transitorio o di lieve entità, tuttavia in alcune circostanze può rappresentare il campanello d’allarme per patologie sottostanti che richiedono l’intervento medico. A seguire vedremo le principali cause dell'orecchio tappato, quando agire e come stappare le orecchie attraverso i rimedi naturali più sicuri.

Le cause dell'orecchio tappato

Le ragioni che provocano questa condizione possono essere molteplici:
  • cerume in eccesso, quando la sostanza cerosa lubrificante prodotta dal corpo per proteggere l’orecchio si accumula creando il famoso tappo;
  • presenza di muco dovuto a un raffreddore o un'infezione dell’orecchio o della cavità orofaringea;
  • congestione, come nel caso delle allergie e quando vi è un’infiammazione dei tessuti;
  • ostruzioni meccaniche dovute all’ingresso di un corpo estraneo o alla presenza di una malformazione transitoria o meno;
  • sbalzi della pressione atmosferica, quando ad esempio saliamo ad alta quota o ci immergiamo in acque profonde;
  • iperstimolazione uditiva, come musica ad alto volume e rumori forti;
  • problematiche muscoloscheletriche e posturali;
  • microcircolazione scadente, sindrome di Meniere;
  • lesioni del timpano o di altre parti dell’orecchio;
  • problematiche congenite dell’orecchio o mancanza di alcune sue parti. ​
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Cosa fare o cosa non fare

Nel tentativo di liberarci da questa spiacevole sensazione spesso si riccorre a rimedi della nonna poco efficaci o addirittura pericolosi, ecco cosa fare per evitare i principali errori:
NO # cotton fioc 
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Quando notiamo una sensazione di fastidio all'orecchio la soluzione più gettonata è quella di usare i cotton-fioc, tuttavia questa azione può rivelarsi controproducente se non dannosa, poiché si rischia di spingere più in fondo un eventuale corpo estraneo o lo stesso cerume, che si va a compattare ulteriormente, e addirittura di provocare lesioni interne.
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NO # cono di cera 
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Anche il cono di cera, noto rimedio della nonna, è sconsigliato, poiché oltre al rischio di scottature può accadere che alcune gocce di cera penetrino nell’orecchio interno, sfuggendo alla rimozione e aggravando ulteriormente il problema.
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NO # improvvisare manovre
​Un altro rimedio potenzialmente dannoso è il tentativo di stappare le orecchie provando a soffiare con naso e la bocca chiusi, è rischioso in quanto può provocare la rottura del timpano, per evitare danni bisognerebbe conoscere bene ed eseguire correttamente le opportune manovre come quella di Valsalva, che prevede un'espirazione forzata a glottide chiusa con naso e bocca serrati, nel dubbio meglio evitare di affidarsi all'improvvisazione.
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Rimedi naturali per l'orecchio tappato

I motivi più comuni per cui ci ritroviamo con l'orecchio tappato sono lo sbalzo di pressione, ad esempio quando andiamo in montagna o facciamo un tuffo al mare, seguito in seconda posizione dal tappo di cerume, quando la sostanza cerosa naturalmente prodotta nell'orecchio si accumula e si indurisce all’interno del condotto uditivo, diventando una vera e propria barriera fisica che ci disturba e rende difficoltoso il passaggio del suono. In questi due casi i rimedi naturali sono da prediligere come prima risorsa, poiché sono facili da somministrare, poco inavasivi e rispetto ad altri metodi presentano un ridotto rischio di controindicazioni, a seguire quelli più utilizzati per eliminare la fastidiosa sensazione di orecchio tappato in caso di:

1. Sbalzo di pressione

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  • SÌ # sbadigliare e deglutire ​sono piccole azioni che aiutano a contrastare la tipica sensazione di orecchio tappato dovuta allo sbalzo pressorio, come quando prendiamo un aereo, facciamo tuffo o andiamo in montagna.
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  • SÌ # respirazione narici alternate eseguita con il controllo dell’emissione dell'aria in uscita, aiuta a bilanciare e liberare i canali uditivi dalla spiacevole sensazione che ci fa sentire i suoni ovattati

2. Tappo di cerume

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  • SÌ # ​oliazione dell’orecchio (karna purana), si tratta di una pulizia profonda del canale uditivo che apporta notevoli benefici e può sostituire in maniera più sicura l'uso del cono di cera
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  • SÌ # ​irrigazione dell’orecchio, il risciacquo con acqua tiepida può aiutare dare sollievo e a detergere l'orecchio, l’importante è asciugare molto bene dopo il lavaggio
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  • SÌ # ​lavaggio nasale (jala neti), tramite l'igiene profonda delle narici anche il condotto uditivo ne trarrà giovamento dal momento che queste cavità sono collegate tra loro
​Ricordiamo infine che nell'evenienza in cui la sensazione di orecchio tappato perduri o peggiori nel tempo, in caso di dolore all’orecchio, perdita di muco giallognolo o verdastro, prurito, bruciore o di qualunque altra manifestazione insolita è opportuno rivolgersi ad un medico in maniera tempestiva. 
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Inquinamento digitale, che impatto hanno le nostre azioni

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​Digital Pollution

Le tecnologie sono degli strumenti ormai considerati indispensabili nella vita quotidiana, attraverso il loro utilizzo possiamo lavorare, semplificare alcune operazioni, intrattenerci e sviluppare i nostri rapporti sociali, quando ne usufruiamo, però, non ci rendiamo conto dell’impatto che le nostre azioni digitali hanno sull’ambiente. I dispositivi che usiamo, infatti, contribuiscono a darci una percezione delle nuove tecnologie piuttosto friendly, caratterizzata da flessibilità, rapidità e leggerezza, pertanto risulta difficile comprendere le conseguenze a volte pesanti che ne derivano.
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Digital pollution è un termine che si riferisce alle emissioni di carbonio che provengono dalla nostra attività digitale e si traduce con inquinamento digitale. Viene spontaneo chiedersi come l’utilizzo di un banale dispositivo elettronico possa avere un impatto significativo dal punto di vista ecologico, visto che se collegato a un caricabatterie o a una presa di corrente consuma così poco. Nei prossimi paragrafi vedremo come questo sia possibile.
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​Quanto consumiamo e come inquiniamo con i device

Fino al 2013 i consumi legati al digitale rappresentavano l’1,3% di quelli totali, questa quota si è previsto che superasse il 3% nel 2020, in ogni caso questa percentuale è destinata a salire, soprattutto in considerazione della crescente domanda relativa alle nuove tecnologie che nei prossimi anni si verificherà nei paesi in via di sviluppo. 
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Può sembrare strano come lo smaltimento e la distribuzione dei dispositivi, che a prima vista sembrerebbero gli elementi più impattanti, in realtà incidano solo in maniera minore a livello ambientale, i maggiori consumi energetici e di risorse sono, invece, legati alla produzione degli apparecchi tecnologici, con il 54% dell’impatto ambientale digitale totale. Purtroppo durante i processi di fabbricazione oltre alle emissioni di CO2 si genera anche un forte inquinamento del terreno e delle falde acquifere, dovuto soprattutto all'estrazione e alla lavorazione delle materie prime, tra cui le terre rare, elementi indispensabili per l’industria elettronica ma altamente inquinanti.
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A seguire troviamo l'aspetto più subdolo e sottovalutato ma che lascia un'impronta ecologica molto elevata: stiamo parlando dell’uso dei dispositivi che adoperiamo quotidianamente, responsabile di ben il 44% dell’impatto ambientale digitale complessivo. Le attività on-line, infatti, implicano l’elaborazione di enormi quantità di dati che vengono inoltrati ai data center, dei nuclei operativi sparsi in tutto il mondo dove questi dati vengono elaborati e che consumano elevate quantità di energia. Tali centri ospitano server, sistemi di archiviazione e molte altre apparecchiature decisamente energivore , destiante a rimanere perennemente attive in modo da garantire agli utenti l’uso continuativo e stabile di internet. 
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Per farci un’idea concreta basti pensare che il semplice invio di una e-mail di un 1 MB emette ben 20 g di CO2, consumando l'equivalente di una lampadina da 60 W accesa per 25 minuti, mentre il solo fatto di guardare un’ora di video su uno smartphone impatta quanto un frigo acceso per un’intero anno. Secondo uno studio condotto da Purdue University, MIT e Yale University, l'uso di piattaforme streaming come Netflix,  Zoom e Twitch  ha un impatto alto in costi ambientali, 60 minuti di streaming contribuirebbero all’inquinamento emettendo  una quantità compresa tra i 150 e i 1000 grammi di CO2.
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​Impatto sulla salute mentale

Le attività digitali, come l’uso dei social, le chat, i video e i giochi on-line, riempiono le giornate di tutti noi, spesso nella migliore delle ipotesi ci ritroviamo a fare un’indigestione di tecnologia e nella peggiore ci ritroviamo a dover fare i conti con una vera e propria dipendenza. L’inquinamento digitale non influisce negativamente solo sull'ambiente, ma si riflette anche sul nostro benessere psicologico: è ormai tristemente noto l’impatto dannoso che l’uso eccessivo di dispositivi digitali può avere sulla nostra salute e sulle interazioni familiari e sociali.
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Con la parola technostress si intendono gli effetti collaterali indotti dall'utilizzo delle tecnologie che si manifestano con ansia, insonnia, dolori diffusi, stato di annebbiamento e apatia. Infatti, più ci dedichiamo alle attività virtuali e a quelle on-line, più ne subiamo le conseguenze sul piano psicofisico con la tendenza ad isolarci dal mondo circostante, questo si può ripercuotere pesantemente sulla nostra vita, peggiorando il nostro rendimento a lavoro, deteriorando la capacità di interagire con gli altri e falsificando il nostro rapporto con la realtà.
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Tecnologia e ​sostenibilità

Ovviamente il digitale non ha solo effetti dannosi sull’ambiente, ma assieme agli influssi negativi coesistono anche i risvolti positivi. Negli ultimi anni abbiamo assistito agli enormi vantaggi che le tecnologie possono apportare nelle nostre vite, ad esempio la digitalizzazione dei servizi, come quelli amministrativi e bancari, che permette risparmio di supporti cartacei e ottimizza le procedure che diventano più snelle e veloci, oppure lo smart working che assieme alle video call permette di contrarre le distanze, anche quelle intercontinentali, e di ridurre, quindi, gli spostamenti con relativo risparmio in termini di consumo di energia, emissioni e carburanti.
Un altro aspetto green è quello legato alla domotica e ai dispositivi intelligenti che attraverso sensori e appositi software ottimizzano la gestione dei consumi e l’efficenza energetica degli apparecchi di uso quotidiano, dei macchinari aziendali e degli edifici pubblici e privati. Molte società operanti in ambito tech, inoltre, si stanno impegnando a ridurre il loro impatto sull'ecosistema, promuovendo iniziative amiche dell’ambiente e incrementando sempre più l’utilizzo delle energie rinnovabili per i loro consumi.
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In questo scenario anche noi possiamo e dobbiamo fare la nostra parte chiedendoci se stiamo utilizzando bene queste tecnologie o se invece ne stiamo abusando senza che vi sia una reale necessità. Ricordiamoci che da un approccio più consapevole al web e ai dispositivi ne trarremo vantaggi sia per la nostra salute psicofisica che per quella dell’ambiente che ci circonda.
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Per approfondimenti consulta ​The Shift Project
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Sobrietà digitale, come ridurre l’inquinamento digitale


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Le posture sedute naturali, qual è il modo corretto di sedersi

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Comodi sì ma non troppo

Ai nostri giorni siamo abituati a stare parecchie ore seduti, tra studio, divano e lavoro, trascorriamo decisamente molto più tempo in questa posizione rispetto al passato! Le abitudini posturali, infatti, si sono evolute negli ultimi secoli in maniera evidente, discostandosi sempre più da quelle naturali dell’essere umano. Questo cambiamento, se da un lato ha introdotto un'apparente comodità nella vita quotidiana, dall’altro rischia di compromettere la corretta postura e di sovraccaricare muscoli e articolazioni, portando inevitabilmente nel tempo a dover affrontare diverse problematiche muscoloscheletriche, dolori e malattie dovute allo stile di vita sedentario.
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Un po' di storia

Ci dovrebbe far riflettere il fatto che la sedia intesa in maniera moderna sia entrata a far parte stabilmente dell’arredamento delle nostre case solo poco più di 500 anni fa. È vero che i primi esempi di sedie risalgono all’epoca degli antichi egizi, ma anche che per lungo tempo rimasero appannaggio quasi esclusivo dei ceti elevati, dal momento che rappresentavano degli strumenti per esprimere potere ed elevazione rispetto agli strati sociali più umili che, invece, sedevano in basso, di solito direttamente a terra. 

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Nel medioevo divennero comuni le panche senza schienale, ma è solo a partire dal rinascimento, che la sedia vera e propria si diffonde sino a diventare in Occidente un oggetto di largo uso, seguita dal divano che vede accrescere la sua fortuna nel XVII secolo in Francia. In Oriente la tendenza è stata diversa, sedie e divani furono mobili poco popolari, ancora oggi non di rado si preferiscono supporti più bassi o addirittura la seduta a terra.

Oggi nelle nostre case siamo costellati da sedute dai design più disparati, da quelle dal valore prettamente estetico, a quelle più funzionali, sino ai modelli super ergonomici, ma difficilmente qualcuna di queste può garantirci in maniera effettiva una corretta postura, proprio perché di fatto è innaturale trascorrere così tante ore seduti.
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Stare troppo seduti è dannoso

​Assieme alla sedia, il divano si rivela svantaggioso per la nostra salute, se stare seduti per brevi periodi può essere un modo per riposare la schiena, le gambe e i piedi, farlo per tempi prolungati risulta davvero dannoso, dal momento che il peso viene scaricato in maniera innaturale, facendo in modo che in alcuni punti la colonna vertebrale si sovraccarichi e che i dischi sopportino una pressione anche due volte maggiore rispetto a quando stiamo in piedi.


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Come stare seduti

Trascorrere troppo tempo seduti è nocivo, in quanto ostacola il normale fluire della circolazione sanguigna e linfatica, portando gonfiore agli arti, senso di pesantezza e nei casi più gravi la formazione di trombi e disturbi dell'apparato cardiocircolatorio. Se proprio siamo obbligati a trascorrere molto tempo seduti cerchiamo almeno di sederci nel modo corretto, qui sotto troverete alcuni consigli utili per assumere la giusta posizione seduta.
​Sulla sedia. Quando sei seduto cerca si mantenere la schiena dritta con il collo e le spalle in posizione neutra; distribuisci il peso in maniera uniforme sugli ischi che si trovano proprio tutto i glutei e tieni i piedi ben poggiati a terra con un angolo non più stretto di 90° per evitare di bloccare la circolazione; non allungare troppo le gambe, forma piuttosto un angolo retto, in questo modo aiuterai a scaricare il peso alla base, alleggerendo la pressione sulle vertebre; se la seduta è provvista di schienale usalo per mantenere la colonna ben allineata.
​Sul divano. La tentazione è quella di scivolare in avanti assumendo la tipica posizione a conca con le spalle chiuse, la parte inferiore della schiena incurvata e il bacino retroflesso: niente di più sbagliato per la zona lombare, le anche e persino per la digestione. Mantieni, invece, la colonna interamente poggiata sullo schienale, se la seduta è molto profonda inserisci dei cuscini dietro di te; i piedi possono restare poggiati a terra oppure possiamo allungarli o sollevarli a patto di mantenete la schiena dritta.
Di fronte al pc. Fai aderire bene la colonna vertebrale alla spalliera, se la sedia non è ergonomica usa un cuscino lombare o un piccolo asciugamano arrotolato nella parte bassa della schiena. Regola l’altezza del sedile in modo che, poggiando gli avambracci sul tavolo, il collo non sprofondi tra le spalle quando usi il mouse o scrivi sulla tastiera, che deve stare a circa 10-15 cm dal bordo della scrivania; tieni i piedi ben poggiati a terra con un angolo di circa 90° in modo da scaricare il peso alla base; solleva il monitor in modo che gli occhi si trovino in linea con il bordo superiore del display, che va posizionato a una distanza di circa 40-70 cm dal viso, infine, aggiusta l’inclinazione dello schermo per non assumere posture che sovraccarichino il tratto cervicale.
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​Le posizioni sedute naturali

​La seduta naturale non è certo quella sulla sedia, bensì la posizione accovacciata o a terra, molto più adatta all’essere umano delle origini, che necessitava di molto moto per procacciarsi il cibo e si riposava solo adoperando gli appoggi che trovava in natura. Il nostro corpo, dunque, non è progettato per stare fermo su una sedia, semmai per fare attività fisica con una certa assiduità e trascorrere del tempo a terra, sostenuto a limite da supporti molto bassi per avere un po' più di comodità, è di certo molto più fisiologico per il nostro corpo e ci permette di variare la posizione con maggiore frequenza e in maniera funzionale. Ecco alcuni asana yoga che rappresentano le posture naturali sedute, ottime alternative allo stare in sedia.
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​Sukhasana, la posizione a gambe incrociate. Si tratta della postura più comune per stare seduti a terra: quando siamo piccoli questa posizione ci viene del tutto naturale, poi crescendo perdiamo l’abitudine e da adulti può non essere più così scontata. Un buon indicatore della mobilità degli arti inferiori e della muscolatura di gambe e addome è quella di riuscire ad alzarci da questa posizione senza l'aiuto delle mani. Se abbiamo difficoltà a mantenere la schiena dritta in questa posizione, aiutiamoci ponendo un cuscino sotto i glutei. Altre varianti simili sono siddhasana e svastikasana.
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​Vajrasana, la posizione del fulmine. Stare in ginocchio seduti sui talloni è un’ottima alternativa alla sedia, tuttavia estendere il dorso dei piedi per alcuni può essere doloroso, soprattutto i primi tempi. In questo caso inseriamo un supporto sotto i glutei, ad esempio un blocchetto, un cuscino o un bolster, per ridurre la pressione del peso corporeo sui piedi. La variante con le ginocchia distanziate tra loro è una versione più funzionale poiché, lasciando dello spazio utile tra le gambe, permette di mantenere la schiena eretta mentre si svolgono le attività, con la possibilità di tenere gli oggetti vicino al busto.
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​Dandasana, la posizione del bastone. Stare seduti con la schiena dritta e le gambe distese in avanti ad angolo retto oggi è davvero un'impresa per molte persone. I muscoli delle gambe, infatti, sono spesso accorciati proprio perché passiamo troppe ore seduti sulla sedia. Questa posizione è molto utile sia per estendere i muscoli della catena posteriore sia per rinforzare gli addominali, se mantenerla agevolmente ci risultasse difficile, usiamo un cuscino al sotto degli ischi oppure pieghiamo leggermente le gambe, purché la colonna resti dritta. Anche usare una parete per appoggiare la schiena può essere d’aiuto.
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​Upavishta Konasana, la posizione seduta angolare. Si tratta di una posa a gambe divaricate che richiede una buona dose di flessibilità, se praticata con costanza aiuta ad aprire il bacino, permettendoci di sfruttare lo spazio di fronte a noi. Anche in questo caso è una postura che i bambini assumono con una certa facilità ma che in età adulta diventa parecchio impegnativa. Purtroppo crescendo si perde dimestichezza con posizioni di questo tipo e i muscoli dietro le gambe e dell’interno coscia tendono ad accorciarsi, impedendoci di raggiungere il range completo di movimento.
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​Malasana, la posizione della ghirlanda. Questo modo di sedersi stando accovacciati sui talloni è sempre stato tra i più naturali e utilizzati dall'uomo, in Oriente e nelle società tribali si continua a usare questa postura per svolgere le più svariate mansioni, dal lavorare al mangiare, dalla socializzazione sino all’espletamento delle funzioni organiche, come l’evacuazione. Purtroppo in occidente abbiamo del tutto abbandonato questa benefica posizione, utile per mantenere flessibili le articolazioni del bacino e per tonificare le gambe e i glutei, difatti, tutte le volte che ci alziamo da Malasana compiamo un vero e proprio squat. Se i talloni non toccassero terra inserite un asciugamano arrotolato sotto per aumentare la stabiltà.
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Consigli utili

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1 #Siediti a terra. È una buona abitudine che dovremmo acquisire, abbiamo abbondantemente visto che le posizioni sedute a terra sono quelle più naturali, praticando quotidianamente le posizioni yoga sopra menzionate impareremo nuovamente a sederci al suolo in maniera agevole e restando comodi.

2 #Cambia posizione. Variare la posizione è fondamentale per non incorrere in squilibri posturali, spesso restiamo molte ore in un unica posizione oppure tendiamo a sbilanciarci da un lato, sovraccaricando solo alcuni muscoli e articolazioni: spostarsi spesso è un piccolo stratagemma che ci aiuterà a non arrivare a fine giornata doloranti.
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3 #Fai delle pause. L’ideale sarebbe fare una pausa di qualche minuto ogni mezz’ora per sgranchire un po’ le gambe e dare modo alla circolazione sanguigna e linfatica di raggiungere e irrorare bene  tessuti e organi. Se non fosse possibile cerca comunque di alzarti tutte le volte che ne hai l’opportunità, cerca di raggiungere il posto di lavoro a piedi o in bici e prova a spezzare la giornata con dell’attività fisica o delle passeggiate, in ogni caso non rinunciare a fare del movimento al rientro da lavoro.
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4 #Non solo seduti. Si possono svolgere molte delle mansioni che di solito svolgiamo sulla sedia anche in altre posizioni, basta volerlo. Ad esempio puoi guardare lo smartphone, leggere o stare al pc rimanendo in piedi, meglio ancora camminando, passeggiando su un tapiroulant, pedalando su una ciclette. In altri casi si può scegliere di stare a pancia in giù nella posizione della sfinge o sul dorso con la schiena ben adesa alla superficie orizzontale, le ginocchia piegate e i piedi vicino ai glutei, tutte le posizioni sono benvenute purché variate spesso.
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5 #Togli le scarpe. Stare scalzi ci fa stare bene, permette di essere meno ingessati, quindi, di assumere posizioni più plastiche e di usufruire di supporti di vario genere, come stuoie, cuscini, tappeti, divani e letti, senza preoccuparci delle impronte che lasceremmo sulle sedute. Ricordiamoci che stare a piedi nudi è naturale e aiuta a riconnetterci alla madre terra.
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6 #Compra un tappeto. Potrebbe essere l’acquisto migliore della tua vita! Avere un tappeto a casa ti aiuterà non solo a passare più tempo a terra ma anche a variare posa, possiamo provare a stare seduti in una delle posizioni naturali sopra elencate oppure sdraiati sul dorso o ancora nella posizione della sfinge. Infine, aggiungiamo qualche cuscino e un plaid e il tappeto si trasformerà in un’isola di relax per le tue attività ma anche per le pause o semplicemente per equilibrare la postura, magari praticando qualche posizione yoga.
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Prenditi cura del tuo naso, scopri come

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L'importanza del naso

La salute delle cavità nasali è importante per contrastare i malanni stagionali e tenere lontano gli allergeni ed è essenziale per una buona esecuzione del pranayama, ovvero gli esercizi di respirazione che affiancano la pratica delle posizioni yoga, e della meditazione. Il naso, infatti, oltre ad essere la sede dell'olfatto, costituisce il primo ingresso delle vie respiratorie ma anche il punto d'accesso di eventuali virus e batteri, per questo viene considerato dall'ayurveda la porta principale per un gran numero di malattie.

Il naso nella tradizione yoga è un organo di grande rilievo poiché rappresenta la linea di confine dello scambio energetico tra interno ed esterno: attraverso il respiro l'energia vitale può, infatti, circolare dentro il nostro corpo. Il naso è anche associato a Vishuddha, il quinto chakra, mentre le narici sinistra e destra sono rispettivamente collegate Ida e Pingala, due delle più importanti nadi, ovvero i canali energetici che secondo lo yoga attraversano il nostro corpo e che permettono il fluire del prana.
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Naso in salute

Per questo è fondamentale prendersi cura del proprio naso con delle routine dedicate alla pulizia e alla salute delle mucose. Clicca qui sotto per scoprire alcune pratiche per prenderti cura del tuo naso.

  • Nasya terapia del naso
  • Jala Neti il lavaggio nasale
  • Yoga Triks liberare il naso chiuso
  • Nadi Shodana la respirazione a narici alternate
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Jala Neti, come fare i lavaggi nasali per respirare meglio

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Che cos'è Jala neti

Jala Neti è una routine molto efficace per la cura delle cavità nasali, si tratta dei famosissimo lavaggio nasale yoga esportato ormai in tutto il mondo, una pulizia profonda del naso, nonché una tecnica antichissima per mantenere sane le mucose, prevenire le malattie respiratorie e la salute della persona. Si tratta di un'irrigazione nasale che viene effettuata usando una soluzione salina infusa all'interno delle narici attraverso un contenitore con beccuccio, tradizionalmente si adopera la neti lota, ma oggi esistono diverse soluzioni in commercio, in farmacia si può trovare persino l'acqua salina in spray già pronta all'uso. 
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La lota

La neti lota é l'apposito recipiente utilizzato per la pratica dei lavaggi nasali, molto simile nella forma a una teiera, quella tradizionale è costituita da un'ampolla in ceramica o in ottone provvista di beccuccio, oggi tuttavia, la si trova in commercio anche realizzata in materiali diversi, come la plastica e diversi tipi di metallo. Quando ne acquistiamo una, assicuriamoci che abbia un beccuccio arrotondato con un diametro proporzionato alle narici del soggetto che riceverà l'irrigazione nasale, scegliendo il materiale che riteniamo più confortevole e facile da igienizzare, infatti, è fondamentale effettuare una scrupolosa pulizia della lota per impedire la proliferazione batterica e l'insorgere di eventuali infezioni in chi la usa.
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Preparare la soluzione salina

È molto importante che l'acqua destinata al lavaggio nasale sia pura, tiepida e leggermente salina, cosicché la pressione osmotica della soluzione si avvicini il più possibile a quella dei fluidi corporei, in questo si eviteranno spiacevoli sensazioni di fastidio durante la pratica. Possiamo usare un'acqua fisiologica sterile acquistata in farmacia oppure provare ricrearla a casa.

​Per preparare la soluzione salina sciogliere 
un cucchiaino raso di sale in 500 ml di acqua potabile, a questo punto portare la soluzione ad ebollizione per un paio di minuti in modo da ridurre la carica batterica, lasciarla poi raffreddare sino a che non abbia raggiunto la temperatura corporea, cioè circa 37 gradi centigradi.
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È possibile usare sia il comune sale da cucina sia il sale rosa Hymalaiano. Se durante il passaggio dell'acqua attraverso il naso si prova una sensazione lievemente dolorosa significa che il sale disciolto nell'acqua é poco, se invece sentiamo bruciore vuol dire che c'è troppo sale, dunque, provvedere a bilanciare la soluzione prima di procedere con la pratica. 
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Come fare i lavaggi nasali


​Cosa occorre
Per effettuare i Jala Neti come prima cosa acquista o prepara la soluzione salina adatta al lavaggio nasale, procurati un recipiente dotato di beccuccio, una lota ad uso personale sarebbe la scelta migliore, infine è utile avere a disposizione una salvietta pulita per asciugare il naso al termine della pratica. A questo punto posizionati davanti ad un lavabo o in un luogo dove poter far defluire l'acqua liberamente e inizia il lavaggio nasale seguendo le istruzioni riportate qui sotto.

Procedimento

  • riempi la lota con la soluzione salina tiepida dopo aver testato la temperatura sul polso per evitare scottature
  • inclinati in avanti e ruota la testa da un lato, rimanendo in piedi con le gambe leggermente divaricate 
  • inserisci il beccuccio della lota nella narice che si trova rivolta verso l'alto, finché la punta non  premerà dolcemente sulle pareti della mucosa, in modo da non far fuoriuscire acqua sul viso
  • inclina progressivamente la lota, sollevando il gomito per far scorrere metà della soluzione salina all'interno della narice superiore, a tal punto l'acqua dovrà fuoriuscire naturalmente dalla narice sottostante, durante l'irrigazione nasale mantieni la bocca aperta per respirare
  • torna con la testa al centro, rimanendo sempre con il busto inclinato in avanti e lasciando che la soluzione defluisca ancora un po' dalle narici
  • soffiati il naso per eliminare i residui di muco e acqua 
  • ruota la testa dal lato opposto e ripetere Jala Neti nell'altra narice
  • asciuga bene i residui d'acqua con una salvietta pulita
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Consigli e controindicazioni

Se prima di eseguire i lavaggi nasali ​​ci accorgessimo di avere una delle due narici bloccata, iniziamo da quella più libera. Durante l'irrigazione l'acqua dovrebbe scorrere senza intoppi da una narice all'altra, se invece fuoriuscisse dalla bocca o finisse in gola, sarebbe segno che la posizione assunta non è corretta, quindi, sistemiamo la testa affinché l'acqua passi solo dal naso. Alla fine della pratica occorre asciugare ogni residuo di acqua, soffiando il naso con decisione una narice per volta ma senza forzare per evitare di spingere acqua all'interno del canale uditivo.

Jala Neti si può praticare quotidianamente e in qualsiasi momento della giornata (eccetto dopo i pasti), anche se il periodo migliore è al mattino appena svegli oppure prima del pranayama. 

​Sebbene si tratti di una pratica sicura e salutare è necessario eseguire questa tecnica nel massimo rispetto delle norme igieniche per evitare l'insorgere di infezioni, inoltre, occorre evitare di eseguire lavaggi nasali se si porta un apparecchio acustico e in caso di lesioni, infezioni e infiammazioni acute del naso o dell'orecchio; la pratica è, inoltre, sconsigliata nei bambini al di sotto dei 4 anni di età e in chi soffre di frequenti episodi di epistassi. ​


Benefici di Jala Neti


  • ​pulisce le narici dal muco in eccesso
  • rimuove allergeni e batteri dalle cavità nasali
  • migliora la respirazione
  • aiuta a prevenire le malattie respiratorie
  • si prende cura delle cavità nasali e del canale uditivo
  • può essere utile ad alleviare sinusite e otite
  • può aiutare a lenire il mal di testa
  • rilassa i muscoli del viso
  • migliora il senso dell'olfatto e del gusto
  • aiuta a  mantenere in salute gli occhi
  • dona maggior concentrazione
  • equilibra Ida e Pingala
  • risveglia Ajna chakra
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​Il contenuto di questo articolo non sostituisce in alcun modo la consulenza, la diagnosi o la terapia medica professionale.
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    ​Rosa Beltrami

    Founder di Wonderflow Yoga, ha una laurea in comunicazione visiva, ama follemente il suo pianeta e, ovviamente, lo Yoga!

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