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Cos’è un terrarioUn terrario o terrarium è costituito da una o più piante radicate in un substrato terroso e racchiuse in un contenitore trasparente, semiaperto o chiuso, che ricrea al suo interno un ecosistema in miniatura, in cui l’acqua e i nutrienti vengono continuamente riciclati, mantenendo condizioni favorevoli alla vita delle piante. Un terrario ben progettato e posizionato correttamente è quasi del tutto autonomo, necessita solo di poche cure e di alcune piccole accortezze. Terrarium, una scoperta inattesaIl terrarium è un’invenzione relativamente recente, scoperto per caso nel XIX secolo dal medico e botanico inglese Nathaniel Bagshaw Ward, quando tra i nobili europei divenne di moda possedere piante esotiche nei propri giardini. Il problema alla base era il trasporto delle piante che, allocate nelle navi, subivano condizioni ambientali avverse, come salsedine ed errata esposizione, così raramente riuscivano ad arrivare vive a destinazione. Ward, che era appassionato di felci ed insetti, provò nel 1829 a riporre una crisalide nel terreno umido all’interno di un contenitore di vetro chiuso, il baco non sopravvisse ma alcune felci germinarono al suo interno. Da lì capì che nel contenitore si era formato un micro ecosistema e che si poteva replicare in varie misure per conservare e far sopravvivere le piante, inventando di fatto il primo terrario. Il metodo divenne presto popolare e iniziò ad essere utilizzato sia a scopo decorativo, sia per il trasporto delle piante, appassionando botanici, amatori e artisti in tutto il mondo. Le piante ideali per il terrarioLa selezione delle piante rappresenta il cuore del progetto, generalmente per terrari chiusi le specie ideali sono quelle che prosperano in ambienti umidi e con luce filtrata, come le piante tropicali. Le fittonie sono le regine indiscusse dei terrari, facili da gestire, offrono variegatura alla composizione, grazie allo splendido contrasto cromatico e alle venature colorate sulle foglie. Anche le begonie, come la amphioxus e la maculata, donano brio con le tipiche punteggiature e strie, necessitano, però, di molta luce e di non esser sovrastate dalle altre piante all'interno del terrario. Le felci, come la Nephrolepis exaltata e l'Adiantum capillus-veneris, oltre ad essere molto eleganti, hanno il potere di purificare l’aria all’interno del grow box. Il muschio è una presenza immancabile in ogni terrario, è utile a regolare l’umidità, creando una base soffice e vitale, tra più adatti il Leucobryum glaucum e lo Sphagnum. Le tillandsie, invece, sono utili ad assorbire l’umidità in eccesso, in più possono essere persino appese, regalando un'estetica più dinamica e giocosa. Pilee e Peperomie sono da preferire negli ambienti poco luminosi o per gli angoli più bui del terrario, varietà adatte ai terrari sono la Pilea Glauca e la Peperomia Caperata. Per dare un tocco floreale le piccole orchidee sono l’ideale, perfette per aggiungere grazia e bellezza all’interno della composizione. Vanno escluse tutte quelle specie botaniche caratterizzate da grandi stature, crescita troppo espansiva e da un portamento eccessivamente disordinato. Le piante che prediligono i terrari aperti, sono quelle che in natura vivono in zone aride e non tollerano l'umidità in eccesso né le basse temperature. Le succulente e i cactus rappresentano bene questa categoria, infatti, al contrario delle precedenti, richiedono un ambiente secco, luce intensa e un clima caldo, per questo di norma non possono essere combinante con le tropicali. Specie come Mammillaria Elongata, Haworthia Attenuata, Echeveria Elegans o Lithops sono perfette per ricreare affascinati scenari dalle atmosfere desertiche e pietrose. Cosa serve per creare un terrarioInnanzitutto occorre selezionare le piante, scegliere un contenitore trasparente, poi i materiali, tenendo a mente che non tutti sono adatti alle specie botaniche che andremo a inserire nel nostro grow box, e, infine, procurarsi degli strumenti da giardinaggio per lavorare agevolmente al nostro piccolo progetto verde, meglio se concepiti appositamente per i terrari. Strumenti
Materiali
Come fare un terrarioAdesso che hai tutti i materiali puoi procedere con la realizzazione del terrario, qui troverai la procedura per farne uno di piccole o di medie dimensioni, con un'ampiezza stimata tra i 15 e 30 cm e un'altezza minima di 15 cm. Prepara la tua area di lavoro e segui scrupolosamente questi passaggi, è importante stratificare correttamente gli elementi per creare il tuo ecosistema in miniatura e farlo durare nel tempo. Guida passo per passo
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1 # Coccola i capelli
Cadono le foglie, cadono i capelli, anche la nostra chioma segue il ritmo della natura. L'autunno rappresenta un importante momento di transizione in cui i capelli vanno incontro a un fenomeno noto come effluvium stagionale, legato proprio all'alternanza dei cicli naturali di nascita, crescita e morte. La combinazione di stress ossidativo e variazioni ormonali rendono questo periodo critico per la salute della chioma. |
Il cambiamento climatico e la riduzione della luce solare, infatti, influiscono sul ciclo ormonale, riducendo la produzione di melatonina, un regolatore dei ritmi circadiani che coinvolge anche il ciclo follicolare, per questo nel passaggio tra estate e autunno è possibile assistere ad un incremento della perdita di capelli. La buona notizia è che possibile ridurre il diradamento con un rimedio naturale ed efficace come l'Olio Essenziale di Rosmarino, noto per stimolare la microcircolazione e favorire la crescita dei capelli, che accompagnato da un massaggio delicato del cuoio capelluto ci regalerà anche un prezioso momento di relax. Clicca qui per scoprire come realizzare una lozione anti-caduta naturale per capelli più forti e folti.
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2 # Bevi le tisane
Con l'abbassamento delle temperature la tisana dovrebbe diventare la nostra migliore amica, un'appuntamento irrinunciabile per godere pienamente del tepore avvolgente, degli aromi speziati e dei preziosi principi attivi degli infusi autunnali. Sorseggiare una bevanda calda è un' ottima scusa per prendersi una pausa piacevole e rilassante, che ci aiuterà ad apprezzare l'atmosfera umida e un po' malinconica tipica di questa stagione. |
Quando le ore di luce calano, infatti, è comune sentirsi affaticati o demotivati, una tisana a base di curcuma, zenzero e ginseng è l'ideale per ritrovare lo sprint: grazie ai suoi componenti neuroprotettivi, antinfiammatori e stimolanti ci aiuterà a migliorare il tono dell’umore, l'efficienza energetica e a ritrovare la concentrazione. Le tisane a base di erbe officinali, possono essere dei grandi alleati per l'organismo durante il periodo autunnale, ad esempio l'unione in tazza di echinacea, zenzero e rosa canina, è una combinazione di proprietà immunomodulati, antiossidanti e antinfiammatorie, per questo rappresenta un eccellente supporto per il sistema immunitario ed è, quindi, perfetta per sostenerci all'arrivo dei primi malanni stagionali.
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3 # Consuma cibi di stagione
Mangiare cibo di stagione non è solo una scelta culinaria, ma favorisce anche un approccio sostenibile, salutare e una maggiore connessione con il territorio. In autunno la natura ci offre alimenti ricchi di nutrienti utili per affrontare il calo delle temperature, rafforzare il sistema immunitario e contrastare l'aumento delle malattie stagionali, ad esempio, zucche, carote e funghi favoriscono il miglioramento delle risposte immunitarie. |
Gli agrumi, invece, sono eccellenti fonti di vitamina C, mentre le crucifere, come cavoli e broccoli, contengono alti livelli di antiossidanti e glucosinolati, che proteggono da infezioni e infiammazioni. Il consumo di cibo fresco induce anche un adattamento fisiologico dell'organismo alla stagione: alimenti ricchi di carboidrati complessi, come patate dolci, castagne e zucche, e quelli contenenti grassi di qualità, come la frutta secca e le olive, forniscono energia duratura e un profilo lipidico adatto ad affrontare le giornate più fredde, mentre le spezie autunnali, come cannella e zenzero, offrono benefici anti-infiammatori e termogenici, infine, le fibre presenti in alimenti come mele, pere e legumi promuovono la salute intestinale, essenziale per il sistema immunitario e la prevenzione delle malattie metaboliche.
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4 # Rallenta
In questa stagione animali e piante rallentano i loro ritmi per prepararsi ad affrontare il periodo critico dell'inverno. Anche noi conserviamo una sorta di orologio ancestrale, tuttavia, oggi tendiamo ad ignorarlo, con spiacevoli conseguenze, come l'indebolimento del sistema immunitario e l'aumento dei livelli di ansia e stress. Studi sulla cronobiologia dimostrano che il progressivo calo della luce solare influisce sul ritmo circadiano, che regola il sonno e i livelli di energia. |
Abbassare i giri consente di sincronizzarsi con i cambiamenti della natura e di preservare le forze necessarie per sostenere le difese immunitarie, riducendo il rischio di malattie stagionali, ansia e depressione. Scegliere la lentezza vuol dire sperimentare la pratica dello slow living, dedicarsi a mansioni più rilassanti, prendersi delle pause dai dispositivi elettronici, allentare con gli impegni. Svolgere attività come lo yoga dolce, la meditazione o la lettura, migliora l’umore e la qualità del sonno. L’atmosfera autunnale invita anche all’introspezione, rivelandosi il momento ideale per riflettere sugli obiettivi personali e pianificare il futuro in maniera efficace, rallentare, infatti, offre lo spazio mentale necessario per valutare gli atti, stabilire le priorità ed elaborare le strategie per affrontare il nuovo anno.
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5 # Pratica il radicamento
L’autunno è una stagione caratterizzata da un’energia mutevole: con l’arrivo del freddo, la riduzione della luce e i cambiamenti nella natura, corpo e mente diventano più volubili, e molti di noi sperimentano uno stato di malinconia e affaticamento. Per questo è importante promuovere il radicamento, un processo che aiuta sintonizzarci con l'essenza più profonda delle cose, favorendo la calma e l'equilibrio indispensabili per affrontare i cambiamenti. |
Lo Yoga aiuta questo processo, in generale saranno utili tutte le posizioni e le meditazioni legate al primo chakra, quelle che favoriscono l'introspezione e quelle che invitano ad una maggiore connessione con la terra e con le proprie radici. Fra gli stili più adatti l’Hatha Yoga, che si concentra su stabilità e consapevolezza, facendoci ritrovare equilibrio e calma, e lo Slow Flow che offre fluidità, forza e flessibilità a un ritmo moderato, utile a riconnetterci con la natura e a regolare i ritmi circadiani. Un altro stile perfetto è il Restorative Yoga che aiuta a ridurre l'affaticamento e lo stress tipici dei periodi di passaggio, favorendo il recupero energetico e contrastando la sensazione di esaurimento che può accompagnare l’adattamento al clima più freddo.
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Scegliere il giusto stile di Yoga
Con l’aumento delle temperature optare per una routine di Yoga adatta alle esigenze estive può migliorare il benessere e il comfort percepito durante l’esercizio sul tappetino. Accordare lo stile ai cicli stagionali permette di mantenere un allenamento sempre piacevole e godere al massimo dei relativi benefici, senza stressare inutilmente il corpo e la mente. In tal modo è possibile garantire una maggiore sicurezza e continuità alla pratica, che spesso con l'arrivo del caldo subisce uno stop forzato proprio a causa delle condizioni climatiche estreme. Ecco, dunque, una breve guida ai migliori stili di yoga per la stagione estiva.
Quando arriva il caldo
Durante l'estate l’organismo è sottoposto a un maggiore stress termico a causa delle temperature elevate e dell'umidità, per continuare la consueta attività fisica sarebbe bene considerare con attenzione ai propri bisogni e apportare alcune modifiche all'allenamento. Occorre, dunque, adeguare la pratica per scongiurare gli effetti negativi dovuti al caldo, come la disidratazione, le problematiche cardiocircolatorie e i colpi di calore in cui possiamo incorrere durante lo svolgimento dell'attività fisica. Persino la psiche viene messa a dura prova in questo periodo, perciò può essere importante tenere conto del fatto che il calore eccessivo può generare confusione e irritabilità.
Stili di Yoga ideali per l'estate
Lo Yoga si è evoluto e ramificato nel tempo dando origine a numerosi stili, alcuni di essi si rivelano più adatti rispetto agli altri per essere praticati durante la stagione calda. Quelli più appropriati sono sicuramente gli stili meno dinamici e poco intensi: essi, infatti, aiutano a limitare il surriscaldamento corporeo e a calmare la mente, pertanto possono essere praticati anche quando le temperature salgono. A seguire i tre stili di Yoga perfetti per l’estate.
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# Slow flow Si tratta di una variante un po' meno dinamica del Vinyasa Yoga, che predilige movimenti fluidi e lenti accordati al respiro e si concentra a più lungo sulle posizioni, sviluppando forza e consapevolezza, per questo si può considerare una meditazione in movimento. È perfetto per l’estate in quanto aiuta a gestire le energie e ci fa muovere senza l'intensità degli stili più vigorosi, fornendo un effetto equilibrante e rigenerante.
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# Yin Yoga Questo stile prevede il mantenimento delle posizioni per periodi molto prolungati, tipicamente dai tre ai cinque minuti, in quanto si focalizza sull’allungamento graduale dei muscoli e dei tessuti connettivi, per promuovere la flessibilità assieme ad un approccio calmo e profondo alla pratica. Questo stile è molto rinfrescante e riposante, ideale per il clima caldo, quando il corpo ha bisogno di rilassarsi e rigenerarsi, piuttosto che generare ulteriore calore.
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# Restorative Yoga È uno degli stili più soft che lo Yoga possa offrire, durante la lezione si eseguono solo pochi asana, nei quali si sosta in maniera dolce e prolungata grazie all'utilizzo di supporti per il corpo, come cuscini e blocchetti, per sostenere al meglio il praticante e promuovere un profondo stato di rilassamento. Tale stile è adatto anche ai più pigri ed è perfetto per le giornate più calde, in quanto implica movimenti minimi e predilige posizioni estremamente riposanti.
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Consigli generali
Non sempre si desidera cambiare il proprio stile: un buon compromesso consiste nell'affiancare il proprio stile abituale ad uno più adatto all'estate, preferibilmente alternando le due pratiche. Alcune volte, invece, è difficile o impossibile trovare nelle vicinanze delle classi di yoga adatte alla stagione estiva, tuttavia, avendo a disposizione una buona connessione internet, si potrà facilmente rimediare con delle lezioni on line che ci permettono di praticare a casa e persino in vacanza.
In ogni caso, qualsiasi stile di Yoga si scelga di adottare durante i mesi più caldi è bene osservare alcune semplici regole generali che ci eviteranno spiacevoli inconvenienti, come indossare abiti leggeri, prediligere pratiche brevi o a bassa intensità, mantenere un'adeguata idratazione e praticare nelle ore più fresche in ambienti ben ventilati e al riparo dal sole. Infine, ricordiamo che è fondamentale ascoltare sempre il proprio corpo, soprattutto in condizioni climatiche particolari. Buona pratica!
In ogni caso, qualsiasi stile di Yoga si scelga di adottare durante i mesi più caldi è bene osservare alcune semplici regole generali che ci eviteranno spiacevoli inconvenienti, come indossare abiti leggeri, prediligere pratiche brevi o a bassa intensità, mantenere un'adeguata idratazione e praticare nelle ore più fresche in ambienti ben ventilati e al riparo dal sole. Infine, ricordiamo che è fondamentale ascoltare sempre il proprio corpo, soprattutto in condizioni climatiche particolari. Buona pratica!
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Slow life, vivere con lentezza
Lo slow living è uno stile di vita che promuove la semplicità, l’equilibrio e la sostenibilità, sottolinea l’importanza di costruire connessioni profonde e significative con le persone, gli animali e la natura, portando a sperimentare nel quotidiano un maggiore senso di benessere e felicità. Questa filosofia, che incoraggia ad agire in modo più intenzionale e consapevole, aiuta a riappropriarsi del proprio tempo, delle emozioni, ma soprattutto di se stessi, rallentando e semplificando la vita al fine di raggiungere uno stato di serena contentezza e soddisfazione.
Una delle sfide dello slow living è quella di riuscire a fare breccia nelle nostre giornate frenetiche: inserire questa filosofia nella propria quotidianità può regalare nuove prospettive e rivelare il mondo da un diverso punto di vista, quello più compatibile con i nostri ritmi naturali e le nostre reali esigenze, rendendoci delle persone più soddisfatte e felici. Incorporare le pratiche di slow living nella routine quotidiana aiuta a condurre una quotidianità più arricchente e gratificante, in questo articolo esploreremo i modi più semplici per introdurre questa filosofia nel proprio stile di vita.
Una delle sfide dello slow living è quella di riuscire a fare breccia nelle nostre giornate frenetiche: inserire questa filosofia nella propria quotidianità può regalare nuove prospettive e rivelare il mondo da un diverso punto di vista, quello più compatibile con i nostri ritmi naturali e le nostre reali esigenze, rendendoci delle persone più soddisfatte e felici. Incorporare le pratiche di slow living nella routine quotidiana aiuta a condurre una quotidianità più arricchente e gratificante, in questo articolo esploreremo i modi più semplici per introdurre questa filosofia nel proprio stile di vita.
Lo slow living nella vita quotidiana
Se avverti il bisogno di una vita più appagante, se desideri che il tuo lavoro e le tue relazioni siano più serene, in armonia con i tuoi valori, e vorresti sentirti più connesso con gli altri e con quello che fai, è ora di scalare la marca e passare a un ritmo di vita più lento e su misura, per far ciò occorre introdurre occorre introdurre nelle tue giornate un mix di consapevolezza, minimalismo e sostenibilità, ecco 12 modi per mettere in pratica uno stile di vita slow e scoprirti più felice e appagato.
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1# Rispetta i ritmi naturali, ogni cosa richiede il giusto tempo per crescere e maturare in maniera armoniosa, così anche l'essere umano necessita di rispettare alcuni ritmi fisiologici per mantenere la salute fisica e mentale: cerca di regolare il tuo orologio circadiano di sonno-veglia e ricorda che dovresti dormire per almeno otto ore ogni notte per dare modo all'organismo di riparare i danni e rigenerarsi; onora il tuo corpo con le giuste cure, pratica un'attività fisica regolare, esponiti correttamente al sole e adotta una dieta sana; segui l'avvicendarsi delle stagioni sia nell'alimentazione che nelle scelte che compi quotidianamente, armonizzare i cicli della natura nelle azioni quotidiane aiuta a vivere in maniera più serena e ad entrare in connessione con la propria essenza e con quella dell'ambiente in cui viviamo
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2# Inizia lentamente e in modo intenzionale la tua giornata, si dice che la mattina abbia l'oro in bocca, infatti è il momento perfetto per ripassare i buoni propositi e per introdurre un rituale benefico che ti aiuti ad affrontare con più carica e determinazione il giorno che sta per svolgersi: trova alcuni minuti per meditare, scrivere un diario o praticare una breve sessione di yoga, se è necessario anticipa un pochino l’orario della sveglia, questo ti permetterà dedicare del tempo di qualità tutto per te e di andare incontro alla tua giornata con un mood positivo e con molta più energia
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3# Crea dei rituali fatti di gesti lenti e consapevoli, sono proprio l’intenzione e la consapevolezza che spesso vengono meno nel flusso frenetico delle azioni giornaliere, stabilire un rituale aiuta a rendere sacro uno spazio di tempo in modo da dedicare più cura e attenzione a noi stessi e all’attività che stiamo svolgendo, seguire una routine personale tiene a bada l’ansia ed è rassicurante, in quanto rende la quotidianità più calma e programmata, si tratta di stabilire delle sequenze di azioni che rendono più piacevole e profonda la connessione con quello che facciamo, possono essere le più svariate, legate al lavoro, ad una passione, alla salute, al cibo, alla cura del corpo, all’attività fisica, al relax e al riposo, basta scegliere quella più idonea a noi.
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4# Fai delle pause durante la giornata per staccare la presa dal lavoro, dalla tecnologia e dalle attività più impegnative, prenditi un po' di tempo per rilassarti in maniera semplice e naturale, allontanati dai monitor e dalle altre distrazioni su schermo, stop quindi a smartphone, videogiochi e social media, lascia spazio, invece, ad attività che siano concrete e piacevoli per favorire connessioni reali e di qualità, come fare una passeggiata, osservare la natura, preparare una tazza di tè o incontrare un amico per fare due chiacchiere.
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5# Prepara il cibo con le tue mani tutte le volte che puoi, fallo lentamente e con amore, utilizzando ingredienti freschi, meglio se scegli quelli che generano un basso impatto ambientale e di sofferenza, come gli alimenti vegetali; usa il momento dei pasti come un'opportunità per nutrire l’anima e connetterti più profondamente con il cibo che assumi; siediti e mangia con consapevolezza, assaporando il gusto e la consistenza di ogni boccone, stare a tavola sarà un'esperienza davvero piacevole e rifocillante, una pausa di benessere all'interno della tua giornata.
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6# Coltiva le passioni rilassanti e costruttive, dedicati ad attività ricreative che ti regalino gioia e serenità, come leggere, dipingere, prendersi cura dell’orto, fare giardinaggio, praticare uno sport, suonare uno strumento, trascorrere del tempo con i propri cari e gli animali d'affezione, fare un’escursione e qualunque altra cosa faccia stare bene e non crei disagio al prossimo o all’ambiente, dedicarsi alle attività che ci piacciono aiuta ad arricchirsi e rigenerarsi, avremo, così, più stimoli ed energie per affrontare anche le cose che amiamo un po’ meno
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7# Pratica la gratitudine, anche questo è un piccolo rituale perfetto per le tue giornate slow: ogni mattina prima di iniziare la giornata oppure ogni sera prima di andare a dormire scrivi tre cose per cui ti senti grato, possono essere anche apparentemente banali, come il buon sapore di una pietanza, un sorriso o il profumo del mare, questo esercizio porterà luce e consapevolezza nella tua vita, ti farà apprezzare le cose e le persone che ti circondano e sentire più soddisfatto della tua quotidianità
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8# Preserva le energie, spesso siamo sommersi da una quantità spropositata di impegni e facciamo fatica a gestirli correttamente, ritrovandoci sempre di corsa, ansiosi e sopraffatti, se ti senti così è arrivato il momento di fare un un bel decluttering mentale ed eliminare azioni e pensieri superflui dalla tua vita: il tempo è prezioso, evita, perciò, di dedicarti a tutte quelle occupazioni su cui investi le tue risorse ed energie solo perché lo fanno gli altri, ma che in definitiva non aggiungono alcun valore alla tua vita, quindi, fai una cernita e mantieni solo le attività e le relazioni che ti arricchiscono davvero, la vita è una sola, è un peccato sprecare il proprio tempo per cose inconsistenti.
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9# Sii minimalista, riduci i beni e i consumi, quello di stare attenti allo spreco è un aspetto che riguardava i nostri antenati, ma che abbiamo perso grazie al fatto che viviamo un relativo stato di benessere rispetto al passato, ormai è normale tenere acceso il riscaldamento anche quando siamo fuori per trovare la casa calda, fare lunghe docce e bagni ristoratori, tenere le luci e i dispositivi accesi anche se non li stiamo usando; prova a contemplare di mettere un maglione in più per abbassare il termostato, spegni i dispositivi quando non servono e dedica più tempo ad attività lente e concrete, scegli elettrodomestici da bassi consumi e se possibile usa energia rinnovabile, anche il tuo portafogli e il pianeta ringrazieranno. Infine chiediti sempre se è il caso di fare un nuovo acquisto e se è davvero necessario, perché magari è poco sostenibile o possiedi già un oggetto simile (vedi punti successivi)
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10# Fai scelte consapevoli quando fai acquisti, compi un’azione o intraprendi una nuova esperienza, che si tratti di cibo, di un lavoro, di un viaggio, di un capo abbigliamento o di un elettrodomestico valuta sempre l’impatto ambientale e quello in termini di sofferenza che può quell’attività o la produzione di quel determinato oggetto, anche nel caso in cui si tratti di un bene immateriale, se è vero che è quasi impossibile non perturbare il delicato equilibrio del nostro pianeta è anche vero che possiamo cercare di conciliare le nostre esigenze con quelle dell’ambiente, riducendo le quantità, facendo scelte ecologiche e quando possibile comprando beni più sostenibili, vivere in armonia con la natura è molto più gratificante di accumulare roba e esperienze i utili o dannose
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11# Fai decluttering a casa e in ufficio, più accumuliamo più aumentano il disordine intorno a noi e dentro di noi, incrementando la sensazione di disagio e soffocamento che ne consegue, se hai bisogno di più spazio, ti senti sommerso dalla roba, non riesci a trovare le cose nel momento in cui ti servono, è giunta l'ora di liberarti degli oggetti superflui: prima di fare nuovi acquisti seleziona ed elimina ciò che non usi più, fare mente locale ti aiuterà a catalogare e a rinvenire gli oggetti seppelliti dall’eccesso di roba, a capire ciò di cui realmente hai bisogno, quindi, a evitare di comprare doppioni, questo, oltre ad abbattere gli sprechi, ti insegnerà a "viaggiare" leggero, creerà più spazio e ordine nell’ambiente in cui vivi come nella tua mente.
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12# Ricicla, dare una seconda vita agli oggetti in disuso è utile per ridurre lo spreco e stimolare la propria creatività, riutilizzare le cose in maniera fantasiosa, trasformare i materiali di scarto qualcosa di nuovo, ti permetterà di ottenere oggetti originali e sostenibili a un costo ridottissimo e soprattutto a basso impatto ambientale; il riciclo e il riuso possono essere attività molto piacevoli, che danno libero sfogo all’immaginazione, aguzzano l'ingegno, sviluppano lo spirito di adattamento, insegnano il rispetto per l’ambiente e regalano piccole soddisfazioni, perfette da svolgere da soli, ma anche da proporre a grandi e piccini per trascorrere insieme delle ore liete e di qualità, coinvolgendoli in attività utili, creative e divertenti.
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Circondati di verde
Lo stile di vita moderno ci porta a trascorrere molto tempo al chiuso, purtroppo in questo modo perdiamo tutti gli effetti positivi dello stare all’aria aperta in mezzo alla natura, per questo arricchire di verde gli spazi in cui soggiorniamo può essere una soluzione per migliorare la qualità della nostra vita. Le piante, infatti, oltre a decorare splendidamente abitazioni e luoghi pubblici, posseggono delle vere e proprie virtù nascoste, che risiedono nelle loro naturali capacità di sostentamento e di adattamento all’ambiente, in grado di apportare diversi benefici per l’essere umano sia sul piano fisico che psicologico. A seguire scoprirai i tre super poteri delle tue amiche verdi che incrementeranno il tuo benessere e quello del luogo in cui vivi.
I tre super poteri delle piante
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1 # Climatizzante Tutti abbiamo sperimentato quanto possa essere ristoratore ripararsi sotto la chioma di un albero in un'assolata giornata estiva, in realtà guardando oltre al semplice beneficio locale, scopriremo che i vegetali lavorano molto più in grande. Le piante, infatti, oltre a produrre ombra, regolano le quantità di ossigeno e di anidride carbonica del nostro pianeta attraverso la fotosintesi e la traspirazione, aiutando a contrastare il cambiamento climatico. Poste all’esterno e all’interno delle nostre case svolgono in piccolo le stesse funzioni, immettendo nuovo ossigeno nell’aria, ricreando un microclima con condizioni favorevoli e aiutandoci a mantenere gli ambienti con il giusto grado di umidità, più freschi d’estate e protetti d'inverno. Già nei quartieri più moderni di alcune grandi città come Milano e Singapore si migliora l’efficienza termica degli edifici dotando gli spazi esterni (privati e comuni) di splendidi giardini verticali, che, oltre ad abbellire le facciate, riparano dagli agenti atmosferici e prevengono l’effetto "isola di calore". |
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2 # Filtrante L’anidride carbonica e il particolato sono sostanze che provocano danni all’apparato cardio respiratorio, asma e insorgenza di tumori. Le piante, oltre a produrre ossigeno, riducono l’inquinamento atmosferico e purificano l’ambiente in cui si trovano, diminuendo l’incidenza di tali patologie con grande beneficio per i nostri polmoni e per la nostra salute generale. Le nostre amiche verdi, infatti, sono in grado di ridurre gli inquinanti intrappolandoli nella peluria delle foglie e assorbendoli attraverso dei forellini, detti gli stomi, presenti nel fogliame, e di rigenerare l'aria, immettendo nuovo ossigeno nell'atmosfera, tali incredibili capacità le rendono dei veri e propri filtri naturali. In parte è possibile godere di questi benefici anche a casa propria, arredando le stanze e il terrazzo con le piante che presentano più spiccatamente queste virtù, alcune di loro in particolare sono in grado di depurare gli ambienti interni filtrando polveri sottili, sostanze tossiche e muffe, restituendo così una qualità dell’aria migliorata all’interno dei locali in cui sono posizionate. |
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3 # Psicoterapico Ebbene sì, le nostre amiche verdi si prendono cura anche della nostra mente, è noto che il loro colore, dovuto alla clorofilla e necessario per assorbire e trasformare la luce del sole nel nutrimento utile al proprio sostentamento, favorisce il rilassamento negli esseri umani: è provato come la presenza di piante sia in grado di migliorare sensibilmente l’umore e la concentrazione, dal momento che rende l'ambiente più familiare e confortevole, richiamando alla mente i ricordi ancestrali del nostro habitat naturale. Grazie a queste loro magnifiche qualità sono in grado ottimizzare le nostre prestazioni intellettive e di distendere i nervi, rendendoci più calmi e produttivi, perciò, se non lo abbiamo ancora fatto, riempiamo di verde la nostra abitazione, ma anche la nostra postazione di lavoro, gli uffici e i luoghi pubblici. Dedicarsi ad attività in mezzo al verde, inoltre, come il giardinaggio, ha un grande effetto equilibrante e stabilizzante per la psiche, ci aiuta a comprendere i cicli della vita, ci insegna la virtù della costanza e l’arte dell’attesa. |
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Che cos’è lo Slow living
Al giorno d’oggi bisogna fare i conti con un mondo in rapidissima evoluzione, sovrastimolante e pieno di impegni, che spesso non tiene conto delle naturali esigenze dell’essere umano, così, molti si ritrovano a correre una gara quotidiana per cercare di tenere il passo con il ritmo incalzante delle giornate, finendo per esserne travolti, questo li renderà degli individui esausti, stressati e sovrastati dall’ansia. Lo Slow living (o Slow life) è uno stile di vita che offre un antidoto allo frenesia moderna, incoraggiando le persone a rallentare, a semplificare la propria vita e a riconnettersi con il momento presente. In questo articolo esploreremo la filosofia alla base dello Slow living, le sue origini, i principi chiave e per quale motivo introducendola nella propria vita ci renderà delle persone più sane e felici.
Le origini della filosofia Slow
Il movimento Slow nasce in Italia negli anni ’80 come risposta allo stile di vita frenetico che stava diventando sempre più comune. Il primo nucleo lo si riscontra a partire dal 1986 quando Carlo Petrini protesta contro l'apertura di un McDonald's in Piazza di Spagna a Roma, al seguito del quale pone le basi di Slow Food, un movimento emerso principalmente come reazione alla standardizzazione del cibo portata dall’industria del fast food. L’idea era quella di contrastare gli apparenti benefici legati alla rapidità e alla comodità dei fast food, che purtroppo celavano un risvolto subdolo, in quanto veniva meno la ricchezza e la varietà del patrimonio culturale culinario e proponeva alimenti poco salubri, prodotti con metodi intensivi e invasivi, lontano dai ritmi naturali e dal rispetto per gli ecosistemi.
Slow Food promuoveva, invece, il consumo di prodotti locali, sostenibili e stagionali, nel tempo la sua area di interesse, che inizialmente era concentrata esclusivamente sul cibo e sul modo in cui veniva prodotto, si espanse sull’intero costo ambientale del consumo veloce di prodotti e di beni di ogni tipo, fino a diventare una critica aperta alla società consumistica, contro la politica dell’usa e getta e dello spreco, evolvendosi in una vera e propria filosofia che coinvolge i diversi ambiti della vita, conosciuta oggi con il nome di Slow living o Slow life.
Le radici dello Slow living, dunque, affondano nel movimento Slow Food, tuttavia, molte altre fonti lo hanno nutrito e ispirato e ancora oggi continuano a farlo: in primis il "dolce far nulla" anch'esso tipico del Bel Paese, la cui origine risale alla pratica dell’otium di epoca romana e in cui si dà spazio all’ozio positivo, vissuto come un momento piacevole, rilassante e spesso creativo; spostandoci più a nord è l’Hygge che ha esercitato la sua influenza di stile, un fenomeno danese e diffuso in generale nei paesi nordici che si prefigge di creare negli ambienti un'atmosfera piacevole e confortevole dove godere delle piccole cose belle in compagnia delle persone che stimiamo; non possono mancare le filosofie orientali e le pratiche ad esse connesse, come ad esempio la meditazione yoga, che favorisce il benessere psicofisico della persona, lo sviluppo della consapevolezza e la conoscenza di se stessi; troviamo delle affinità anche nell’Ikigai, uno stile di vita originario del Giappone che invita a trovare lo scopo della propria esistenza e ad affrontare la quotidianità con gentilezza, passione e dedizione; ultimi, non certo per importanza, i movimenti green ed ecologisti, che con la loro attenzione all’ambiente e ai ritmi naturali oggi hanno sempre più un'influenza determinate nella definizione dei principi dello Slow living.
I 5 pilastri dello Slow Living
Per vivere con meno stress le nostre giornate dovremmo adottare un ritmo di vita più lento, concentrarci sulle cose davvero significative, riducendo i consumi, l’accumulo di beni materiali inutili e i mille impegni quoditiani. Lo Slow living riguarda il vivere intenzionalmente, si concentra sull’assaporare le esperienze, sul costruire connessioni di valore, sul godere dei piaceri della vita più semplici e basilari, è una filosofia che incoraggia a disinnescare il pilota automatico, stimolando le persone a prendersi il giusto tempo per riflettere e fare scelte in linea con i propri valori. I pilastri che stanno alla base dello Slow living si fondano tutti sul rispetto degli esseri viventi e dell’ambiente, qui sotto elenchiamo i cinque principi più importanti.
1# Lentezza. Non si può vivere di corsa tutto il tempo, una vita indaffarata non corrisponde ad una vita piena, lo Slow living ci invita a vivere lentamente, a prenderci delle pause dalla frenesia quotidiana, per riscoprire la bellezza delle cose semplici e dei ritmi naturali, questo non significa vivere al rallentatore, piuttosto implica trovare un equilibrio tra lavoro, riposo e svago, in armonia con i cicli della natura. Si tratta di dare priorità alla qualità del tempo e non alla quantità di azioni che compiamo ogni giorno, in questo modo useremo le nostre energie in maniera più proficua ed equilibrata, allontaneremo l’ansia e lo stress, inoltre, saremo in grado di ripristinare il giusto livello di benessere per il corpo e per la mente.
2# Consapevolezza. Lo Slow living incoraggia le persone a conoscere più in profondità le cose, invita a informarsi il più possibile prima di compiere le proprie scelte, a leggere il mondo in maniera imparziale, quindi, a impegnarsi pienamente nelle attività che si stanno svolgendo. Ciò significa concentrarsi sul momento presente, per far sì che le nostre scelte siano più coerenti con i nostri principi e che gli obiettivi che ci poniamo siano in linea con le nostre reali esigenze nel rispetto del prossimo e dell’ambiente. In questo modo trarremo maggiore soddisfazione dalle nostre azioni, comprenderemo meglio noi stessi e il mondo che ci circonda, percepiremo la nostra vita come più serena e appagante.
3# Connessione. Siamo tutti interconnessi, la nostra esistenza dipende da un delicato equilibrio, con gli altri esseri viventi e con l’ambiente. Le nostre idee e le nostre azioni assumono valore quanto più entriamo in connessione con ciò che stiamo facendo, con gli individui con cui e per cui le compiamo, con l’ambiente dove le sviluppiamo e con gli oggetti che usiamo per realizzarle. Essere connessi vuol dire comprendere meglio il mondo, generare empatia, vivere il momento presente e le relazioni in maniera equilibrata e con grande soddisfazione, ed è per questo che lo Slow living promuove la costruzione di connessioni profonde basate sul rispetto, non solo tra le persone, ma anche con gli animali e la natura.
4# Sostenibilità. La filosofia dello Slow living presta attenzione all’equilibrio tra consumo umano e ambiente, promuovendo una vita a basso impatto sull’ecosistema e riducendo il più possibile lo spreco delle risorse del pianeta. Sostenibilità significa soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli della generazione futura, l’essere umano, infatti, è parte di un equilibrio più complesso, ogni gesto che compiamo ha una ripercussione sulle altre figure in gioco, questo implica un grande senso di responsabilità e di rispetto per l'altro, bisogna essere lungimiranti perché spesso le conseguenze delle nostre azioni non si vedono nel breve termine, le nostre scelte di oggi sono importanti per il futuro dei nostri figli e degli altri esseri viventi.
5# Minimalismo. Lo Slow living suggerisce che dovremmo fare ordine nelle nostre case così come nelle nostre teste, vivendo in maniera più sobria e semplice e concentrandoci su quello che è veramente essenziale per noi. Un buon modo far ordine è creare una lista delle nostre priorità, cioè capire quali siano le cose che hanno una reale importanza per noi, e praticare il non attaccamento, lasciando andare i beni, le attività e le relazioni che non aggiungono valore alla nostra vita. Avere meno per essere di più è una prospettiva che ci fa sentire più leggeri, aiuta a spogliarsi degli elementi che appesantiscono la nostra vita, creando spazio per accogliere nuova linfa, insegna a dare il giusto valore alle cose e a riconoscere ciò che realmente può renderci felici.
Perché scegliere la Slow Life: il rapporto tra felicità, salute e lentezza
Mettere in pratica i principi dello Slow living all’interno della vita quotidiana può sembrare una sfida difficile, visti i ritmi a cui siamo sottoposti, tuttavia i benefici che ne conseguono possono fare la differenza sul nostro benessere psicofisico e sul conseguimento della nostra felicità. Vivere lentamente corrisponde a vivere più felici, aiuta a riappropriarsi del proprio tempo e delle proprie emozioni, ma soprattutto a ritrovare se stessi: rallentando i ritmi e semplificando la nostra vita, possiamo ridurre l'ansia e lo stress, ottenendo maggiore pace, contentezza e soddisfazione. Lo Slow living con la sua attenzione verso la semplicità, l’equilibrio e la sostenibilità, promuove la costruzione di connessioni profonde e significative con le persone, gli animali e la natura, per questo migliora le relazioni interpersonali, rendendole più autentiche e profonde, incrementando la stabilità e l’equilibrio della nostra sfera emotiva e incoraggiandoci a vivere in modo più intenzionale, consapevole, in linea con i nostri valori.
Vivere lentamente può contribuire a migliorare la salute, optare per una dieta slow incrementa la nostra consapevolezza in ambito alimentare, ci aiuterà a scegliere prodotti più genuini e a preparare con le nostre mani pietanze più sane, la Slow life ci invita a dedicare più tempo a noi stessi, con un incremento del benessere psicofisico, perché siamo più portati all'ascolto e a soddisfare le esigenze naturali come la cura del corpo e lo svolgimento regolare l'attività fisica, infine, seguire i giusti ritmi può contribuire alla riduzione del rischio di malattie metaboliche croniche, come diabete, pressione alta e malattie cardiocircolatorie, dove alti livelli di stress, una dieta e uno stile di vita poco attenti hanno un impatto significativo sulla loro insorgenza.
Introdurre le pratiche di Slow living nella routine giornaliera ci fa scoprire la bellezza di gesti lenti e antichi, scorgere il miracolo dei cicli naturali, ci permette di assaporare il cibo con maggior gusto, aiuta a scegliere e dare valore alle azioni che compiamo ogni giorno, a sviluppare relazioni serene, ci fa godere del momento presente, spingendoci a vivere le esperienze quotidiane in maniera arricchente e gratificante.
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Una pausa dallo yoga: quando la pratica si blocca
Voglia di tappetino zero? Non disperare, è perfettamente normale prendersi un periodo di riposo dallo yoga, ricorda che una pausa ogni tanto è fisiologica, anzi può essere utile per ritornare sul tappetino con più grinta di prima. Anche ai più ferventi yogin prima o poi capita di interrompere la propria pratica per un periodo anche consistente, i motivi possono essere svariati: impedimenti fisici, ragioni di salute, esigenze emotive, un viaggio, un infortunio, le festività, le ferie o la semplice pigrizia, un classico tra tutti è la crisi che investe il praticante dopo l'intervallo estivo o le vacanze natalizie. Durante queste pause i nostri ritmi cambiano, così come le nostre priorità, e al termine del periodo di fermo la voglia di ricominciare spesso fatica a farsi sentire, così la frustrazione sale e può diventare ancora più difficile riprendere la pratica dello Yoga.
Come riprendere a fare yoga
Se vuoi ricominciare, però, è giunto il momento di allontanare le scuse e i sensi di colpa: il primo passo è sempre il più difficile da compiere, ma vedrai che con un pizzico di buona volontà ritroverai la voglia di salire sul tappetino. Ecco, dunque, cinque suggerimenti per riprendere felicemente a praticare, puoi scegliere di seguirne uno solo oppure più di uno in contemporanea.
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1 # Organizza lo spazio Lo yoga aiuta a fare pulizia dentro di noi, lasciando andare le cose inutili per dare spazio a nuova linfa e a sentimenti positivi, allo stesso modo, praticare in un ambiente che rifletta questa vocazione è importante per liberarci di tutte quelle cose che appesantiscono e ostacolano la nostra pratica. Scegli un angolo da dedicare allo yoga, elimina da lì tutte le cose superflue e tieni solo gli oggetti che riportano l’attenzione alla pratica, come il tuo cuscino da meditazione, una pianta che ami o qualche candela, uno spazio pulito e ordinato favorisce la concentrazione e sarà una sorta di richiamo per la tua mente, che rinverdirà il desiderio di ritornare sul tappetino. |
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2 # Rendi sacro il tempo per te Trova un momento nella tua giornata tutto per te e rendilo sacro. Se le tue 24 ore fossero troppo piene, basteranno pochi minuti al mattino presto o alla sera prima di andare a dormire, l’importante è che per nessuna ragione rinuncerai a quel tempo per te, esso rappresenta la tua base di partenza: il tuo nuovo impegno quotidiano sarà stendere il tappetino e sederti lì per quei cinque minuti. Ricordi il benessere che si prova salendo sul tappetino? Come tutto è più leggero dopo aver fatto yoga? Chiudi gli occhi e lasciati ispirare da queste sensazioni. Puoi continuare con una respirazione semplice, come Nadi Shodhana, oppure scrivere su un foglio le cose per cui ti senti grato o ancora con una sessione di asana, altrimenti un bel namaste basterà per terminare la tua pratica del giorno, è già perfetta così. Se riuscirai a mantenere questo piccolo rituale quotidiano, ti starai avviando nella giusta direzione, lo Yoga è un cammino più che una destinazione. |
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3 # Condividi la tua esperienza Condividere il tuo amore per lo yoga con qualcun altro può essere un’attività estremamente stimolante, in grado di far germogliare tante nuove sensazioni e di ravvivare l'interesse perduto, incoraggiandoti a riprendere la tua pratica abituale. Organizza un incontro rilassante con una persona che vuole saperne di più o che come te sente l'esigenza di praticare, può essere un amico, un collega, ma anche un familiare o un gruppo di persone, basterà semplicemente parlare della tua esperienza davanti ad una bella tisana e magari esplorare alcuni aspetti più teorici dello yoga oppure condividere una pratica dolce con chi ti è accanto in questa piccola avventura. |
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4 # Iscriviti ad un corso Che sia on-line o dal vivo non importa, iscriversi ad un corso spesso si rivela il miglior incentivo alla pratica: ascoltare un insegnante che ci piace, conoscere o rivedere i vicini di tappetino, possono darci una spinta in più per ricominciare, inoltre, dopo aver acquistato un abbonamento, si è generalmente più spronati ad uscire di casa anche per non sprecare le risorse economiche impiegate; se invece ne seguivi già uno e proprio non riesci a riprendere, forse è il momento di cambiare corso o scuola, non è detto che in questa fase della tua vita quel determinato insegnante o quel particolare stile di yoga siano i più congeniali. |
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5 # Nutri la mente Lo Yoga non si limita all'esecuzione delle posizioni sul tappetino, è molto importante nutrire anche la mente e il cuore, senza fare questo rischi che dopo un po’ la tua passione per questa disciplina si affievolisca sino ad appassire del tutto. Meditare è un'ottima scusa per tornare sul tappetino: durante la tua prossima seduta di meditazione stabilisci un sankalpa, ti darà l’opportunità di concentrarti sulle tue intenzioni positive, come quella di tornare a praticare in maniera regolare. Potrai trarre grande ispirazione anche dalla lettura: leggi un libro sullo Yoga, imparerai nuove cose che potrai mettere in pratica nella tua vita e sul tappetino. I nuovi stimoli, si sa, riaccendono la passione: partecipa a una conferenza o a un seminario di Yoga, ti permetterà di scoprire cose che non conoscevi e che daranno nuova linfa anche alla tua pratica fisica. |
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Giardinaggio, il benessere è verde
Il giardinaggio è una pratica salutare e adatta a tutti, in quanto incrementa sensibilmente benessere delle persone che la svolgono con regolarità, apportando diversi benefici sia a livello fisico che mentale. Trascorrere del tempo all'aria aperta è proprio un toccasana a cui troppo spesso rinunciamo, il contatto con la natura aiuta a riconnetterci con i ritmi delle stagioni e stimola riflessioni utili per la crescita personale: stare in mezzo al verde, infatti, ci fa sentire più calmi e rilassati e secondo il parere della scienza contribuisce a mantenerci in forma e in salute.
La cura delle piante è un'attività che migliora la qualità della vita e che può dare grandi soddisfazioni. Al contrario di come si pensa, non occorrono grandi spazi né una campagna, possiamo coltivare le nostre piante anche in un contesto molto più piccolo e meno bucolico, come quello urbano; così, il nostro personale giardino potrà essere una semplice aiuola sotto casa, il terrazzo, il balcone, un davanzale, persino una cassetta riempita di terra può bastare, e se non disponessimo di uno spazio tutto nostro o avessimo voglia di compagnia, un orto condiviso farà al caso nostro.
La cura delle piante è un'attività che migliora la qualità della vita e che può dare grandi soddisfazioni. Al contrario di come si pensa, non occorrono grandi spazi né una campagna, possiamo coltivare le nostre piante anche in un contesto molto più piccolo e meno bucolico, come quello urbano; così, il nostro personale giardino potrà essere una semplice aiuola sotto casa, il terrazzo, il balcone, un davanzale, persino una cassetta riempita di terra può bastare, e se non disponessimo di uno spazio tutto nostro o avessimo voglia di compagnia, un orto condiviso farà al caso nostro.
I benefici per il corpo
Ai nostri giorni molte persone tra lavoro, famiglia, studio e attività indoor trascorrono la maggior parte della loro giornata al chiuso, con una serie di spiacevoli conseguenze a volte anche di grave entità. Dedicarsi al gardening spinge a stare più tempo all’aperto, si è visto che chi lo pratica abitualmente detiene livelli di benessere superiori del 6% rispetto a chi non lo fa.
Grazie all’esposizione al sole riusciamo a sintetizzare una quantità maggiore di vitamina D, ciò si ripercuote positivamente anche sull'assorbimento del calcio, con grande beneficio per le ossa, l’apparato cardiocircolatorio e il sistema immunitario; infatti, con giusti livelli di questi micronutrienti si riduce il rischio di osteoporosi e di malattie cardiache, inoltre, è stato dimostrato che la pratica regolare del giardinaggio si rivela benefica anche nel contrastare l'insorgenza di demenza e ictus.
Grazie all’esposizione al sole riusciamo a sintetizzare una quantità maggiore di vitamina D, ciò si ripercuote positivamente anche sull'assorbimento del calcio, con grande beneficio per le ossa, l’apparato cardiocircolatorio e il sistema immunitario; infatti, con giusti livelli di questi micronutrienti si riduce il rischio di osteoporosi e di malattie cardiache, inoltre, è stato dimostrato che la pratica regolare del giardinaggio si rivela benefica anche nel contrastare l'insorgenza di demenza e ictus.
Prendersi cura di uno spazio verde aumenta l’aspettativa di vita, rendendoci più sani e longevi. Secondo una ricerca pubblicata sul British Journal of Sports Medicine un’attività fisica di modesta entità praticata per 2 ore e mezza a settimana (ad esempio 3 sessioni da 50 minuti) riduce la mortalità del 41%, mentre uno studio della Harvard School of Public Health a riscontrato che le donne che vivono in una area circondata dal verde hanno un tasso di mortalità inferiore del 12% rispetto alle altre. Il giardinaggio, oltre ai benefici dello stare all’aperto, ci tiene attivi e in movimento, in questo modo riduce i rischi legati alla sedentarietà: irrigare, rastrellare, potare, travasare, zappare sono tutte azioni che contribuiscono a farci bruciare calorie, a mantenere la muscolatura in forma, il cuore sano e la pressione sotto controllo.
I benefici per la mente
Si è scoperto che svolgere attività all’aperto abbassa il livello di cortisolo, l'ormone dello stress, inducendo così uno stato di benessere che riduce ansia e tensioni; inoltre, se decidiamo di condividere questa esperienza con familiari e amici, incrementeremo la produzione di ossitocina, il cosiddetto ormone dell'amore, che invece favorisce le interazioni sociali e i sentimenti di empatia mentre riduce lo stress, le sensazioni di paura e il dolore.
La cura delle piante migliora l’umore, il colore verde e la luce solare donano calma e hanno un effetto rilassante e rigenerante sulla nostra mente, che abbandona i pensieri negativi e intrusivi. Il contatto con la terra ricopre un ruolo altrettanto importante per la nostra salute, da una collaborazione tra University College of London e University of Bristol è emerso che il Mycobacterium vaccae, un batterio che si trova nel suolo, promuove il rilascio di serotonina, l'ormone della felicità, un neurotrasmettitore coinvolto nei processi di regolazione dell’umore che rafforza il sistema immunitario, riduce l’ansia e migliora i sintomi della depressione. Quindi durante le nostre sessioni di gardening sporchiamoci liberamente, dopo saremo più felici!
Dedicarsi alle piante sviluppa la concentrazione, allontana le moderne distrazioni e ci insegna ad assaporare le piccole cose con lentezza, mostrandoci che la bellezza si trova anche in quelle più semplici e fragili; questa pratica, infatti, stabilizza la nostra attenzione su ogni singolo gesto che compiamo e sui particolari più piccoli, rivelandoci la loro importanza per una comprensione della natura più profonda e per una migliore gestione della nostra psiche. Per questo l’ortocoltura e il giardinaggio sono particolarmente indicati come terapia occupazionale, in special modo per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), contribuendo alla riduzione della severità dei sintomi.
... E per il nostro mondo interiore
Il giardino rappresenta un luogo di pace, qui tutto scorre secondo i ritmi della natura e possiamo apprezzare la lentezza e lo scorrere del tempo senza le pressioni della vita frenetica a cui siamo sottoposti quotidianamente. Il giardino non è solo il posto in cui dedicarsi alla cura delle piante ma anche uno dei luoghi migliori dove coltivare la consapevolezza e in cui far germogliare i semi buoni per la nostra crescita interiore, osservandolo possiamo apprendere la compassione, la resilienza, l’arte di saper aspettare.
Fare giardinaggio è una pratica che incrementa il senso di responsabilità e la capacità di prenderci cura degli altri, ci insegna che attraverso l'impegno, la pazienza e la costanza si possono raggiungere risultati concreti, per questo dedicarsi al gardening accresce l’autostima e può essere un metodo efficace per migliorare il nostro rapporto con la realtà, la tolleranza ai cambiamenti e la capacità di gestire gli eventi avversi.
Fare giardinaggio è una pratica che incrementa il senso di responsabilità e la capacità di prenderci cura degli altri, ci insegna che attraverso l'impegno, la pazienza e la costanza si possono raggiungere risultati concreti, per questo dedicarsi al gardening accresce l’autostima e può essere un metodo efficace per migliorare il nostro rapporto con la realtà, la tolleranza ai cambiamenti e la capacità di gestire gli eventi avversi.
In mezzo al verde siamo circondati da elementi che ci rimettono in contatto con la natura, il giardino rappresenta un importante simbolo di trasformazione in grado di mostrarci la ciclicità dell'esistenza, il lento procedere delle stagioni, l'esplosione della vita e l’ineluttabilità della morte in tutta la loro naturalezza: i gesti lenti e focalizzati legati a questa attività ci consentono di esplorare noi stessi e di farci crescere giorno dopo giorno, trasformando gli aspetti più immaturi della nostra personalità in bellissimi fiori e frutti. Il giardino è una cura per l'anima, una splendida metafora della vita che ci offre una grande lezione e ci arricchisce, un luogo dove impariamo a lasciar andare e ritroviamo noi stessi.
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Che cos'è l'ikigai? Piccoli passi verso la felicità
Ikigai è un termine con il quale i giapponesi indicano il vivere in armonia con amore, felicità e passione per le proprie aspirazioni, iki significa “esistenza” e gai designa lo “scopo“, quindi il suo significato letterale è "scopo della vita". Nella sua opera intitolata “Il piccolo libro dell’ikigai” l’autore, Ken Mogi, neuroscienziato giapponese ricercatore al Sony Computer Science Laboratories, ci guida attraverso i 5 pilastri dell’ikigai, sviluppando una comprensione profonda per la semplicità e l’armonia e fornendo uno spaccato della cultura giapponese in cui suddetti pilastri trovano terreno fertile per germogliare e trovare ampi consensi.
In realtà, l’ikigai rappresenta una riflessione sul proprio essere e sul proprio vivere ed è applicabile al mondo occidentale quanto quello orientale, è il personale motivo per cui ci alziamo la mattina. Non si tratta di gesti di grande portata, che generalmente arrecano un piacere solo temporaneo, bensì di quelle piccole azioni quotidiane che ci procurano soddisfazione e che prendono in considerazione anche il benessere altrui, regalandoci una felicità più duratura. Seguire il proprio ikigai vuol dire dare un senso alla propria vita, per farlo occorre nutrirlo con costanza e dedizione giorno dopo giorno e rispettare tutti i cinque principi su cui si basa che approfondiremo qui sotto.
In realtà, l’ikigai rappresenta una riflessione sul proprio essere e sul proprio vivere ed è applicabile al mondo occidentale quanto quello orientale, è il personale motivo per cui ci alziamo la mattina. Non si tratta di gesti di grande portata, che generalmente arrecano un piacere solo temporaneo, bensì di quelle piccole azioni quotidiane che ci procurano soddisfazione e che prendono in considerazione anche il benessere altrui, regalandoci una felicità più duratura. Seguire il proprio ikigai vuol dire dare un senso alla propria vita, per farlo occorre nutrirlo con costanza e dedizione giorno dopo giorno e rispettare tutti i cinque principi su cui si basa che approfondiremo qui sotto.
I cinque pilastri dell'Ikigai
1. Cominciare a piccoli passi. Il primo punto è essenziale per trovare la felicità e vivere in armonia, di solito ci concentriamo sulle grandi imprese e sugli obbiettivi più appariscenti, i giapponesi hanno capito che ciò che riempie di significato la nostra vita sono invece le piccole azioni, fatte con passione e dedizione, dal lavoro alla cura per la propria famiglia. La cultura giapponese è pregna di piccoli gesti quotidiani, effimeri e spesso monotoni, ma che tessono con pazienza il fulcro centrale dell’esistenza.
2. Dimenticarsi di sé. Rappresenta un pilastro dell’ikigai molto personale, con esso dobbiamo prendere atto delle nostre sensazioni e lasciarle andare progressivamente, dare meno importanza a questioni che sembrano essere vitali per noi ma che in realtà non lo sono affatto se guardate da un’angolazione più ampia. Il dimenticarsi di sè è strettamente connesso con lo stare qui ed ora, trova delle forti connessioni con la filosofia buddista e con la meditazione yoga, ed è essenziale per osservare le cose da una giusta prospettiva, come un bambino guarda il mondo, senza preconcetti o pregiudizi.
3. Armonia e sostenibilità. L’intento è quello di portare a termine i nostri gesti quotidiani con armonia e con uno sguardo al rispetto altrui. La nostra esistenza è collegata a quella degli altri, considerare che siamo tutti interconnessi e che occorre rispettare gli equilibri tra noi e il mondo esterno aiuta a tutelare l’ambiente e il prossimo, rende più empatici e dona l’armonia necessaria per vivere senza stress, per far ciò bisogna abbandonare le innumerevoli sovrastrutture che appesantiscono l’esistenza e concentrarsi sul momento in cui si vive.
4. Stare nel qui e ora. E’ un principio molto delicato, sensibile al rumore di fondo della società, un piccolo equilibrio che va attenzionato e ricercato. Concentrarsi sul momento, dimenticando il passato e smettendo dipreoccuparsi per il futuro permette di raggiungere la massima dedizione in ciò che si sta facendo,rendendo il momento vissuto unico e reale. Stare qui e ora ci rende vivi, ci aiuta ad essere più presenti durante il lavoro, con gli amici e a casa, migliorando i risultati delle nostre azioni e i rapporti con gli altri.
5. La gioia per le piccole cose. Si tratta di un principio universale molto affine a quello di Santosha nello Yoga che insieme allo stare nel qui e ora conferisce stabilità all’esistenza, leggerezza e voglia di vivere. Essere contenti per aver fatto una buona colazione o godere di una bella giornata di sole mentre si passeggia in un bel giardino odoroso, possono sembrare scontati tuttavia rappresentano il sale della vita, ciò che riesce a riempire di bellezza le nostre giornate nonostante le avversità, riconoscere e saper apprezzare le piccole cose dona amore e serenità e ci avvicina all’ideale di felicità dell'Ikigai.
Perchè trovare il proprio ikigai
In un mondo frenetico in cui è facile perdere di vista le cose importanti, l’ikigai ci riporta alla realtà e all’essenza, ci insegna a prendere il giusto tempo per noi e per le cose che contano davvero, rendendo la vita piena e soddisfacente. Sono i gesti quotidiani che riempiono di valore la nostra esistenza, l’amore che mettiamo in ciò che facciamo ogni giorno, che sia il lavoro, la propria passione, la cura della casa o delle persone care, per ognuno è diverso. Trovare il proprio ikigai e seguire i 5 pilastri può aiutarci ad imboccare la strada giusta per avvicinarci alla felicità stabile e duratura a cui aspiriamo.
Il concetto di ikigai, dunque, oltre a trovare una connotazione pressoché perfetta in una cultura orientale come quella giapponese, oggi comincia a trovare terreno fertile anche nella società occidentale, in cui stress e apatia stanno rovinando il quotidiano e dove si va sempre più spesso alla ricerca di nuovi percorsi per trovare la gioia, l’amore e l’armonia. L’ikigai è un cammino e uno stile di vita che ci guida verso quella felicità.
Nicolò Piluso
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Scegli una soluzione sostenibile
Più del 60% delle persone oggi sceglie di avere la doccia in casa, tuttavia le opinioni si dividono in due sul tema, infatti, c’è chi ama dedicarsi un momento di relax facendo un bel bagno c’è chi preferisce optare per la praticità sotto il getto tonificante di un sifone, ma in termini di sostenibilità cos’è più conveniente la doccia o la vasca?
Di solito si pensa che la doccia sia la scelta più ecologica, in realtà tutto dipende dall’uso che se ne fa, il bagno, oltre a essere estremamente slow e ristoratore, può essere altrettanto sostenibile se ci impegnamo ad applicare alcuni accorgimenti. Leggendo questo articolo scoprirai vantaggi e svantaggi di entrambe le soluzioni, inoltre, troverai i suggerimenti da seguire per ridurre i consumi e compiere una scelta consapevole per la tua casa.
Di solito si pensa che la doccia sia la scelta più ecologica, in realtà tutto dipende dall’uso che se ne fa, il bagno, oltre a essere estremamente slow e ristoratore, può essere altrettanto sostenibile se ci impegnamo ad applicare alcuni accorgimenti. Leggendo questo articolo scoprirai vantaggi e svantaggi di entrambe le soluzioni, inoltre, troverai i suggerimenti da seguire per ridurre i consumi e compiere una scelta consapevole per la tua casa.
Doccia
Consumo idrico:
Vantaggi:
Svantaggi:
Consigli:
- 10 minuti di doccia richiedono circa 150 litri di acqua (circa 15 litri al minuto)
Vantaggi:
- è possibile usare davvero poca acqua
- ha un effetto tonificante e massaggiante
- praticità e rapidità, per chi ha poco tempo è l’ideale
- può facilmente essere adattata a disabili e anziani poiché presenta poche barriere architettoniche
- può occupare uno spazio ridotto all’interno del bagno
Svantaggi:
- per risparmiare occorre essere veloci
- non si può usufruire dei benefici dell’aggiunta di sali e di principi attivi salutari disciolti nell’acqua
- l’effetto rilassante è blando
Consigli:
- metti un timer, anche una doccia breve è sufficiente per lavarci tutti i giorni, facendone una di 5 minuti ridurremmo il consumo idrico a 75-90 litri
- chiudi il rubinetto quando insaponi il corpo o i capelli
- installa un soffione a basso consumo con limitatore di portata o miscelatore d’aria
- una doccia troppo grande in inverno ti farà sentire più freddo, così tenderai a far scorrere l'acqua calda anche quando ti insaponi, se non sopporti le basse temperature opta per una doccia di dimensioni contenute
Vasca da bagno
Consumo idrico:
Vantaggi:
Svantaggi:
Consigli:
- una vasca di medie dimensioni richiede circa 150 litri
Vantaggi:
- ha un effetto rilassante per mente e corpo
- aiuta a sciogliere i muscoli e alleviare i dolori
- è possibile rimanere immersi per tempi anche molto lunghi senza aumentare ulteriormente il consumo idrico
- si può ricreare una piccola spa benefica aggiungendo principi attivi, aromaterapici e sali nell’acqua
- comoda con bambini piccoli
- è comunque possibile usare il getto del soffione per fare una doccia o per compiere un massaggio direzionato
Svantaggi:
- richiede più tempo
- i bordi possono rappresentare una barriera architettonica per chi ha mobilità ridotta
- occorre disporre di più spazio in bagno per l’installazione
Consigli:
- fai il bagno come seconda scelta solo quando ne hai bisogno
- risciacquati velocemente alla fine del bagno
- installa una tenda o i pannelli di cristallo lungo il perimetro della vasca per poterla utilizzare come doccia tutte le volte in cui basta un lavaggio rapido, oltre a bloccare gli schizzi, ti riparerà dal freddo nella stagione invernale
- opta per una vasca di medie o piccole dimensioni, richiederanno meno acqua per riempirsi
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Pollice verde si diventa
Lo so, anche tu sei un amante della natura: adori giardini e dimore che vedi sulle riviste e sui social, adori i soggiorni degli altri sempre adornati da splendide piante, ammiri amici e parenti con il pollice verde e vorresti che anche casa tua diventasse un piccolo Eden o una urban jungle, ma la sconfortante verità è che sei un pollice nero e non riesci a tener in vita nemmeno una foglia.
Ebbene sì, le tue piantine sono come fiori recisi, sebbene tu abbia provato e riprovato diversi espedienti, loro sopravvivono solo per poco e, una dopo l’altra, puntualmente ti abbandonano, così, alla fine, ti sei rassegnato al triste destino di assassino seriale di piante. Non disperare, tutti in origine siamo stati dei pollici neri, probabilmente stai facendo degli errori banali che, seguendo i suggerimenti di questo post, imparerai facilmente ad evitare, in modo da guadagnarti con l'esperienza la qualifica di pollice verde.
Ebbene sì, le tue piantine sono come fiori recisi, sebbene tu abbia provato e riprovato diversi espedienti, loro sopravvivono solo per poco e, una dopo l’altra, puntualmente ti abbandonano, così, alla fine, ti sei rassegnato al triste destino di assassino seriale di piante. Non disperare, tutti in origine siamo stati dei pollici neri, probabilmente stai facendo degli errori banali che, seguendo i suggerimenti di questo post, imparerai facilmente ad evitare, in modo da guadagnarti con l'esperienza la qualifica di pollice verde.
Come far sopravvivere le tue piante: gli errori più comuni da evitare
Sono molti gli errori che possiamo commettere con le nostre piante, tuttavia di solito si sbaglia principalmente per tre motivi, tutti abbastanza evitabili con un po' di impegno, l'importante è rendersene conto in tempo per poter agire di conseguenza.
Il consiglio base è quello di iniziare da piante facili: non acquistarle in maniera impulsiva solo perché te ne sei innamorato a prima vista, scegli piuttosto quelle adatte a te, cioè quelle più consone al tuo stile di vita, alle condizioni climatiche in cui vivi e alle caratteristiche termiche e di luminosità degli ambienti in cui le accoglierai.
Conoscere le piante che acquisti è fondamentale, ti aiuterà a capire di cosa hanno bisogno e se sono compatibili con le tue routine, vedrai che riuscirai a trovare quelle giuste e a godere della loro bellezza e del loro potere benefico. Ecco elencati gli errori più comuni con i relativi suggerimenti per non commetterli più e far crescere le tue piante sane e rigogliose.
Il consiglio base è quello di iniziare da piante facili: non acquistarle in maniera impulsiva solo perché te ne sei innamorato a prima vista, scegli piuttosto quelle adatte a te, cioè quelle più consone al tuo stile di vita, alle condizioni climatiche in cui vivi e alle caratteristiche termiche e di luminosità degli ambienti in cui le accoglierai.
Conoscere le piante che acquisti è fondamentale, ti aiuterà a capire di cosa hanno bisogno e se sono compatibili con le tue routine, vedrai che riuscirai a trovare quelle giuste e a godere della loro bellezza e del loro potere benefico. Ecco elencati gli errori più comuni con i relativi suggerimenti per non commetterli più e far crescere le tue piante sane e rigogliose.
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1 #carenza di cure
Si tratta del classico errore del principiante: dimentichiamo le nostre amiche verdi e quando ce ne ricordiamo è troppo tardi, è già tutto secco e non vitale. Prima di adottare una pianta chiediti se hai realmente il tempo e la voglia di prendertene cura, ricorda che non si tratta di soprammobili ma di esseri viventi a tutti gli effetti, in fondo per decorare casa puoi sempre scegliere delle piante artificiali, ce ne sono di bellissime, praticamente indistinguibili da quelle vere. |
- inizia a considerare le piante per quello che sono, degli esseri viventi desiderosi di nutrimento e cure, guarda quanta bellezza ti dà la tua amica verde e restituiscile un po’ di amore
- se sei tra gli smemorati, setta l’intervallo tra le irrigazioni in base alle richieste specifiche di ogni pianta (alcune hanno bisogno di essere bagnate più o meno frequentemente di altre), ad esempio punta dei promemoria sul telefonino, meglio al mattino prima di uscire o alla sera prima di andare a letto, ti aiuterà a non dimenticarle più assetate
- ricorda che le piante non assorbono l’acqua solo dalle radici ma anche dalle foglie, alcune di loro hanno bisogno di vaporizzazioni frequenti sull’apparato fogliare, affinché non diventi secco
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2 #eccesso di cure
Com'è possibile che con tutto l'amore che ci metti le tue piante muoiano lo stesso? Questo è l’errore che di solito fa spegnere definitivamente la scintilla per il giardinaggio: nonostante l'impegno, le foglie si macchiano, ingialliscono, cadono, la pianta poco a poco rattrappisce e si spegne. Sicuramente ti sarà capitato che preso da un eccesso d’entusiasmo, magari proprio per riscattarti dalla fama di pollice nero, hai dato alle tue amiche troppe attenzioni, generando marciume radicale o "bruciature" alla pianta. |
- modula la frequenza di irrigazione, alcune piante, infatti, potrebbero richiederne minori quantità in base alla specie e alla stagione, pena il marciume radicale, in tal caso prima di bagnarle nuovamente aspetta che il substrato sia completamente asciutto, puoi verificarlo inserendo un dito giù nella terra per qualche centimetro
- elimina l’acqua in eccesso, se dopo un paio di ore dall’irrigazione noti ancora dell’acqua nel sottovaso rimuovila per evitare pericolosi ristagni, controlla che i fori del vaso non siano ostruiti e che il terriccio sia drenante
- concima solo nel periodo indicato, che di solito coincide con la bella stagione, evita invece di farlo se le radici sono danneggiate, rischieresti di peggiorare la situazione
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3 #Posizione sbagliata
Se la nostra pianta non si trova nel punto giusto rischia di non farcela per ridotta o eccessiva quantità di luce, ventilazione o calore. Anche in questo caso basta informarsi per capire esattamente quali siano le condizioni ambientali favorevoli per le tue piante e la giusta esposizione: impara a leggere le etichette, spesso le indicazioni sono riportate direttamente sul cartellino che trovi allegato nel vaso, altrimenti chiedi al momento dell’acquisto o consulta il web. |
- tieni la pianta alla giusta temperatura, ogni pianta si è sviluppata in base alle caratteristiche climatiche della zona da cui proviene, se si tratta di una pianta tropicale o grassa tienila dentro casa, a meno che non abiti in una zona con un tipo di clima compatibile, in ogni caso tieni le piante d'appartamento lontane da fonti di calore dirette e condizionatori o da punti soggetti a forti correnti d’aria
- posiziona la pianta in base alle sue esigenze di luce: se richiede pieno sole o mezz'ombra va coltivata fuori casa con la giusta esposizione, le piante che vogliono la mezz'ombra mettile a riparo magari vicino a un muro e disponile a nord-est o nord-ovest; se si tratta di una pianta che richiede ombra, avrà quasi sicuramente origine tropicale e, poiché in natura crescerebbe nel sottobosco, non amerà la luce diretta, posizionala, quindi, in una stanza luminosa o sotto un portico se vivi al Sud, ma fai in modo che non le arrivino i raggi diretti del sole; mi raccomando la luce è necessaria ad ogni pianta per la fotosintesi, quindi niente cantine o sottoscala e non chiudere imposte e tapparelle quando vai a lavoro o in vacanza, e se la luce proprio scarseggia puoi acquistare le apposite lampade con timer
- una volta che hai trovato la posizione giusta non spostare più la tua pianta se non in caso di necessità, ad esempio spostarla in casa nei periodi di freddo è corretto, mentre cambiarle posizione continuamente solo per fattori estetici è inutile e dannoso, per lei sarebbe un trauma, ricorda che i vegetali non camminano
Ricorda: giuste condizioni, tanta costanza e un pizzico d’amore.
Pollice nero si nasce… pollice verde si diventa!
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Rosa BeltramiFounder di Wonderflow Yoga, ha una laurea in comunicazione visiva, ama follemente il suo pianeta e, ovviamente, lo Yoga! |

