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Mudra, yoga delle mani e sigilli del prana

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Che cosa sono le mudra?

Mudra si riferisce a un termine femminile sanscrito che significa “sigillo”, “stampa" o “gesto” ed è comunemente usato nelle tradizioni orientali per descrivere una varietà di gesti simbolici delle mani, ma anche particolari assetti del viso e del corpo. La parola mudra deriva dalla radice “mud" che si traduce con "gioia, piacere" e dalla radice “ra” che vuol dire “dare”, quindi può significare anche "imprimere gioia” o "dare piacere”, infatti, la tradizione ritiene che le mudra siano dei gesti simbolici molto potenti in grado di influenzare l’energia vitale (prana) presente nel nostro corpo e che la loro pratica favorisca il benessere fisico e il risveglio spirituale, portando a un profondo senso di gioia e pace interiore.

Inizialmente i sigilli indiani possono sembrare distanti dal nostro modus e dalle nostre tradizioni, tuttavia, ad un analisi più accurata ci rendiamo conto che anche in occidente esistono alcuni gesti simili alle mudra, essi posseggono un alto valore simbolico e fanno parte del nostro vissuto quotidiano o del rituale religioso, basti pensare ai movimenti delle mani di un prete durante che benedice, ma anche a cenni molto più banali che utilizziamo tutti i giorni senza farci troppo caso, come incrociare le dita per esprimere speranza o portare le mani al cuore quando ci sentiamo grati, la differenza nel caso delle mudra sta nel porre un accento maggiore sul gesto e sul suo significato contemplativo. Nei prossimi paragrafi scopriremo qualcosa in più questi gesti simbolici e su come si eseguono correttamente.
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​Le origini delle mudra

La tradizione delle mudra nasce nell'antica India, come parte di cerimonie e rituali sacri, le prime testimonianze di manufatti che raffigurano gesti simbolici delle mani assimilabili alle mudra risalgono a circa 5000 anni fa. In seguito se ne riscontra l’utilizzo in epoca vedica, mentre per i primi trattati in cui avviene una certa sistematizzazione bisogna attendere il periodo tantrico, quando si afferma lo Hatha Yoga e nei testi si ha una descrizione di alcune mudra (ne vengono presentate tre nell’"Amritasiddhi", venticinque nel "Gheranda Samhita" e dieci nell'"Hatha Yoga Pradipika"). 
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Le mudra infatti, vennero presto assimilate nelle pratiche di yoga e di meditazione per promuovere l'evoluzione spirituale, il benessere fisico e mentale dell’individuo. Ancora oggi in India sono molto utilizzate, oltre che nello Yoga, in ambito religioso, in quanto fanno parte dell’iconografia classica delle divinità, di cui esprimono le qualità, i miti e le gesta.
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Le mudra fanno parte anche dell'arte classica indiana, ad esempio nell'iconografia e nelle danze Kathakali, Bharatanatyam e Odissi, in alcuni casi esse coincidono con quelle dello yoga, in altri casi possono essere composte attraverso differenti posizioni di mani, braccia, corpo e da espressioni del viso. Sono usate principalmente per dare enfasi ai passi o alle immagini, esprimere le emozioni e gli stati d’animo, costituendo un vero e proprio linguaggio non verbale che aiuta a raccontare senza bisogno delle parole i miti del vasto pantheon induista.
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Anche nella tradizione buddista si fa largo impiego delle mudra, esse vengono utilizzate principalmente durante le pratiche di meditazione per aumentare la concentrazione, migliorare il benessere psicologico e accrescere la consapevolezza, in genere questi gesti sono legati all’iconografia del buddha, ai relativi concetti filosofici e alla narrazione della sua vita. Le mudra più utilizzate dai buddisti includono l'Abhaya Mudra, il Bhumisparsha Mudra, Bodhyangi Mudra e il Dhyana Mudra.
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​Le Mudra nello Yoga

Secondo la tradizione yoga le mudra riguardano sia il corpo fisico che quello sottile, sono utili per concentrare o favorire il flusso del prana che scorre all'interno del corpo attraverso le nadi e quindi per aiutare a connettere tra loro il corpo, la mente e l'essenza più profonda di noi. Le principali mudra che riguardano la pratica dell’Hatha Yoga comprendono:

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Hasta mudra o gesti delle mani, si compongono attraverso particolari posizionamenti delle palme e delle dita, quest'ultime secondo lo Yoga e l'Ayurveda corrispondono a ognuno dei cinque elementi, oltre che agli stati di coscienza e ai tre guna, per tale motivo la loro combinazione produce particolari effetti energetici. Tra i sigilli delle mani più noti annoveriamo Jnana Mudra, Chin Mudra, Anjali Mudra, Yoni Mudra, Padma Mudra e Dhyana Mudra. ​

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Mana mudra o mudra della testa, riguardano posture del viso, spesso in associazione a tecniche di respirazione, e la direzione dello sguardo o drishti, che indica la particolare posizione degli occhi assunta durante l'esecuzione di asana e meditazione. Questi sigilli vengono usati sia per controllare il flusso del prana che per favorire la concentrazione e amplificare gli effetti della pratica, Khecari Mudra, Agochari Mudra e Shambhavi Mudra sono tra i più usati.

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Bandha o sigilli interni, si compongono attraverso l’attivazione di determinati muscoli al fine di determinare la “chiusura” di una o più parti del corpo, come la gola, il diaframma, il pavimento pelvico, l’addome, in questo modo è possibile governare le energie, trattenendo e concentrando prana all’interno del corpo, i tradizionali sigilli interni sono Mula Bandha, Uddiyana Bandha, Jalandhara Bandha e Mahamudra.

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Kaya mudra o mudra posturali, sono delle vere e proprie posizioni yoga che pongono particolare attenzione agli effetti energetici sul corpo e sulla mente, esse infatti vengono usate in associazione a tecniche di respirazione, concentrazione e di contrazione di specifici muscoli per controllare al meglio il flusso del prana, ne fanno parte Viparita Karani, Yoga Mudrasana, Pashinee Mudra, Manduki Mudra, Pindasana e molte altre.

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Adhara mudra o mudra pelviche, sono delle speciali attivazioni dei muscoli del basso ventre e del bacino utilizzate per far fluire l’energia dalla base del busto verso la sommità del capo, spostando il prana dai centri inferiori a quelli superiori al fine da sublimare l’energia, in particolar modo quella sessuale. I sigilli pelvici più conosciuti sono Ashwini Mudra, Vajroli Mudra e Sahajoli Mudra.​ ​

La mappa della mano nello yoga

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Quando eseguire le mudra

Durante la pratica dello yoga è possibile associare le mudra all'esecuzione degli asana, esse vengono usate per dare maggior enfasi alla postura, mettere in risalto una specifica qualità della posizione o al contrario per donarle una sfumatura insolita. Affiancare un sigillo alla pratica sul tappetino aiuta a sublimare il movimento e a donare all'attività che stiamo compiendo un valore evocativo ed energetico più elevato.

Le mudra sono perfette per accompagnare la meditazione, in questo caso servono a rafforzare e a dare profondità alla pratica, è anche possibile meditare direttamente su una mudra a partire dal suo significato e dal suo valore simbolico. Per la pratica meditativa con le mudra occorre sistemarsi in una posizione seduta comoda con la schiena ben allineata e, dopo aver rilassato il respiro e il corpo, comporre il sigillo, scegliendolo in accordo con il focus della nostra meditazione. Ricordiamoci che nelle Hasta Mudra le mani devono rimanere rilassate e che il contato tra le dita deve essere dolce.
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Il pranayama si rivela un alleato di prima scelta, utile ad amplificare i benefici della pratica delle mudra, infatti, possiamo usare la respirazione per rilassarci e permettere al prana di scorrere in maniera fluida. Se non fosse già prevista una specifica tecnica di pranayama in associazione alla mudra prescelta, un’opzione sempre valida è quella di dirigere il respiro verso il sigillo o verso una zona del corpo di interesse; un’altra possibilità è quella di portare l'attenzione sullo scambio energetico che avviene tra interno ed esterno tramite la respirazione.

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Come praticare le mudra

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Le mudra generalmente si eseguono in posizione seduta, sebbene si possano comporre anche  in piedi e persino in movimento, in ogni caso è importante trovare la comodità della posizione e rilassare il più possibile i muscoli ad eccezione di quelli impiegati per effettuare un'eventuale chiusura, in modo da facilitare il fluire dell'energia nel resto del corpo. Durante la pratica delle mudra è fondamentale portare consapevolezza al gesto, è possibile farlo nei seguenti modi:
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  • contemplare la mudra, il metodo più semplice e apprezzato consiste nel rimanere focalizzati sul gesto che stiamo compiendo e sul suo significato intrinseco
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  • ripetere un’affermazione relativa alla mudra che si sta eseguendo, che sia legata ai suoi valori positivi e alle sue qualità; è bene farla risuonare silenziosamente a partire dal sigillo verso tutto il corpo, ed eventualmente espanderla oltre
 
  • supportare una visualizzazione che rispecchi l’iconografia o l'aspetto simbolico di cui è espressione la mudra che abbiamo scelto: possiamo proiettarla intorno a noi a partire dal punto di contatto del sigillo oppure immaginarla nell'area del sesto chakra
 
  • concentrarsi sui punti di contatto della mudra, ad esempio in quelli in cui le dita si toccano o nelle aree del corpo in cui stiamo effettuando un sigillo o una "chiusura", a questo punto possiamo semplicemente focalizzarci sulle sensazioni energetiche che percepiamo nelle zone interessate
 
  • associare una respirazione alla mudra, per alcuni sigilli è prevista uno specifico pranyama, negli altri casi si può "far respirare" la mudra: per un effetto rigenerante e rinvigorente aumentare dolcemente la pressione esercitata nei punti di contatto durante l'inspirazione e diminuirla quando si espira, mentre per un effetto calmante e rilassante diminuire la pressione nei punti di contatto quando si inspira e applicare una maggiore pressione durante l’espiro, magari prolungando leggermente l'espirazione
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La durata della pratica per le mudra più semplici varia da un minimo di tre minunti sino a circa trenta minuti, più ci soffermiamo maggiori saranno i benefici, mentre per i sigilli più complessi e i bandha si può iniziare da qualche secondo sino ad arrivare a sostenerli per diversi minuti, nel caso siate praticanti esperti. Nel corso della giornata si possono eseguire più sessioni dedicate alle mudra a seconda delle esigenze e dello scopo che perseguiamo, l'ideale è farle la mattina appena svegli e la sera prima di andare a dormire ma anche in associazione alla nostra abituale pratica di yoga.


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Come funzionano le mudra e perchè farle

Il principio per cui funzionano le mudra risiede prima di tutto nel loro grande potere evocativo, è noto come i simboli esprimano concetti archetipici in grado di superare ogni barriera linguistica, riuscendo a influenzare il subconscio e di conseguenza la nostra mente. I simboli sono come semi pronti a sbocciare al momento giusto, portare la consapevolezza sulle mudra fa germogliare tali semi e fa sì che maturino nella nostra psiche, favorendo l’elaborazione costruttiva dei concetti,  inducendo il rilassamento, riducendo ansia e stress. 

​Secondo il punto di vista dello Yoga, le mudra hanno una funzione energetica, esse infatti regolano il prana, ovvero l’energia vitale presente in ognuno di noi, e per tale motivo si ritiene siano in grado di rimuovere i blocchi e promuovere i processi di guarigione del corpo, migliorando l’equilibrio psicofisico e il nostro stato di salute. Le Hasta Mudra hanno, inoltre, un’azione benefica sul cervello, in quanto le mani e in particolare le dita sono ricche di terminazioni nervose.

È bene ricordare che, oltre al benessere fisico e mentale, le mudra ci aiutano soprattutto a coltivare la sfera spirituale, esse posseggono un alto potere nutritivo per la nostra realtà più profonda, poiché aiutano a promuovere l'evoluzione personale e la ricerca interiore. 
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Benefici

Ogni sigillo apporta specifici giovamenti, qui sotto sono elencati solo i benefici generici che riguardano indistintamente la pratica di tutte le mudra:


  • calma la mente
  • potenzia la meditazione
  • favorisce l’introspezione
  • riduce ansia e stress
  • migliora la consapevolezza
  • dona equilibrio psichico
  • stimola il sistema nervoso
  • bilancia, concentra e sublima le energie
  • aiuta la concentrazione
  • favorisce Pratyahara
  • sviluppa la spiritualità
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    ​Rosa Beltrami

    Founder di Wonderflow Yoga, ha una laurea in comunicazione visiva, ama follemente il suo pianeta e, ovviamente, lo Yoga!

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