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Progetto Yoga Caffè, una pausa di benessere

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YogaCaffè nasce dalla collaborazione tra alcune insegnanti di Yoga provenienti da diverse parti d'Italia, con due grandi passioni, lo Yoga e il caffè, assaporati in tutte le loro magnifiche declinazioni. L'idea è germogliata durante il periodo della pandemia, con la mission di dare a tutti la possibilità praticare yoga anche a casa e di regalare una pausa di benessere durante le mille attività della vita moderna.

Nella nostra epoca, infatti, il tempo è il bene più prezioso: responsabilità, lavoro, studio, casa, figli, impegnano la maggior parte della nostra giornata e diventa davvero difficile trovare del tempo per noi stessi. Lo yoga e il caffè costituiscono entrambi un momento di ristoro, rappresentano una pausa di relax, un momento di condivisione e una ricarica d'energia all'interno della nostra giornata. 

L'unione di questi due elementi, ha dato origine al nome e al canale su YouTube, dove sarà possibile gustare tanti fantastici YogaCaffè, sempre accompagnati dalle note uniche dello stile e della personalità di ogni insegnante, diverse come varianti del caffè... Ce n'è per tutti i gusti! Curiosi di sapere di più?

Le lezioni sono concepite per rappresentare una piccola 'pausa' di benessere da poter fare in qualunque momento, proprio per questo i video del canale sono per lo più brevi, circa la durata di una pausa caffè, e contengono pratiche fruibili e fresche, che potrai fare da solo oppure in compagnia degli amici, dei colleghi e familiari.

Sarà facile e divertente introdurre nuove abitudini positive. Non è semplice, infatti, essere costanti quando si tratta di seguire pratiche lunghe e impegnative, per questo Yogacaffè ti aiuterà a instaurare nella tua vita delle piccole routine quotidiane a base di yoga, facili da inserire anche i quelle giornate con poco di tempo da dedicare a noi stessi, affiancandole quando vuoi e/o puoi a classi più lunghe. , .

All'interno del canale YouTube troverai non solo pratiche di asana, ma anche meditazione, pranayama, automassaggi e tanto altro. Puoi esplorare le playlist a tema, composte ognuna da 7 brevi pause caffè, ovvero 7 mini lezioni, da poter svolgere durante tutta la settimana dove e quando vorrai.
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Non rinunciare più al tuo appuntamento quotidiano con lo Yoga, al tuo piccolo tuffo nel qui ed ora, cosa aspetti? Prenditi subito la tua pausa di benessere con YogaCaffè!
YogaCaffè Channel​
YogaCaffè​ with Rosa 
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Yoga = Veg? Yoga e dieta vegetariana e vegana

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Se faccio yoga devo essere vegetariano?

Molti di noi quando iniziano a fare yoga si pongono la domanda: bisogna essere vegetariani per praticare yoga? La risposta è no, come diciamo spesso lo yoga è per tutti. Tutti, ma proprio tutti, sono accolti nel grande abbraccio dello yoga, a prescindere dalla dieta del praticante che sia omnivora, pescatariana, vegetariana, vegana etc. Occorre ricordare, però, che lo Yoga sia per motivi ideologici che logistici manifesta delle preferenze verso un tipo di alimentazione che risulti quanto più possibile affine alla sua filosofia di base. 
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Il punto di vista dello Yoga

Lo Yoga ha avuto origine molti secoli fa in India, un paese che ha un'antica tradizione vegetariana dovuta a ragioni culturali e religiose. Inoltre, questa disciplina promuove il benessere fisico e psichico, spingendo rispettare il proprio corpo in armonia con l'ambiente: seguire una dieta ricca di vegetali e povera di prodotti e derivati animali, sembra essere quella più salutare per l'essere umano, in accordo con il parere della scienza moderna. Secondo molti saggi dello Yoga, cibarsi di soli alimenti vegetali regala una maggiore lucidità della mente, che diventa più performante, resiliente e poco aggressiva, in poche parole più smart!

Nel momento in cui questa splendida filosofia annovera tra i principi cardine la non-violenza 
(aimsha) nei confronti degli uomini e di tutti gli altri abitanti del pianeta, indica la strada maestra da seguire anche in ambito alimentare, quella cioè che reputa più corretta a livello organico ed etico. Questa strada è facilmente individuabile nei regimi dietetici plant based, come quello vegetariano e vegano, che generano un minore livello di sofferenza negli esseri viventi e hanno un miglior impatto sull'ecosistema e sulla salute rispetto ad altri tipi di alimentazione.

Ma è sicuro fare attività fisica o sport seguendo un regime plant based? 

La risposta è sì, un regime alimentare privo di prodotti animali è sicuro, addirittura preferibile, a patto che la propria sia una dieta bilanciata, frutto di un'adeguata preparazione sull'argomento. In modo particolare, se siamo ancora agli inizi, sarebbe ottimale affidarsi alle indicazioni di un medico nutrizionista specializzato in alimentazione vegetale, che saprà indirizzaci verso un corretto apporto proteico e dei nutrienti essenziali.

L'alimentazione veg, dunque, non preclude in alcun modo le performance fisiche e muscolari, in più regala un corpo sano e flessibile, basti pensare ai sempre più numerosi esempi dello sport contemporaneo e ai moltissimi 
yogin che praticano stili piuttosto impegnativi come il Vinyasa o l'Ashtanga Yoga, dove è abbastanza consueto eseguire asana avanzate, intraprendere sequenze complesse e ad alta intensità di movimento .

Quindi, premesso che non esistono dogmi alimentari nello Yoga e che potrai tranquillamente continuare 
mangiare ciò che preferisci, il mio consiglio è quello di informarti adeguatamente su ciò che porti a tavola, magari provando una dieta plant based, per introdurre nella tua quotidianità i benefici di un'alimentazione più sana, etica e consapevole.
Image by spurekar

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Perchè non sono felice? La ricerca della felicità

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Agognata felicità

​La felicità è una ricerca lunga tutta la vita, il sogno più grande di tutti gli esseri viventi. La si insegue con foga, sfiorandola a più riprese, senza tuttavia riuscire raggiungerla definitivamente, tanto che per la maggior parte di noi rimane soltanto un miraggio lontano. Da sempre la ricerca della felicità è un argomento dibattuto da filosofi e saggi di ogni epoca, in quanto tocca le aspirazioni più profonde dell'essere umano, ma se da un lato possiamo ispirarci ai consigli illuminati di alcuni, dall'altro dobbiamo diffidare delle strategie ingannevoli di chi promette felicità, ma di fatto approfitta delle debolezze o del denaro altrui.
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Perchè non siamo felici

Quante volte ti è capitato di vivere dei bei momenti e di sentirti ad un passo dalla felicità più grande e duratura per poi perderla un istante dopo, come in un'illusione, con il risultato di ritornare più insoddisfatto o frustrato di prima? Anche se nella maggior parte dei casi conduciamo una vita esente da problemi di grave entità, abbiamo cibo a sufficienza sulle nostre tavole e godiamo di una discreta salute, perché non riusciamo ad essere felici?​
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​Il motivo è scritto nei geni. Ebbene sì, oltre alle avversità quotidiane, dobbiamo fare i conti con una realtà parecchio subdola, un vero e proprio tasto dolente che ci portiamo dietro dal momento in cui nasciamo, infatti, circa il 50% della percezione della felicità è influenzato dal nostro carattere di base, una quantità considerevole se pensiamo che quando si sopraggiunge un problema il bicchiere è già mezzo vuoto. Insomma, se siamo dei pessimisti cosmici sarà difficile vedere il lato positivo della medaglia e coglierne le opportunità. ​ 
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Circoli viziosi

Nel corso della vita è facile diventare schiavi di alcuni schemi comportamentali tipici dell'essere umano che ci introducono all'interno di circoli viziosi da cui è difficile uscire. Ecco un esempio che tutti abbiamo sperimentato: si desidera fortemente qualcosa, si fa di tutto per averla, addirittura sembra di non poter vivere pienamente senza di essa, tuttavia una volta che la si ottiene il suo fascino si affievolisce in poco tempo e si finisce per sostituirla con un nuovo irrinunciabile desiderio. 

La verità è che l'essere umano un po' per natura e un po' per avidità è portato a desiderare sempre di più: i beni materiali, il successo lavorativo, economico e sociale, l'adeguamento ai canoni estetici, spesso sono le aspirazioni più agognate. Purtroppo quando si ricercano obbiettivi di questo tipo il fallimento è dietro l'angolo per via della loro natura effimera, persino quando si raggiungono tali mete subentra spesso uno stato di assuefazione tale da far tornare il soggetto all'abituale livello di insoddisfazione: ben presto tutto apparirà di nuovo piatto e grigio.
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Una buona notizia

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Allora come fare se siamo predestinati ad essere infelici già nel DNA? Come possiamo avvicinarci a questo ideale che sfugge continuamente da sotto il naso? Tranquilli, resta ancora un altro buon 50% su cui possiamo lavorare: se da un lato il nostro carattere lo ereditiamo alla nascita, è anche vero che tutto il resto lo costruiamo giorno dopo giorno attraverso l'esperienza e lo stile di vita, adottare uno stile di vita appropriato alle nostre reali esigenze è, infatti, un potentissimo antidoto all'infelicità. 

​Il primo passo da fare è riconoscere i meccanismi che ci fanno cadere nei suddetti circoli viziosi. Come prima cosa occorre scardinare la falsa percezione della felicità, che spinge a scambiare il desiderio di potere e ricchezza per i criteri da soddisfare in cambio della felicità. Si tratta di uno degli errori più comuni in cui inciampiamo durante la nostra ricerca, che purtroppo distoglie da ciò che può renderci davvero felici e soprattutto da ciò che può farlo in maniera più stabile e duratura. Questo non significa rinunciare agli obiettivi mondani ma evitare che essi costituiscano una distrazione lungo il nostro cammino verso la felicità.
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Scoprire cosa ci rende davvero felici

Purtroppo non è per nulla facile sganciarsi da questa falsa percezione, né dallo status di persona felice e perfetta che ci impone la società. Essere impegnati a soddisfare tali criteri impedisce di osservare le cose da altri punti di vista che magari sono più adatti a noi.

​Ciò accade perché siamo cresciuti secondo parametri di felicità dettati dall'esterno, quelli cioè che l'ambiente ci ha imposto sin da quando siamo bambini. È di sicuro più semplice smettere di fumare che abbandonare questo metro di misura.
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Più che alla nostra reale felicità, infatti, siamo abituati ad aspirare a ciò che la società ci induce a credere che essa sia, così, raramente da adulti diventiamo l'espressione armonica di noi stessi, ma cerchiamo di seguire uno schema prestabilito, incarnando ciò che il mondo si aspetta da noi. Spesso non ci rendiamo conto che ciò che ci dà più gioia e soddisfazione spesso non si trova nei beni materiali e non sempre coincide con ciò che rende felici gli altri. La felicità non è appariscente, deve appartenere prima di tutto al nostro mondo interiore, solo in questo caso potremo goderne pienamente condividendola con chi ci sta accanto.

Per questo bisogna provare
a fare chiarezza, capire quali sono le nostre reali esigenze, le cose di cui abbiamo effettivamente bisogno, discernere tra le persone positive e quelle invece che ci appesantiscono, tra le abitudini sane e quelle che avvelenano la vita. A questo punto occorre fare tabula rasa, un bel reset per ricominciare nel modo giusto. Eliminare le sovrastrutture, le relazioni tossiche e le cattive abitudini è una condizione necessaria: tenere solo le cose giuste per noi ci renderà più leggeri, pronti per spiccare il volo.
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Carpe diem

Un'altra trappola in cui si rimane frequentemente incastrati consiste nel vivere proiettati perennemente nel passato o nel futuro: sappi che questo è il modo più facile per lasciarci sfuggire tutte le gioie che può offrirci il presente. Bisogna sganciarsi da questa gabbia, vivere il momento presente, carpe diem dicevano gli antichi, cioè saper cogliere l'attimo, qui e ora. 
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Assaporare l'istante che stiamo vivendo, minuto per minuto,​ mette in luce le mille opportunità che il presente ci offre, pone l'attenzione su ogni azione compiuta, su ogni parola detta, sulle tante sfumature che costituiscono il nostro quotidiano, ne svela la vera essenza, permettendoci di vivere in maniera più piena e consapevole.
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Come iniziare ad essere felici

​Imparare a godere delle piccole cose, che di solito ignoriamo e che in realtà si rivelano i piaceri più stabili e duraturi, è fondamentale, esse costituiscono il vero sale della vita. Lo Yoga con il suo sapere millenario ce lo insegna attraverso il concetto di santosha o contenezza, un principio che è in grado di indurre nel tempo grande soddisfazione e pace interiore.

Un esercizio utile da fare ogni mattina appena svegli è quello di dedicare qualche istante a ricordare le piccole cose belle intorno a noi, se impariamo a scovarle o semplicemente a farci caso ci accorgeremo che sono davvero tantissime. La pratica della gratitudine, invece, ci invita essere grati per ciò che ci circonda e per ciò che siamo e rappresenta un altro splendido esercizio che genera gioia, positività e che ci farà apprezzare di più le nostre giornate. 
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Introdurre abitudini sane, esercitare il pensiero positivo e la consapevolezza portano benefici sorprendenti, per far ciò possiamo iniziare stabilendo un sankalpa, ovvero un'intenzione che ci impegneremo a sviluppare giorno dopo giorno attraverso piccole azioni in armonia con il nostro essere. L'azione è il motore di ogni cambiamento e dietro ogni azione c'è sempre un'intenzione, il sankalpa ci aiuterà a progredire in questa direzione e ci donerà grande equilibrio e senso di pienezza. Poiché la felicità non cade dal cielo ma è uno stato che occorre conquistare quotidianamente, essere felici si può definire come un atto di volontà, il migliore che possiamo compiere ogni giorno della nostra vita. ​
Images by freepik, jikatu, donnierayjones, pete. #hwcp, polipao,

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    ​Rosa Beltrami

    Founder di Wonderflow Yoga, ha una laurea in comunicazione visiva, ama follemente il suo pianeta e, ovviamente, lo Yoga!

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